Il virus non è morto, ma per qualcuno non è quasi mai esistito

Un atteggiamento che si riflette pure sulle attività commerciali che da poco più di un mese hanno riaperto i battenti, fra mille difficoltà. Distanziamenti, igienizzante e accortezze varie per alcuni, "liberi tutti" e zero regole (o quasi) rispettate per altri. Con i primi che, per stare al passo con i DPCM e le ordinanze, ci rimettono di brutto rispetto ai secondi

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Dopo giorni e giorni a contagio zero, ieri a Civitavecchia si è registrato un nuovo positivo al coronavirus. Una infermiera che opera in una cooperativa sociale. Ora sarebbe assolutamente fuori luogo lasciarsi andare ad allarmismi ed eccessive preoccupazioni. Il covid sembra (ripetiamo sembra) avere una carica virale diversa rispetto a tre mesi fa e vanno in questa direzione anche le indicazioni che arrivano dai comitati scientifici. Il problema è che il coronavirus non è affatto sparito, come lo dimostrano anche i nuovi focolai che girano anche nella regione Lazio. In questa fase però spiccano i diversi modi che la gente assume per approcciarsi al virus. Chi rispetta in maniera pedissequa le disposizioni, o comunque sta attento, chi invece se ne frega altamente. Ed è un atteggiamento che si riflette pure sulle attività commerciali che da poco più di un mese hanno riaperto i battenti, fra mille difficoltà. Distanziamenti, igienizzante e accortezze varie per alcuni, “liberi tutti” e zero regole (o quasi) rispettate per altri. Con i primi che, per stare al passo con i DPCM e le ordinanze, ci rimettono di brutto rispetto ai secondi.