Il retroscena sulla candidatura a destra, tre “rifiuti eccellenti” poi la virata su Grasso

Al di là di alcune suggestioni e di un paio di proposte irricevibili, c'è stato un pressing ai fianchi notevole per almeno tre figure locali

Ora che la macchina politica della destra è ufficialmente partita e al volante c’è l’editore e addetto stampa dell’autorità di sistema portuale Massimiliano Grasso, arrivano delle indiscrezioni interessanti sulle settimane che hanno preceduto la fumata bianca. Che, è bene ricordarlo, è arrivata dopo uno psicodramma tra i due partiti alleati, Lega e Fratelli d’Italia.

Il primo ha dovuto “pensionare” in anticipo l’attuale sindaco Ernesto Tedesco, nonostante gli endorsement di Matteo Salvini e il mandato completato. Il secondo, o meglio la maggioranza di esso targata Mari e Iarlori, è stata costretta a “cedere” sullo stesso Grasso, dopo averlo osteggiato per mesi. Ma prima della virata definitiva, i tentativi di cercare candidati alternativi sono stati molteplici.

Al di là di alcune suggestioni e di un paio di proposte irricevibili, c’è stato un pressing ai fianchi notevole per almeno tre figure locali. Gli identikit portano ad un politico di razza, capace di incamerare in ogni occasione una valanga di preferenze, ad un professionista e manager di spicco e infine ad un presidente di una nota associazione. Tre tentativi, spinti soprattutto da esponenti e riferimenti di partiti locali, ma non solo, andati irrimediabilmente a vuoto.