Il sindaco Tedesco

Ernesto Tedesco 6. Zavorrato dai continui “balletti” dei suoi “funambolici” consiglieri comunali non incide come dovrebbe nel suo primo anno e mezzo di gestione. Tira fuori gli attributi per defenestrare Grasso e tenere testa a FdI. Ora però deve amministrare un Comune messo malissimo e augurarsi che la nuova Giunta abbia le ricette giuste per il rilancio.

 

Il sindaco di Santa Marinella Tidei

Pietro Tidei 6. Santa Marinella gli sta stretta, è evidente, ma si cala con duttilità nella parte del sindaco di un piccolo Comune. I problemi sono tanti e il lavoro da fare è ancora enorme. La situazione finanziaria dell’ente migliora, restano però alcune criticità interne alla sua maggioranza. Strizza sempre l’occhio a Civitavecchia e qualcuno pensa che sul secondo rimpasto di Tedesco ci sia il suo zampino. Scenario verosimile o fantapolitica?

 

Il sindaco di Tolfa Landi

Luigi Landi 7. E’ all’ultima curva del suo duplice mandato a Tolfa e nella fase più complicata della storia del paese non abbandona tradizioni ed eventi storici come Tolfarte e Tolfajazz, ai quali, in modo originale e pragmatico riesce a dare continuità. Si avvia a lasciare un ente rinvigorito e una realtà oramai “capitale” della cultura del territorio.

 

 

 

Il sindaco di Allumiere Pasquini

Antonio Pasquini 6,5. Anche lui se la cava egregiamente nella gestione del quotidiano in epoca covid-19. Sempre attento e sul pezzo sulle tematiche rilevanti che riguardano il territorio e sulla salvaguardia dell’ambiente nel contesto locale.

 

 

 

Il consigliere regionale De Poalis

Gino De Paolis 5. Nel suo secondo mandato da consigliere regionale sembra il gemello molle del primo, nel quale era solito mettersi in luce come il vero riferimento locale della Pisana. Forse ha il fiato corto, o non è più a suo agio nell’attuale amministrazione Zingaretti, in cui si procede spediti anche grazie all’appoggio dei “nemici”. Urge pronto riscatto.

 

Porrello, consigliere regionale 5 stelle

Devid Porrello 5,5. Come più o meno tutti i grillini della prima ora non può non pagare dazio rispetto all’innaturale “apparentamento” con il Pd, fino all’altro ieri considerato il “partito di Bibbiano”. Impara l’arte della politica, ma potrebbe e dovrebbe fare qualcosa in più. Anche perché è fra gli esponenti più “vecchi” del Movimento.

 

 

Il consigliere regionale di Italia Viva Tidei

Marietta Tidei 6,5. La scelta di passare a Italia Viva era un filo azzardata, è vero, ma in pochi immaginavano che i sondaggi sarebbero stati così poco incoraggianti. Lei non si perde d’animo e manda segnali concreti dalla Regione, proponendo idee e progetti nella fase più drammatica della crisi delle imprese.

 

Battilocchio alla Camera

Alessandro Battilocchio 7. In Parlamento è all’opposizione, ma è molto più brillante e dinamico rispetto a tanti colleghi della maggioranza. Lascia tracce importanti nel 2020 in chiave territorio, su turismo, porto e radioterapia. Oltre a buttare un occhio interessato alle amministrazioni locali, il Pincio in particolare.

 

 

 

Marta Grande alla Camera

Marta Grande 5. Era partita abbastanza bene, nonostante alcune critiche locali. Nel 2020 però le sfilano la presidenza della Commissione Esteri e finisce ai margini. Anche lei paga la progressiva caduta ai minimi termini di un Movimento troppo carico di etica e di aspettative mal riposte.