Il Mov. Civico ricorda Luigi Daga a 10 anni dalla sua morte

"Vogliamo ricordare un politico figlio e padre di un’altra politica. Un uomo per cui la politica significava soprattutto essere intransigente nei valori, nelle battaglie in nome della trasparenza e della giustizia sociale"

Care concittadine, cari concittadini… anche se Lui avrebbe sicuramente iniziato la nota di apertura di questa lettera in modo ben diverso:

Care compagne e cari compagni,
per tutti coloro che lo hanno conosciuto, per quanti lo hanno stimato e per chi né ha condiviso insieme le tante battaglie, vogliamo ricordare un politico figlio e padre di un’altra politica.
L’arco temporale in cui si è svolta la parabola della vita di Luigi Daga è rappresentato da un’immagine di una politica “a sinistra” che ancora non aveva smarrito il proprio alto senso civile.

Il 16 dicembre 2020, a 10 anni dalla sua scomparsa, vogliamo ricordarlo così, com’era. Un uomo per cui la politica significava soprattutto essere intransigente nei valori, nelle battaglie in nome della trasparenza e della giustizia sociale, tutte battaglie portate avanti nonostante, il più delle volte, né è stato vittima in prima persona, attraverso individuali ripercussioni.
“Giggi” Daga, una vita di politica, di volontariato, ma soprattutto di legalità!
Tutto, per Lui, è sempre stato pienamente vissuto tra pratica di vita e progetto politico, un combattente fino all’ultimo, anzi fino all’ultima possibilità di agire.
Per questo motivo non possiamo tralasciare gli anni in cui si è speso, senza mai preoccuparsi dei rischi che poteva correre, per difendere la nostra regione e in particolare la Tuscia dalle invasioni malavitose.
Troppo puntuale e forse troppo determinato nell’osservare, in modo oculato, le vicende del nostro territorio e nel redigerne relazioni e dossier troppo rischiosi.
Ciò ti ha conferito la bandiera di un’antimafia reale, non parolaia, non retorica, ma vera.
Una vita, la sua, impegnata in politica anche se ha saputo sempre ben distinguere le due dimensioni tra vita privata e vita politica, mai confondendole, mai creandone sovrapposizioni, questa è stata la Sua più grande saggezza, il ruolo pubblico rimaneva sempre fuori dalla porta di casa.

Di questo distacco tra vita politica e vita privata ne aveva bisogno soprattutto lui. Persona riservata, a cui non piaceva esporre la sua realtà privata, ma al di là della soglia riacquistava la sua libertà politica.
Il suo ruolo pubblico l’ha vissuto con dedizione massima, anche se molto spesso si era reso conto che i tempi stavano velocemente cambiando in peggio, questo iniziava a pesargli troppo.
Il sostantivo che più lo rappresenta come politico, padre, marito e uomo è la sua determinazione e risolutezza che hanno caratterizzato sempre il suo agire, sommate alla perseveranza tipica dei sardi.
Grazie di tutto… ciao Gigi”

A dichiararlo Maurizio Conversini e il Movimento Civico per Tarquinia