“Il corridoio South H2 Corridor può essere la chiave di volta per Civitavecchia”

"Il porto di Civitavecchia deve rientrare in questa strategia di interconnessioni, essere collegato a questo corridoio, e realizzare la Darsena energetica per le rinfuse gassose provenienti dai paesi come l'Algeria e la Tunisia", affermano Ivan Magrì e Michela Spano, candidati al consiglio comunale

Riceviamo e pubblichiamo. Il corridoio progettato South H2 Corridor, visti i politici che ci governano, ovviamente non prevede il passaggio da Civitavecchia. Ma il suo inserimento futuro potrebbe essere la chiave di volta per far sviluppare l’economia nel nostro territorio e per il porto.

La Commissione Europea prevede una produzione di metà del quantitativo di idrogeno verde previsto al 2030 attraverso investimenti nel solare, eolico e biomasse sul territorio UE. Ma il restante sarà invece importato dai paesi extra- europei attraverso sei corridoi principali, tra cui il cosiddetto South Central H2 Supply Corridor che collegherà il Nord Africa con i mercati dell’Europa centrale.

Il South H2 Corridor. Un’infrastruttura da 3.300 km e 4 milioni di tonnellate di capacità, che servirà a convogliare idrogeno verde dal Nord Africa ai mercati dell’Europa centrale, sfruttando una rete gestita da 4 importanti operatori (le austriache GCA e TAG, la tedesca Bayernets e l’italiana Snam) e che consentirebbe il riutilizzo di oltre il 70% dell’esistente rete di gasdotti che oggi collegano i Paesi europei con i centri gassiferi algerini. Bisogna oggi collegarsi alle interconnessioni di un mercato oggi inesistente, ma che arriverà ad un consumo di idrogeno verde di 20 milioni di tonnellate entro il 2030.

Orfana del gas russo e alla ricerca di un nuovo baricentro energetico, l’Europa punta sulle potenzialità delle regioni mediterranee in termini di produzione da fonti rinnovabili. Una scelta che impone investimenti in nuove strutture transfrontaliere per il trasporto e distribuzione e un’eventuale ricollocazione di alcuni comparti industriali verso aree con una maggiore competitività energetica, limitando al massimo sussidi e ulteriori costi che finirebbero altrimenti scaricati sui cittadini.

Il porto di Civitavecchia deve rientrare in questa strategia di interconnessioni, essere collegato a questo corridoio, e realizzare la Darsena energetica per le rinfuse gassose provenienti dai paesi come l’Algeria e la Tunisia.

Inoltre per prima cosa il metano sintetico potrebbe alimentare da subito le centrali elettriche esistenti sul nostro territorio: Tirreno Power Torrevaldaliga sud ed Enel a Montalto di Castro. Sia per divenire una area dove tramite la possibilità di utilizzo dell’idrogeno e dei suoi derivati, si possono realizzare produzioni industriali energivore senza impatto con l’ambiente ed emissione di anidride carbonica.

L’Italia ha recepito le indicazioni dell’Unione Europea, stanziando attraverso il PNRR 3,6 miliardi di euro per la realizzazione di progetti per la produzione di idrogeno. Il percorso dell’idrogeno ormai è avviato, e non si tornerà indietro. Ovviamente stiamo parlando di un processo di transizione che richiederà gradualità e obiettivi intermedi per arrivare nel tempo ad abbandonare i combustibili fossili e lasciare sempre più spazio alle fonti e ai vettori rinnovabili.

Come territorio possiamo guardare il futuro che avanza e rimanere fermi o provare a farne parte. Per far questo abbiamo bisogna di essere là dove queste decisioni si prendono, con persone qualificate e competenti, Paolo Poletti come Sindaco di Civitavecchia e Marietta Tidei ( Lista Stati Uniti d’Europa) al Parlamento Europeo. Civitavecchia Merita di Più. Ivan Magrì e Michela Spano, candidati al consiglio comunale.