“Grasso sembra voglia allargare il demanio marittimo fino al Faro, San Gordiano o Boccelle”

"Il suo interesse nei confronti della politica comunale si è sempre materializzato al servizio del Presidente dell'Adsp di turno", afferma Ivan Magrì

Riceviamo e pubblichiamo. Ho letto con grande attenzione la dichiarazione di intenti sul rapporto tra città e porto del candidato della destra Massimiliano Grasso. Credo che Grasso, cambi talmente tanto spesso “maglietta”, tra Comune e Adsp, che non si renda più conto per quale istituzione deve lavorare o candidarsi. Ha una evidente confusione di competenze in testa che gli fa dire cose senza senso. Infatti, la sempre dovuta collaborazione tra istituzioni, si basa in primo luogo tra il riconoscimento delle reciproche competenze. Non risulta ai cittadini italiani che nelle legge 84/94, che disciplina le Autorità di Sistema Portuale, ci sia la gestione dei porticcioli turistici o per il diporto oppure la competenza sulle attività commerciali di vendita al dettaglio. Competenze che appartiene invece agli Enti locali.

Grasso sembra che voglia allargare il demanio marittimo fino al Faro, San Gordiano o Boccelle. D’altronde il suo interesse nei confronti della politica comunale si è sempre materializzato al servizio del Presidente dell’Adsp di turno, per poi rovesciarsi contro quando quest’ultimo cadeva in disgrazia.

Il porto storico di Civitavecchia, una volta realizzato il collegamento con la banchina crocieristica, che è stato appena appaltato, deve essere sdemanializzato e deve tornare alla città. Città che potrà a quel punto riprendersi anche il Forte Michelangelo, attualmente gravato da servitù militare, facilmente superabile, con un progetto di gestione serio e concreto. E anche il tanto amato Antemurale dopo l’apertura a sud potrà tornare ai cittadini di Civitavecchia. Sono questi tutti pezzi di Civitavecchia, della nostra identità. Questo è l’impegno che da decenni l’Autorità di Sistema Portuale, a partire dall’ideatore Moscherini, ha preso con le Amministrazioni e i cittadini di Civitavecchia. A quanto pare Grasso pensa che sia il porto ad inglobare la città.

Inoltre la collaborazione tra istituzioni si basa anche sulla trasparenza e la correttezza, come è possibile che L’Autotità Portuale non illustri le linee guida del progetto dell’hub per l’eolico off shore, dopo che per anni si è detto che era l’unica strategia per il phase out dal carbone. Il porto è un bene pubblico, costruito con fondi pubblici e chi lo dirige viene pagato con soldi pubblici. Non è mica “cosa loro” che si tengono segreti i progetti per lo sviluppo della città. Specie quando, probabilmente, non esiste nessun progetto, ma solo l’ennesima presa in gira nei confronti dei civitavecchiesi.

Tra l’altro di competenze e ruoli diversi tra enti locali e Autorità di Sistema Portuale ne tratta lungamente la normativa in vigore per quanto riguarda l’Anticorruzione, che vieta espressamente il doppio ruolo e il passaggio diretto tra Enti. Ma questo Grasso lo dimentica spesso. Grasso capisca cosa vuole fare da grande, occuparsi del porto o candidarsi a consigliere comunale di opposizione come ha fatto in questa tornata elettorale. Ivan Magrì.