Giulivi: la protezione civile comunale va rifondata da zero

Giulivi effettua un sopralluogo alla sede della Protezione civile comunale e spiega perché ha deciso di chiuderla

Dopo la protesta di venerdì scorso della Protezione civile comunale, di cui vi avevamo parlato qui, il sindaco, accompagnato dall’assessore Tosoni e dai consiglieri Ricci e Borzacchi, effettua un sopralluogo presso la sede operativa dei volontari insieme ad alcuni giornalisti. “Rispondo alle polemiche dei giorni scorsi con i fatti. Ho invitato la stampa a vedere la sporcizia della struttura dove ha sede la Protezione civile comunale, in modo da far comprendere perché ho deciso di chiuderla e fare un nuovo bando per rifondarla, sia come mezzi che come strutture. Il Comune stanzierà dei fondi per ristrutturare questa sede. La Protezione civile vuole dignità e questo che si vede è indecoroso. Alcuni di loro hanno fatto un ottimo lavoro, – continua Giulivi – ma è chiaro che adesso, chi ha una certa età non ne potrà più far parte”. Il sindaco ha poi chiesto le dimissione dei volontari: “Aspetto le loro dimissioni. Non si può dire no a tutto”. Si riferisce a dei “no” che i volontari avrebbero detto in passato sulla base del regolamento: “Non so di quale regolamento parlano: so che in tutta Italia la Protezione civile è a supporto delle attività comunali, se non lo vogliono fare non hanno ragione di insistere a fare volontariato”. Alla domanda perché mai la Protezione civile comunale non sia stata più chiamata dopo il lockdawn, il sindaco ha risponde: “In quel periodo io ho utilizzato entrambe le Protezioni civili, l’Aeopc e quella comunale, ebbene, quest’ultima mi ha lasciato la postazione telefonica scoperta per sei ore. Chiaro che non li ho più chiamati. Troppi no”. Perché chiudere la sede? “È una zona pericolosa per loro e per gli altri – spiega il sindaco Giulivi -. Abbiamo pagato diverse multe a causa della Protezione civile comunale, perché chiamati dalla Regione non sono andati. Avete visto tutti le condizioni in cui versa la struttura, quindi, adesso, aspetto le dimissioni di tutti gli appartenenti e andremo a costituirne un’altra, il bando è stato già aperto, vogliamo persone fattive e attive che vogliano operare per il loro comune e una struttura degna. La protezione civile deve essere un punto di riferimento e attiva, se poi alcuni degli iscritti volessero comunque farne parte di nuovo ben vengano, ma devono essere operativi”. Infine gli elogi all’Aeopc: “Hanno fatto centinaia di missioni di ogni tipo, senza di loro saremmo stati in seria difficoltà – conclude – perciò li devo ringraziare. Sono sempre presenti”.