Gelo Csp-Comune, Cda in bilico. Grasso: “Serve piano industriale”

Sul tema interviene anche il gruppo consigliare del Movimento 5 stelle. "Tra minacce di dimissioni e di esoneri, nessuno si occupa veramente della società che svolge i servizi per i cittadini di Civitavecchia"

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Fra Villa Albani e Palazzo del Pincio le relazioni non devono essere particolarmente piacevoli. Lo si evince dalle posizioni dei rispettivi amministratori, da una parte il presidente della Civitavecchia Servizi Pubblici Antonio Carbone, dall’altra il vice sindaco e assessore alle partecipate Massimiliano Grasso. Due che, paradosso vuole, giocavano nella stessa squadra alle ultime elezioni comunali (Carbone era infatti candidato nella lista “La Svolta/Grasso”). Il vice sindaco manda un messaggio chiaro all’amministratore di Csp. “Credo che chi amministra la società non debba concentrarsi sulle riflessioni o sullo scrivere. Serve un piano industriale, e alla svelta”. E ancora. “Io credo che si stiano confondendo i ruoli. Carbone ricopre sì l’incarico di amministratore di Csp, ma il socio unico è il Comune di Civitavecchia, non il contrario. Pericolo default dell’azienda? Il Comune vuole salvare a tutti i costi la società, su questo non c’è dubbio. Salvaguardando i posti di lavoro e la matrice pubblica dell’azienda”. Carbone avrebbe anche messo a disposizione del Pincio le sue dimissioni, come estrema ratio, e anche il consigliere di amministrazione Valentina Sanfelice di Bagnoli non è assolutamente salda nella sua posizione all’interno del Cda. Intanto sul tema interviene anche il gruppo consigliare del Movimento 5 stelle. “Apprendiamo dalla stampa locale qualcosa che purtroppo sapevamo già: Civitavecchia é attualmente amministrata in maniera assolutamente improvvisata. I nostri amministratori, dopo aver fatto di tutto per cacciare il vecchio consiglio di amministrazione, costretto a lavorare in questo clima per 7 mesi, hanno messo a capo della partecipata tre professionisti (di cui uno si è dimesso dopo una settimana), nominati su base fiduciaria e non selezionati con evidenza pubblica, a cui chiedono di risolvere problemi senza dar loro uno straccio di indicazione. Anzi pare che proprio Carbone e la consigliera “di area PD” reputino le indicazioni del Comune fumose e inadeguate. Dialettica che rispecchia lo status quo dei rapporti: quando infatti il cda si lancia in iniziative sugli orari del porta a porta, iniziative che non incontrano il favore della gente, vengono scaricati senza ritegno. In parole povere: totale scollamento tra il consiglio di amministrazione di CSP e il socio unico, il sindaco, che pare abbia come unica preoccupazione quella di smantellare il servizio di raccolta dei rifiuti porta a porta, la cui sola colpa era quella di funzionare troppo bene. Così tra uno scambio di accuse e l’altro, tra una richiesta di reinternalizzazione di servizi da parte del Comune e il conseguente rifiuto da parte del cda di CSP, tra minacce di dimissioni e di esoneri, nessuno si occupa veramente della società che svolge i servizi per i cittadini di Civitavecchia: nessuno si occupa dei civitavecchiesi. Questa non è la nostra impressione: é quello che si dicono pubblicamente il cda di CSP e l’amministrazione Grasso-Tedesco, figuriamoci cosa si diranno in privato”.