Futuro Centrale, il Pd: “La decarbonizzazione ha come conseguenza legale la chiusura di TVN”

"E' così alla luce dei documenti sottoscritti", lo dichiarano i consiglieri comunali Marina De Angelis d'Ossat, Marco Di Gennaro e Marco Piendibene

“Ci meraviglia molto che si discuta della trasformazione della centrale TVN da carbone a gas (o altri combustibili) senza che si siano tenuti in minima considerazione i vari e numerosi documenti che sono alla base dell’esistenza in vita della stessa centrale, documenti che sono stati il frutto di una mediazione tra la città, l’ENEL ed i vari ministeri ed enti competenti , documenti che a tutt’oggi conservano il loro pieno valore legale. Tali documenti sono relativi alla sola produzione di energia mediante la combustione del carbone. Nel momento in cui, anche in forza di disposizioni europee (sottoscritti naturalmente anche dall’Italia) si decide la decarbonizzazione delle fonti combustibili, ne consegue che viene a decadere ogni accordo contrattuale sulla esistenza della Centrale ENEL TVN. Citiamo in particolare il DEC/VIA 680, documento fondante del Ministero Ambiente che recita a pag.14: ” per quanto riguarda la fase di fine esercizio la Società (ENEL) dichiara che la durata della vita dell’impianto di produzione, dal punto di vista economico industriale, è prevista in 25 anni (essendo l’esercizio iniziato il 22 giugno 2009 i 25 anni scadono a giugno 2034). Ne consegue pertanto che qualsiasi istanza avanzata dall’ENEL vada intesa come richiesta dell’apertura , a tutti gli effetti, di una NUOVA CENTRALE e non come una trasformazione di una centrale esistente. E siccome questo comporterebbe una nuova concessione e quindi nuove servitù sempre finalizzate a produrre energia e quindi inquinamento indipendentemente dal combustibile che si voglia utilizzare, non possiamo che ribadire il nostro inderogabile NO. Per cui spostare la discussione (come sembra si stia facendo) sul tipo di combustibile (fossile,non fossile,idrogeno, etc) ci sembra già una implicita concessione che in cambio di un’offerta occupazionale sempre più irrilevante che tra l’altro impedisce di sperimentare soluzioni alternative che avrebbero sicuramente ritorni occupazionale e conseguenti indotti, molto più redditizi per la città. Va pertanto ribadito che la cessazione dell’uso del carbone ha come conseguenza legale, alla luce dei documenti sottoscritti ,la chiusura di TVN in quanto vengono meno tutte le convenzioni sinora sottoscritte dal comune e dai ministeri competenti che autorizzavano la produzione energetica. Alla luce di questa premessa ci sembra obbligatorio spostare il dibattito in corso sull’uso che dovrà essere fatto delle aree sino ad ora destinate alla produzione di energia. Aree che hanno una superficie di oltre 150 ettari e che per la loro posizione fronte mare non possono non far pensare ad un loro utilizzo in altri settori, ad esempio, portualità, logistica ,produzione collegata ai benefici che può comportare la libera manipolazione delle merci beneficiando delle agevolazioni doganali possibili secondo i regolamenti comunitari (zona franca e simili). Ciò consentirebbe un più stretto legame col territorio limitrofo. Ci sorprende altresì il fatto che nessuno sollevi il problema delle mancate compensazioni stabilite dalle convenzioni sottoscritte e che a tutt’oggi mantengono intatto il loro valore legale e che va con forza ripreso, ora che ci si avvia a porre fine alla centrale a carbone, anche perché si tratta di centinaia di milioni di euro”. Il gruppo consigliare del Pd Civitavecchia.