Futuro Adsp, parla l'”uomo ombra” di Di Majo Ivan Magrì: “Non spingo per la candidatura di Signorile”

"Sono legato da una pluriennale amicizia personale con Francesco di Majo. Mai interferirei in scelte legate al suo lavoro al suo futuro"

Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Ivan Magrì, uomo di fiducia del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale.

“Scadenze elettorali, nomine in istituzioni o società pubbliche o acquisti di calciomercato non si riesce più a capire la differenza: tutti devono dire la loro e così come ci sono 50 milioni di commissari tecnici della Nazionale, oggi a Civitavecchia circolano almeno 100 Presidenti dell’AdSP del Mar Tirreno medio settentrionale e almeno il doppio di futuri Segretari generali. Gianni Moscherini poi con la sua solita creatività, essendo impossibilitato a concorrere per le due cariche che già ha ricoperto, si è candidato come Commissario di un Ente che non è commissariato. Si scrivono lettere, ipotizzano alleanze, si organizzano incontri carbonari con presidenti di altri porti, tutto con un unico obiettivo: decidere chi governerà il porto nei prossimi quattro anni. Decisione che forse qualcuno non ha notato non spetta più ai territori. Infatti con la riforma della legge 84/94, approvata con il D.lgs. 169/2016, è stato tolta al livello territoriale la possibilità di intervenire nella procedura di selezione della nomina del Presidente dell’Adsp, questo per uscire dal male endemico della portualità italiana che è il localismo e una mancanza di visione di sistema. Da questa farsa un po’ grottesca vorrei prendere un po’ le distanze: anche perché nei giorni scorsi anch’io sono stato tirato in ballo in modo totalmente inappropriato come Think maker della candidatura di Jacopo Signorile alla Presidenza dell’AdSP ; e non perché non stimi Jacopo Signorile, che conosco dai tempi in cui collaborava con Gianni Moscherini e Pasqualino Monti alla programmazione del porto di Civitavecchia, ma perché è notorio che io sono legato da una pluriennale amicizia personale con Francesco di Majo e mai – se non altro, per correttezza e rispetto alla sua persona – interferirei in scelte legate al suo lavoro al suo futuro, o prenderei iniziative che lo riguardino direttamente o indirettamente senza il suo consenso. Inoltre la nomina del nuovo Presidente sarà frutto di una decisione ministeriale, rispetto alla quale, il sottoscritto non è in grado di svolgere nessuna attività, non avendo mai messo piede in vita sua al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Pensare che il chiacchiericcio e le voci che si rincorrono nella nostra città possano essere determinanti per nomine di livello nazionale è frutto di un provincialismo e di una miopia che fa sorridere e al contempo preoccupa. Tale notizia infondata mi pone poi in difficoltà nei confronti di altri amici che credo parteciperanno alla Call del Ministero e a cui sono legato da rapporti di amicizia e stima profonda. In conclusione però vorrei fare un paio di considerazioni che sono, in realtà, degli auspici. Un progetto di crescita dei traffici portuali legati all’agroalimentare sarebbe auspicabile per il nostro territorio, anche alla luce dei successi in termini di traffici e occupazione avuti dalla CFFT. Nell’ultimo anno il C.A.R. ha stretto rapporti di forte collaborazione con il porto di Civitavecchia sotto la guida di un manager di livello come Massimo Pallottini: potrebbe essere quindi una linea di sviluppo importante per il futuro del porto e dell’economia di Civitavecchia. La riforma del 2016 è stata troppo timida nel regolare i rapporti tra le AdSP e le altre istituzioni che operano nei porti a partire dal fondamentale ruolo che hanno le Capitanerie di Porto, trovare nelle professionalità che vengono dalla Guardia Costiera elementi, anche legati al nostro territorio, che possano far bene una volta inseriti nella governance portuale, non sarebbe difficile né – ritengo – infruttuoso. Ma questi, per me sono solamente auspici”.