Forno crematorio, l’Altair fa di nuovo ricorso al TAR del Lazio

Motivo? Una modifica al regolamento introdotta, a quanto pare, poche settimane fa. D’ora in avanti sarà possibile introdurre una tassa per le cremazioni che non riguardano Civitavecchia

L’Altair, la ditta che gestisce il servizio pubblico al Forno Crematorio presso il Cimitero nuovo di via Braccianese Claudia ha fatto nuovamente ricorso al TAR contro il Comune di Civitavecchia. Motivo? Una modifica al regolamento introdotta, a quanto pare, poche settimane fa, come spiega il responsabile della comunicazione della ditta di Domodossola Michele Marinello: “Il Comune ha inserito nel testo una modifica, d’ora in avanti sarà possibile introdurre una tassa per le cremazioni che non riguardano Civitavecchia. Ci opponiamo anche e soprattutto verso il modus operandi utilizzato, parliamo di una modifica non concertata con noi che portiamo avanti un pubblico servizio”. L’Altair attende segnali dal Tribunale Amministrativo Regionale per cancellare la modifica al regolamento, ma non si ferma qui: “Siamo in attesa anche dell’esito del primo ricorso, non è vero che lo abbiamo ritirato”. La società fa riferimento alle contestazioni legate alle prescrizioni imposte dall’allora sindaco Antonio Cozzolino, ad esempio sul numero di cremazioni annue, 2080, quelle al giorno in media, 6, e anche sul numero di linee di cremazione, due. “Siamo vicini al superamento del limite per le cremazioni annue, vogliamo capire se saremo costretti a fermare il servizio per dei mesi e poi ripartire oppure se sarà possibile modificare le disposizioni della precedente amministrazione”, fa sapere l’Altair. E ora cosa farà la nuova Giunta? Da ricordare le posizioni trancianti di due ex consiglieri comunali di opposizione, oggi esponenti di spicco della squadra del sindaco Ernesto Tedesco, parliamo di Massimiliano Grasso e Alessandra Riccetti, i quali chiesero a più riprese di far saltare il progetto, definito “l’ennesima servitù della città”.