Falsi tamponi, la Procura di Civitavecchia indaga un’infermiera e il suo compagno

La procura della Repubblica di Civitavecchia ha aperto un'indagine per concorso in falsità materiale, sostituzione di persona, esercizio arbitrario della professione medica nei confronti di un'infermiera dell'ospedale San Paolo e del suo compagno. Lo riporta l'edizione odierna de "Il Messaggero"

Eseguivano falsi tamponi covid-19 a pagamento, ma più economici rispetto a quelli pubblici e privati. La procura della Repubblica di Civitavecchia ha aperto un’indagine per concorso in falsità materiale, sostituzione di persona, esercizio arbitrario della professione medica nei confronti di un’infermiera dell’ospedale San Paolo e del suo compagno. Lo riporta l’edizione odierna de “Il Messaggero”, nell’articolo a firma Stefano Pettinari. I soggetti “tamponati” sarebbero una trentina, tutti risultati negativi. Il rischio è che qualcuno invece fosse positivo. La truffa è stata scoperta grazie a una dipendente di una ditta di pulizie di Roma, che ha notato una postilla in fondo al foglio dove si rendeva noto che non era esclusa la positività. La donna si è recata allo Spallanzani di Roma per chiedere chiarimenti. Da lì è emerso che quel referto era falso e che era riconducibile alla Asl Roma4. L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Allegra Migliorini.