“Ditegli sempre di si”, la commedia della “follia” conquista il Teatro Traiano

Il pubblico ha accolto lo spettacolo molto favorevolmente. Brillante la regia di Roberto Andò. Una storia in bilico tra farsa e pirandellismo

La commedia di Edoardo De Filippo alla conquista del Teatro Traiano. Ha riscorso un notevole successo lo spettacolo andato in scena nel weekend, con Gianfelice Imparato e Carolina Rosi, e la regia di Roberto Andò. Il cartellone è sempre quello della stagione nata dalla collaborazione tra il Comune di Civitavecchia e ATCL Circuito multidisciplinare del Lazio, sostenuto da MIC – Ministero della Cultura e Regione Lazio. “Ditegli sempre di sì” è una delle prime opere eduardiane, due atti, scritti nella seconda metà degli anni Venti e andati in scena quando ancora il drammaturgo napoletano lavorava nella compagnia del fratellastro Vincenzo Scarpetta. Commedia che ha divertito il nutrito pubblico presente, un’opera vivace, in grado di aprire le porte sulle riflessioni legate al confine sottile tra salute e malattia mentale. Il protagonista, Michele, ha trascorso un anno in manicomio, per una forma di pazzia ereditaria. Adesso torna a casa, con la sorella che lo accoglie molto felicemente, anche se ben presto la sua “pazzia” creerà delle situazioni comiche e dei misunderstanding con gli altri protagonisti della commedia. Al centro dello spettacolo ci sono proprio la pazzia e il linguaggio, il protagonista infatti dice sempre la verità e non riconosce il linguaggio metaforico delle persone “normali”. Questa condizione genera una serie di situazioni dapprima comiche e successivamente drammatiche. Alla fine Michele, non riuscendo ad inserirsi nella “normalità” dei suoi amici e della sua famiglia ritornerà in manicomio. Bravi e centrati tutti gli attori nei rispettivi ruoli, (in scena anche Edoardo Sorgente, Massimo De Matteo, Federica Altamura, Andrea Cioffi, Nicola Di Pinto, Paola Fulciniti, Viola Forestiero, Vincenzo D’Amato, Gianni Cannavacciuolo, Boris De Paola). Il pubblico del Traiano ha accolto lo spettacolo molto favorevolmente. Brillante la regia di Roberto Andò, che è stata in grado di articolare i diversi livelli della pazzia dando rilievo all’aspetto della “follia sociale”. Una storia in bilico tra farsa e pirandellismo. Alla fine, fra equivoci, menzogne e fraintendimenti, ci si domanda: chi è il vero pazzo? E lo spettacolo è una commedia o una tragedia?