Disabile bloccata sul treno, il Comitato pendolari: “Serve riqualificazione degna di questo nome”

Il Comitato Pendolari Civitavecchia – Santa Marinella esprime le proprie opinioni sulla vicenda verificatasi di recente a Civitavecchia

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Il Comitato Pendolari Civitavecchia – Santa Marinella esprime le proprie opinioni sulla vicenda verificatasi di recente a Civitavecchia, che ha visto una viaggiatrice disabile costretta a chiamare i soccorsi per poter scendere da un treno fermo per guasto. “La causa, a quanto appreso dagli svariati articoli pubblicati sui quotidiani locali, sarebbe stata la mancanza di personale e mezzi per il servizio di assistenza ai viaggiatori con disabilità motorie. La persona si trovava a bordo di un treno a lunga percorrenza, dai quali i viaggiatori disabili non possono salire e/o scendere senza assistenza in quanto non presentano un accesso perfettamente a raso (ossia allo stesso livello del marciapiede), caratterizzato invece da alcuni gradini che costituiscono un ovvio ostacolo in questo caso. Trattandosi di una situazione imprevista, può essere comprensibile il mancato preavviso, ma è decisamente meno comprensibile la totale assenza di personale e mezzi atti per questo servizio di assistenza. Tra l’altro, la stazione di Civitavecchia è una delle poche a livello nazionale interessate dal circuito Sala Blu Fast, che prevede di poter richiedere il servizio di assistenza con al massimo un’ora di preavviso durante buona parte della giornata. Questo non è tutto, poiché un’altra ovvia problematica è anche l’adeguatezza delle stazioni dove è presente questo servizio, ed è ben noto che Civitavecchia è decisamente carente da questo punto di vista. Nonostante la presenza di ascensori finalmente funzionanti, il servizio viene ancora erogato richiedendo il cambio di binario per il treno interessato; questa è ovviamente una limitazione, e in situazioni impreviste il sistema di assistenza può saltare se non coordinato correttamente. Non si può quindi fare a meno di tornare a parlare dei necessari interventi per la stazione di Civitavecchia. E a tal proposito, in occasione di questo episodio, abbiamo avuto le prime dichiarazioni del sindaco Ernesto Tedesco circa la carenza infrastrutturale in cui versa la stazione, nonostante i “lavori” partiti nel 2016 per la prima fase. Quanto avvenuto, ribadiamo per l’ennesima volta, deve far necessariamente aprire gli occhi a tutta la politica locale sullo stato dello scalo cittadino, sugli errori e i ritardi nelle fasi di progettazione ed esecuzione dei lavori e sulla mancata attenzione su questa vicenda; ricordiamo che i nuovi interventi saranno previsti, da piano industriale, nell’arco temporale 2021 – 2026, praticamente ad un minimo di cinque anni dall’inizio dei primi interventi. Grazie ai primi contatti avuti con la nuova giunta si è arrivati al risultato di arrivare all’attivazione degli ascensori, adesso è giunto il momento dello step successivo; il Comitato auspica che il sindaco stesso dia supporto alle proposte necessarie per arrivare ad una riqualificazione degna di questo nome. Siamo d’accordo sul fatto che questo episodio non debba verificarsi più, ma la condizione necessaria perché ciò non avvenga è continuare il pressing sul gestore dell’infrastruttura per avere, dopo tre anni di sole incertezze, qualcosa di veramente concreto e risolutivo”.