Dionisi: “La Blue economy è un pilastro dell’economia regionale”

Lo ha dichiarato questa mattina all'interno di un importante convegno che si è svolto in porto

Cristiano Dionisi, presidente Unindustria

“La blue economy è uno dei pilastri fondamentali del programma di Unindustria presentato dal Presidente Angelo Camilli, che l’ha annoverata tra i progetti strategici per lo sviluppo regionale insieme all’Expo Roma 2030 e al Rome Technopole”. Lo ha detto Cristiano Dionisi, Presidente di Unindustria Civitavecchia intervenuto questa mattina al convegno Le vie dell’acqua. Nuovi spazi economici e strategici per l’Italia nel mare” organizzato dalla Marina Militare e da Confindustria a Civitavecchia. “Si tratta di un tema al quale stiamo dedicando un’attenzione particolare perché riteniamo che possa essere sempre di più un comparto importante per una regione come il Lazio, porta d’ingresso per il centro Italia e per il bacino di Roma (quest’ultimo da solo rappresenta il secondo mercato di consumo italiano e quinto europeo). “Attraverso le nostre sedi di Civitavecchia e Cassino, stiamo collaborando insieme all’Autorità di Sistema Portuale e alla Regione su un approccio allo sviluppo della Blue Economy che sia il più “orizzontale” possibile, quindi lavorando sulla sinergia di tutte quelle discipline che portano allo sfruttamento positivo della risorsa mare. Ad esempio, la cantieristica navale, la logistica retroportuale, l’industria del turismo e dell’entertainment  alla ricerca scientifica in ambito marino o alla pescicoltura”. “Sono moltissime le imprese del Lazio che supportano l’attività della Marina, un orgoglio del nostro Paese. La regione esprime infatti dei punti di eccellenza di livello globale soprattutto nei settori del digitale, della sicurezza, dell’aerospazio e della cybersecurity. Le nostre aziende in questi ambiti contribuiscono in maniera fondamentale fornendo know-how e forza lavoro altamente specializzata in progetti industriali di altissimo profilo. Per quanto riguarda i comparti aerospazio/aeromobili il Lazio ha un peso decisivo sul numero di addetti nazionale che arriva fino al 19% in questi settori. Il settore della cybersecurity, inoltre, lo scorso anno ha registrato un rilevante sviluppo, arrivando a contare 708 imprese già a giugno 2022 (il 22% dell’Italia), ovvero 29 imprese in più, per una crescita del 4,3% in 9 mesi”.