Csp, la politica della “lumaca” continua a drenare soldi pubblici

Una situazione che andrebbe corretta con urgenza, anche in relazione a possibili tagli di stipendi da urlo, ma che invece persevera nell'incertezza e dunque nel deficit strutturale. Che ricade, è bene ricordarlo, sul socio unico, ovvero sia il Comune. Quindi sui contribuenti

Novecento mila euro di perdita a marzo 2020 e 2,3 milioni a dicembre 2019. Sono i numeri drammatici della Civitavecchia Servizi Pubblici che di recente ha approvato un bilancio da lacrime e sangue. I conti non tornano, principalmente perchè c’è troppa parte corrente, ovvero sia personale, non bilanciato dagli incassi. Una situazione che andrebbe corretta con urgenza, anche in relazione a possibili tagli di stipendi da urlo, ma che invece persevera nell’incertezza e dunque nel deficit strutturale. Che ricade, è bene ricordarlo, sul socio unico, ovvero sia il Comune. Quindi sui contribuenti. Il vice sindaco Massimiliano Grasso, delegato alle partecipate, aveva opportunamente detto, “serve un piano di ristrutturazione entro luglio”. Risultato? “Zero carbonella”, come si dice da queste parti. Tutti ad aspettare “Le Foche”, poi dopo, magari si prenderà una direzione chiara e definitiva. Un atteggiamento paradossale della politica, ma anche pericoloso, visti i conti economici del Pincio. Ora pare non ci sia condivisione sui servizi da esternalizzare e da internalizzare, nello specifico verde pubblico, portierato e pulizie. Mentre del piano di rimodulazione della raccolta differenziata non c’è più traccia. Uno stallo alla messicana che perdura da mesi e che non fa altro che aggravare la già difficile situazione dell’azienda.