Csp, il Comune riprova a sbarazzarsi di De Leva&company

A prescindere dalle decisioni sul da farsi in senso alla partecipata Csp, entro l'anno l'attuale Cda dovrà assolutamente cambiare aria. Le opzioni delle dimissioni (con buonuscita) e del licenziamento per giusta causa

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La riunione di maggioranza che si è svolta mercoledì scorso ha partorito una decisione che è stata grossomodo condivisa da tutti: a prescindere dalle decisioni sul da farsi in senso alla partecipata Csp, entro l’anno l’attuale Cda dovrà assolutamente cambiare aria. Motivo? Il disavanzo da circa 800 mila euro al mese di settembre, con una proiezione su dicembre che attesterebbe il negativo ad un milione e mezzo. Il problema per il sindaco Ernesto Tedesco e la sua maggioranza è che l’amministratore delegato De Leva e i suoi due consiglieri di amministrazione, Pietro Degli Effetti e Vittoriana Megna sono legati con il socio unico da un regolare contratto. L’obiettivo numero è quello di portare alle dimissioni De Leva e compagni, magari garantendo una buonuscita, una somma comunque più bassa rispetto a quello che pretenderebbero gli attuali vertici di Csp. Il piano B è più complesso, si parla del licenziamento per giusta causa, puntando sui mancati risultati e sul grave disavanzo che attanaglia la società (anche se De Leva, Degli Effetti e Megna hanno amministrato l’azienda sotto indicazione del socio unico, ovvero sempre il Comune.