Crociere e Marina Yachting, Civitavecchia prova a scacciare l’insidia di Fiumicino

Royal Caribbean Group vuole portare i mega yacht a Fiumicino. A Civitavecchia si attende il via libera per l'inizio lavori al Porto storico

La recente archiviazione della questione giuridica sul fronte Marina Yachting a Civitavecchia dovrebbe avere dato una sterzata decisiva per far decollare il progetto. Ora la palla passa al consiglio comunale, che deve approvare l’atto e poi sempre al Pincio che dovrà convocare nuovamente la conferenza dei servizi. In quell’occasione, si spera, arriverà il via libera anche della Sovrintendenza. Come è noto dietro al progetto c’è il Principato di Monaco e un investimento davvero importante. Ma mentre il Porto aspetta come una manna dal cielo il ritorno delle crociere, anche per rivitalizzare il contesto produttivo locale, c’è da darsi una mossa per accelerare l’iter da un lato e non incappare in altri stop dall’altro. Il motivo è legato all’orizzonte di Fiumicino, dopo la mossa di Royal Carribean. “Royal Caribbean Group ha rilevato il progetto originale del Porto turistico con l’intenzione di riformularlo con un duplice obiettivo: l’introduzione di una funzione di accosto crocieristico di nuova generazione (per una singola nave), rispondente agli standard più elevati di accoglienza dei propri ospiti, e la rimodulazione della prevalente componente diportistica verso il target degli yacht di grandi dimensioni, coerentemente con l’attuale decisa evoluzione di questo segmento del mercato – spiega Fiumicino Waterfront in una nota – Il tutto in una concezione innovativa e sostenibile che mira a sfruttare il rapporto sinergico e complementare delle due funzioni in un contesto di elevata qualità ambientale, architettonica e paesaggistica. Lo studio è stato oggetto di una Conferenza di servizi preliminare e della verifica preliminare del ministero dell’Ambiente, il cui esito ha contribuito a determinare la decisione da parte di Royal Caribbean Group di programmare un investimento pluriennale del valore complessivo di oltre 350 milioni di euro”. Una somma che non si spende di certo a vuoto o a scatola chiusa, soprattutto quando di mezzo c’è una società così importante. Insomma, la concorrenza sgomita ed è ad un passo da Roma, anche se mettere a confronto i due scali marittimi oggi non ha senso. Quello che ha senso però è che tutti gli enti preposti facciano uno sforzo per sbloccare la situazione nel Porto di Civitavecchia, per consentire ai lavori al Porto storico di partire il prima possibile.