Crisi di maggioranza a Cerveteri, Comune a rischio commissariamento

Il "d-day" potrebbe essere quello del prossimo 27 maggio, giorno in cui nel consiglio comunale si voterà il bilancio. Intanto sul tema intervengono anche le associazioni Scuolambiente e il comitato di zona Valcanneto

Sono ore molto calde per il consiglio comunale di Cerveteri, a quanto pare appeso ad un filo dopo la crisi scoppiata nella maggioranza guidata dalla sindaca Elena Gubetti. Otto consiglieri comunali dei gruppi civici sono usciti dalla maggioranza e, per danno appoggio esterno. Assai complessa anche la situazione nella giunta con la prima cittadina che al momento è sostenuta dal Partito democratico. Il “d-day” potrebbe essere quello del prossimo 27 maggio, giorno in cui nel consiglio comunale si voterà il bilancio. Intanto sul tema intervengono anche le associazioni Scuolambiente e il comitato di zona Valcanneto. “Le scriventi associazioni di promozione culturale e sociale di Cerveteri esprimono profonda preoccupazione per la crisi politica in corso, con possibile forte ricaduta nei confronti della nostra comunità.

Come cittadine e cittadini impegnati sul territorio, riteniamo che le scelte politiche debbano essere sempre motivate da un reale interesse per il bene comune e non frutto di giochi di potere che danneggiano l’integrità del nostro splendido territorio e minano il benessere della nostra comunità.

In particolare, con l’approssimarsi della stagione estiva, che rappresenta per molti cittadini una importante risorsa economica, una crisi amministrativa metterebbe a rischio le molte iniziative che negli ultimi anni sono state volano di turismo e di promozione culturale del nostro territorio.

I firmatari, indipendenti e apolitici, chiedono trasparenza, coerenza e rispetto per i cittadini.
Ci rivolgiamo quindi al Sindaco, ai consiglieri di maggioranza ed anche a quelli dell’opposizione per chiedere loro di lavorare sempre per privilegiare il bene della nostra città e delle nostre Frazioni. La cultura deve essere un pilastro della nostra comunità, non un ostaggio di crisi politiche”.