CRC. Rossi e Olivieri si presentano: “Il rugby è uno sport che ti cambia la vita”

Primo appuntamento del nuovo anno con Palla Ovale, rubrica della settimana nella quale presentiamo due protagonisti del CRC. Stavolta tocca a Marco Rossi e a Fabiano Olivieri

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Primo appuntamento del nuovo anno con Palla Ovale, rubrica della settimana nella quale presentiamo due protagonisti del CRC. Stavolta tocca a Marco Rossi e a Fabiano Olivieri.

“Giocare in serie A con il Civitavecchia Rugby – afferma Marco Rossi – è davvero formativo, mi diverto molto e sono orgoglioso di far parte di un gruppo forte e coeso. La mia carriera di rugbista è iniziata nel 2006 al Preneste Rugby, vicino a dove abitavo. Poi ho giocato con varie società fino alla UNDER 16 con le Fiamme Oro Rugby. L’anno successivo sono stato in accademia (per due anni), successivamente con la nazionale UNDER 18 ed infine eccomi qui al CRC. Gioco come ala, un ruolo che sembra statico ma dove al contrario devi essere veloce, scattante e bravo anche a finalizzare. Giocare a rugby è stato decisivo per le scelte della mia vita. Chi fa sport, in particolare il rugby, ha una grande opportunità di crescita fin da bambino. Da adulto ti aiuta a far gruppo permettendoti crescere nel rispetto altrui”.

Fabiano Olivieri

“All’età di otto anni, grazie ad un progetto nelle scuole che veniva presentato da Felice Raponi ho conosciuto il rugby – racconta Fabiano Olivieri -. La prima volta che sono entrato in un campo da rugby ho trovato subito degli amici che mi hanno fatto sentire come in una seconda famiglia. Trovarsi di fronte per la prima volta ad una palla di forma diversa da quella rotonda è speciale, si ha una sensazione strana. Poi però una volta conosciuta non la si dimentica più. Gioco come prima linea, ho il compito di trovare varchi all’interno della difesa avversaria oltre che portare più avanti possibile la palla. Il rugby non è solo uno sport. Ti può cambiare la vita perché ha dei sani principi morali. Come il rispetto che al giorno d’oggi non è molto presente nei giovani”.