Consiglio comunale, semaforo verde per gli equilibri di bilancio

Bagarre sulla presa d’atto di cessazione sulla causa d'incompatibilità di D'Amico. La Lucernoni chiede delucidazioni sulla vicenda

Il boccone amaro è stato mandato giù. Approvati durante il consiglio comunale di questa mattina l’assestamento e gli equilibri di bilancio per l’esercizio 2019. La maggioranza intera favorevole, i 5 stelle usciti dall’aula consigliare, astenuti Scilipoti, Tarantino e Petrelli e contrari Piendibene, De Angelis e Di Gennaro. Un allegato difficile e complicato, visto il poco tempo a disposizione e le complesse questioni di cui si è dovuta occupare l’assessore al bilancio Emanuela Di Paolo. Punti focali, per i quali non sono mancati gli attacchi all’operato della vecchia amministrazione 5 stelle, i debiti fuori bilancio, gli anticipi di cassa e la questione dei 3 milioni di Sgr. “Cercheremo di non utilizzare l’anticipazione di cassa, ma punteremo a mettere in atto manovre e progetti per rendere produttiva la città” dichiara l’assessore. Sui debiti fuori bilancio l’avvocato chiarisce che questi devono essere necessariamente riconosciuti e sono previsti per legge. Nel caso specifico si parla di sentenze esecutive o di atti assimilabili per legge. Una questione, sottolinea la Di Paolo, che poteva essere risolta molto tempo fa visto che alcuni di questi risalgono al 2011, ma i quali sono non sono stati mai presi in carico. “In definitiva assestamenti positivi – conclude la Di Paolo – con i revisori che però si sono raccomandati di fare attenzione al bilancio di Csp poiché gli esiti della raccolta differenziata potranno essere visti soltanto sul lungo termine”. “Votiamo favorevoli un assestamento di bilancio che non ci appartiene” gridano dalle fila di Forza Italia. Fabiana Attig de La Svolta chiede invece che venga fatta un’interrogazione agli amministratori di Csp per capire quali siano i numeri effettivi della partecipata, così come Patrizio Scilipoti di Onda Popolare che vorrebbe delle delucidazioni da parte di Acea e della stessa Csp su quelle che saranno le linee guida future, visto che ad oggi la situazione appare piuttosto critica. Anche il neo consigliere del gruppo misto, Daniele Perello, è intervenuto chiedendo che venga fatta una tassazione diversa per reperire fondi necessari e che questa non gravi sulle famiglie ma bensì su coloro che operano e sfruttano il territorio senza versare un soldo nelle casse del comune, chiaro il riferimento al settore croceristico. “Una delibera che mi vede in difficoltà, considerando anche la mia contrarietà sull’Outlet di Fiumaretta. Voterò comunque favorevole poiché capisco la complessità di trovare in cosi poco tempo 3 milioni di euro da inserire in bilancio con un progetto alternativo”. Hanno lasciato l’aula consigliare i 5 stelle con il consigliere D’Antò che ha dichiarato: “Non abbiamo avuto la possibilità di poter partecipare alle commissioni sul bilancio e quindi decidiamo di non votare la delibera”. Votate all’unanimità anche le commissioni, per i presidenti bisognerà aspettare ancora qualche giorno. Rimandate mozioni e interrogazioni e la discussione sulle linee programmatiche al prossimo consiglio comunale.

Caso D’amico. Si è scatenata una bagarre sul caso del consigliere della Lega Alessandro D’Amico, assente giustificato questa mattina. All’ordine del giorno la presa d’atto di cessazione sulla causa d’incompatibilità. Voti favorevoli da parte della maggioranza, astenuto il consigliere di minoranza Petrelli. La restante parte della minoranza ha invece deciso di lasciare i banchi e non votare. Duro attacco de parte dell’ex vicesindaco dei 5 stelle, Daniela Lucernoni, che ha espresso diverse perplessità sulla vicenda. Tra queste il fatto che il consigliere della Lega, secondo la pentastellata, non abbia sottoscritto il modulo della dichiarazione di non incompatibilità e quindi di essere consapevole di tale problematica e di averla celata. Ma a scatenare l’aula, maggioranza e pubblico, è stata la richiesta della consigliera di dichiarare da dove D’Amico abbia reperito i fondi per sanare la questione. Toni alti all’aula Pucci che hanno portato i 5 stelle ad abbandonare l’assise durante a votazione.