Concorsone ad Allumiere, la relazione della Commissione trasparenza evidenzia altre anomalie

Quasi 90 pagine dove si ripercorre in maniera certosina tutta la fase delle procedure, oltre naturalmente al dibattito in audizione con sindaci e dirigenti

La relazione della Commissione Trasparenza della Regione Lazio, presieduta dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Chiara Colosimo è oramai definita. Quasi 90 pagine dove si ripercorre in maniera certosina tutta la fase delle procedure, oltre naturalmente al dibattito in audizione con sindaci e dirigenti. Fra i punti evidenziati, l’assegnazione dei
punteggi. Il bando prevede, nell’art. 5, un punteggio massimo di 30 per la prova orale ma, il successivo verbale 6, abbassa questo valore portandolo a 25, con i 5 restanti punti assegnati per prove di inglese e informatica. Nel bando, fa notare la Colosimo, c’era scritto solamente che la Commissione poteva accertare le capacità di utilizzo delle apparecchiature informatiche più diffuse. Secondo il documento si è stravolto uno degli elementi essenziali del bando, le prove d’esame con l’assegnazione del relativo punteggio. L’assegnazione di un punteggio di 2,5 per la prova informatica e 2,5 e la prova di inglese avrebbe dovuto essere  inserito nel bando anche perché un candidato, che aveva previsto una preparazione su determinate materie, si è trovato a dover affrontare un esame orale su altre materie. Altro aspetto sottolineato la suddivisioni in gruppi, sette, per lo svolgimento della prova. La Commissione fa notare come ci sia altissima percentuale di idonei del primo gruppo (il
70 %, a differenza degli altri che si attestano ad una media inferiore al 20%). Inoltre,
dei 49 idonei del primo gruppo, la quasi totalità sarebbero poi stati assunti nelle amministrazioni.