Comunali, Tedesco guida la volata. Sul fronte opposto c’è la variabile Marietta Tidei

Nel centrodestra l'impasse durerà ancora a lungo, ma il sindaco resta in pole. Negli altri schieramenti occhio alle sorprese

E se alla fine Marietta Tidei scompaginasse il quadro della politica locale verso le elezioni comunali di giugno? Sono in tanti, tra i bene informati, a confermare che l’ipotesi non sarebbe affatto da scartare. Ma perché l’attuale consigliera regionale di Italia Viva dovrebbe tuffarsi nell'”arena civitavecchiese”, abbandonando le comode cadreghe della Regione? Dalla Pisana al Pincio infatti il passo non è breve, ma la “tempesta perfetta” potrebbe concretizzarsi comunque, soprattutto se la strada per una candidatura alle Europee con il partito di Matteo Renzi si facesse più dura del previsto. Qualora passasse quel treno, la scelta sarebbe concorrere per diventare la prima sindaca della storia di Civitavecchia, un Comune che vanta un ruolo di primo piano nel contesto laziale, oppure rimanere per altri quattro anni a fare opposizione alla giunta Rocca alla Regione. L’eventuale carta di Marietta Tidei, che potrebbe anche presentarsi con un profilo civico, stravolgerebbe i fin qui fragili equilibri esistenti nella compagine di centrosinistra. Nel Pd si registra un silenzio assordante, non ci sono candidature ufficiali, ne ufficiose e le alleanze latitano di brutto, ora che i 5 stelle hanno imboccato un’altra strada. Anche la candidatura del generale Paolo Poletti non sembra fare breccia in quell’universo politico, mirando per sua stessa ammissione a drenare voti al centrodestra. A tal proposito, sulla sponda avversa c’è stallo fra i candidati ufficiali e i presunti tali. Per ora, fra Alessio De Sio, Massimiliano Grasso e lo stesso Poletti, non “sfonda” nessuno. Così il sindaco attuale Ernesto Tedesco resta un’opzione più che concreta, sebbene la Lega viaggi su percentuali da brividi (sondaggi nazionali alla mano). Alla neo commissaria Emanuela Di Paolo, già duttile assessore della giunta Tedesco, il compito arduo di rivitalizzare un gruppo in crisi. Anche per i costanti andirivieni e cambi di casacca che hanno letteralmente lacerato il partito