“Ci vuole la volontà per “riconsegnare” il Forte Michelangelo alla città”

Lo afferma Ivana Puleo candidata al Consiglio Comunale nella lista Unione Civica per Marco Piendibene Sindaco

Riceviamo e pubblichiamo. “Se il perché è forte, il come si trova sempre”.

La Fortezza Giulia o Bramantesca conosciuta dai più come “il Forte Michelangelo” (per gli inglesi anche “strong Michelangelo”) è uno dei fortilizi più famosi d’Italia. Con la sua architettura iconica, rappresenta da oltre 500 anni Civitavecchia e il suo porto.

Nel corso dei secoli questo edificio è stato teatro di molte storie, di cui ancora oggi se ne raccontano i misteri. Alcuni di questi misteri sono legati alla sua fruibilità: perché il Forte non si può visitare? Perché è chiuso? Perché, se è vero che “appartiene alla città” non si può impiegare?

La risposta risiede in una sola parola: la volontà. Eh sì, anche se il motivo addotto fosse la burocrazia, qualora ci fosse la volontà, si potrebbe superare: dopo che l’essere umano è riuscito a far crescere i pomodori su Marte (San Marziano) e a clonare un essere vivente (la pecora Dolly) non esiste il “non si può fare”!

La situazione in essere risulta la seguente: Il Forte Michelangelo a partire dal 1957 e fino ai nostri giorni, viene utilizzato per esigenze logistiche e abitative della Guardia Costiera.

Recentemente risulta sia stato presentato un progetto di adeguamento strutturale della attuale sede della Capitaneria di Porto, progetto che, se reso esecutivo, avrebbe già i finanziamenti per procedere alla fase di realizzazione. Questo permetterebbe il ridislocamento degli assetti logistico-abitativo e ciò consentirebbedi liberare gran parte del Forte ora in apparenza in “ostaggio”.

All’interno del Mastio (conosciuto come Maschio, la torre ottagonale che caratterizza la fortezza), da qualche anno è stata allestita, e anch’essa in ostaggio, una mostra: “Navalia”. L’esposizione, distribuita nei quattro piani della struttura, comprende dei plastici che rappresentano perfettamente alcuniantichi porti romani, uno tra cui quello di Civitavecchia; naviromane in scala (triremi e quadriremi) usate durante le guerre Puniche che si conclusero con la totale supremazia di Roma sul mar Mediterraneo e… tante altre testimonianze delle capacità marittime della Roma Imperiale.

È davvero paradossale e surreale constatare come la burocrazia, per anni, sia stata usata come alibi (pretesto, scusa, attenuante) per non decidere in merito alla apertura della mostra museale, che, stando anche alla disponibilità della attuale Direttrice del Museo Archeologico Nazionale, potrebbe stato nell’ambito di un circuito virtuoso di promozione della nostra storia e del nostro territorio.

La vera vocazione di Civitavecchia è il suo mare: la storia della sua gente passa dal mare e in questo elemento deve trovare(ritrovare) la sua identità, il suo orgoglio, la sua economia, il suo futuro.

No, non è più tempo di rimandare delle decisioni che hanno anche delle ricadute occupazionali importanti per la nostra città. L’attività turistica è infatti riconosciuta come attività economica che produce un forte indotto, e che pertanto contribuisce allo sviluppo locale: è una attività trasversale, che copre vasti ambiti, crea reddito e occupazione, stimola la creazione di imprese (nella ricettività, nella ristorazione, nel commercio, nei servizi…) attira capitali ed investimenti esterni: un’economia pulita che va promossa e sostenuta concretamente.

“Se il perché è forte, il come si trova sempre”.

Ivana Puleo Candidata al Consiglio Comunale nella lista Unione Civica per Marco Piendibene Sindaco.