Cattivi pensieri, di Giampiero Romiti. TVN, come prima peggio di prima? Biodigestore e il fiume di parole

Nuovo fondo del noto giornalista, temi all'ordine del giorno TVN e il biodigestore

TVN, COME PRIMA PEGGIO DI PRIMA? –Eh, mica facile mettere in fuga questo dubbio. E per certi versi, al punto in cui ci troviamo, praticamente impossibile. D’altro canto non sono solo le variazioni meteorologiche improvvise che lasciano di stucco al punto di pietrificare essenzialmente menti incapaci di immaginare il passaggio a velocità supersonica da un’ora di sole abbagliante allo scatenamento di un pauroso temporale. Avvengono (e si registrano) situazioni ugualmente importanti ed inattese che, per esempio nel caso della nostra città, attengono a tutto ciò che concerne il sistema ambientale per il quale, ben sapendo quanti danni ha prodotto e continua a produrre da oltre settanta anni, giustamente ci si batte per renderlo finalmente adeguato alla desiderata qualità della vita in grado, ad esempio, di fermare l’escalation di gravissime patologie come di recente “denunciato” dai medici Paolo Giardi e Gian Pio Viti. Decisamente normale, pertanto, asserire che ormai la quotidianità sfreccia alla stessa velocità della luce ed è impossibile starle dietro. E se solo una settimana fa l’entusiasmo dell’intera comunità è arrivato così in alto da permettersi di baciare le nuvole in virtù della notizia che Enel aveva rinunciato a ricorrere al gas in quel di Torre Valdaliga Nord, oggi si rischia di cadere nella depressione più cupa visto che lo spettro del disastroso conflitto russo-ucraino ha indotto il Governo Draghi a rendere di nuovo vitale l’uso del carbone e proprio nlla nostra famosissima Centrale (ri)brucia a tutto spiano il non esattamente “amichevole” (per l’aria che si respira) combustibile fossile. E la domanda che sorge spontanea un certo nervosismo (ammettiamolo !) lo provoca. Ci si chiede difatti: “La decarbonizzazione avverrà davvero dal 2025 in poi ?”. Difficile rispondere. Specie all’indomani dell’ottenimento da parte dell’Ente Elettrico del parere favorevole della Commissione Via (Valutazione d’Impatto Ambientale) per la trasformazione a gas della Centrale e del decreto governativo per massimizzare l’utilizzo del carbone. In sostanza, come ben spiegato in un dettagliato servizio apparso su Civoline.it (1 Marzo) “la norma prevede che agli impianti si applicheranno limiti europei di emissioni di anidride carbonica meno restrittivi di quelli nazionali. Insomma Tvn potrà continuare a funzionare a pieno regime a carbone. E lo scenario internazionale attuale – che prefigura, al di là dell’aspetto bellico (guerra in Ucraina – ndr -), tempi particolarmente lunghi per arrivare ad una soluzione politica in grado di spegnere tutte le tensioni – lascia supporre che il momento dell’addio alle centrale a carbone sarà probabilmente fatto slittare ad oltre il 31 dicembre 2025”. Il timore dunque esiste eccome. E a preoccuparsene non poco è lo stesso Primo Cittadino, Ernesto Tedesco, che, in una splendida intervista “confezionata” per “Il Messaggero” dal giornalista Pierluigi Cascianelli, alla puntuale domanda se si possa immaginare un futuro ancora a carbone (dopo aver definito la gioiosa reazione alla rinuncia del gas “una vittoria di Pirro) ha così risposto: “Non si può escludere, ma la nostra prospettiva deve essere un’altra, quella di cui abbiamo parlato fino a pochi giorni fa: rinnovabili e un progetto di sviluppo occupazionale alternativo. Certo, con gli ultimi eventi è salita sicuramente un po’ di preoccupazione per il domani”. Si è fatta sentire pure la consigliera regionale di Italia Viva, Marietta Tidei (presidente della commissione Attività produttive e Sviluppo economico del Consiglio regionale del Lazio), dichiarando che “la dipendenza dal gas russo impone un’accelerazione nella diversificazione delle fonti energetiche, già necessaria per spingere la transizione ecologica e generare crescita e sviluppo attraverso il green. Le rinnovabili costituiscono uno strumento imprescindibile di questa strategia da perseguire a tutti i livelli. Nel Lazio va immediatamente cancellata la moratoria, che scade ad aprile, per la realizzazione di nuovi impianti eolici e fotovoltaici” (Big Notizie.it, 28 Febbraio). Nello stesso giorno l’attivissima rappresentante “renziana”, ospite della trasmissione “News&Coffee condotta da Stefano Pettinari (in onda sulle piattaforme Youtube e Facebook di Civonline), criticando chi si è “autointestato (copyright della stessa Tidei) la vittoria della rinuncia della conversione a gas”, ha maggiormente affondato facendo vibrare le sue corde vocali in tal modo: “Su Tvn ha vinto Enel”. Affermazione sicuramente sorprendente che peraltro, se da un lato sbeffeggia coloro che hanno effettuato i cosiddetti salti di gioia all’annuncio del “no al gas”, dall’altro stride clamorosamente con il comunicato del Gigante Energetico che recitava: “la scelta è derivata dall’ascolto delle necessità espresse dal territorio rispetto ad uno sviluppo del sito in altre direzioni e per il quale proseguirà un percorso condiviso con gli <stakeholder> locali”. Vabbè, sono queste le stranezze che vivaddio rendono la politica vibrante e soprattutto attraente quando finisce in braccio (forse per eccessiva foga o inconsapevolmente) a circostanze che definire incredibili non è poi esagerato. Un affettuoso saluto alla Tidei e mettiamo sotto la lente i commenti dei media sull’attuale situazione energetica che tantissimo (e non potrebbe essere altrimenti) fa parlare. “Rinnovabili, imprenditori del settore e ambientalisti chiedono a Draghi un’azione straordinaria per tagliare i tempi della burocrazia: inammissibile il ritorno al carbone” (Ilfattoquotidiano.it, 26 Febbraio).Caro energia e guerra, le uniche soluzioni sono strutturali: rinnovabili, accumuli e risparmio”. (QualEnergia. It, 26 Febbraio). “Il carbone non è la soluzione : gli ambientalisti bocciano la proposta di Draghi di riaprire le centrali “ (La Nuova Ecologia. It, 26 Febbraio). “Starace: rinnovabili subito per liberare 18 miliardi di metri cubi di gas con 60 GW di nuova potenza Fer obiettivo conservativo e raggiungibile” (QualEnergia.it, 1 Marzo). “ Gas l’alternativa al ricatto di Putin: il rigassificatore di Livorno ora fa il pieno di navi” (Il Tirreno 26 Febbraio). “Crisi energetica, il rigassificatore lavora a pieno regime scaricando una nave a settimana (Livornopress, 26 Febbraio). “Francesco Starace: per ridurre la dipendenza da gas e produrre elettricità si deve accelerare la conversione del parco di generazione verso le energie rinnovabili” (Corriere della Sera. 1 Marzo). La risposta tedesca alla crisi energetica: 100% di rinnovabili nel 2035” (QualEnergia.it, 1 Marzo). “Elettricità futura: pronti 85 miliardi di investimenti secondo l’Associazione dei fornitori di energia. La crisi in Ucraina è un’occasione per accelerare sulla transizione energetica con conseguenti benefici per le società esposte a rinnovabili, biogas, economia circolare e idrogeno” (Milanofinanzia.it, 28 Febbraio).Tvn oltre il gas: la Fiom Cgil pronta ad un percorso condiviso” (Trcgiornale it. 2 Marzo). “Civitavecchia Bene Comune: la nostra città dovrà diventare un polo di produzione di energie rinnovabili” (Trcgiornale it., 2 Marzo). Be’, una “rassegna” niente male. E per concludere la “ciliegina” (ammesso che si riveli realmente tale e quindi da gustare): “L’eolico offshore arriva al Ministero: s’accelera l’iter autorizzativo” (Trcgiornaleit.). Eppoi: “L’ingegner Luigi Severini: pronti i finanziatori degli 800 milioni di euro necessari alla realizzazione del progetto” (Ibidem.it, 2 marzo). “In cauda venenum” è la famosa locuzione latina che significa “il veleno sta nella coda”. Ebbene se la notizia con cui s’è chiuso questo “pezzo” spalancasse le porte all’eolico e dal Ministero arrivasse il benestare per il “parco con le pale <baciate> dal vento”, allora si potrebbe in via straordinaria cambiare la suindicata espressione in tal fausto modo: “in cauda paradisus”. E nessuno si azzardi a bestemmiare che Civitavecchia il Paradiso (ambientale) non se lo meriti.

IL CONSIGLIO APERTO SUL BIODIGESTORE? PER ORA SOLO PAROLE PAROLE PAROLE – Ecco, se la straordinaria assise svoltasi all’Aula Pucci fosse stata pure “allietata” in sottofondo dalla meravigliosa canzone interpretata dall’ineguagliabile Mina, forse (e ripetesi forse) le spasmodiche attese di ritrovarsi con qualcosa di nuovo e di concreto da un appuntamento così importante si sarebbero rivelate un po’ meno deprimenti. E invece niente. Il susseguirsi degli interventi, che non sono stati pochi, tranne qualche eccezione (evviva !!!) manco fosse una rarissima mosca bianca, non ha fatto altro che ribadire la netta sottovalutazione del gigantesco problema legato al biodigestore sin dal primo momento che è finito sul tavolo dei signori della Regione Lazio. E che, ovviamente, con il trascorrere del tempo ha finito per rivelarsi una sorta di catastrofica meteorite capace di devastare ancor più il nostro già martirizzato territorio da un’infinità di servitù per nulla confortevoli. Ma tant’è, hanno risposto alla “convocazione” i Sindaci del comprensorio, i rappresentanti delle associazioni ambientaliste, i consiglieri comunali “pincioti” di maggioranza e opposizione, l’onorevole Battilocchio, il segretario del Pd Piero Alessi, la consigliera regionale ex grillina Francesca De Vito e i suoi colleghi di “casa nostra” Devid Porrello (M5S), Gino De Paolis (Lista Zingaretti) e Marietta Tidei (Iv). I quali finalmente si sono fatti vivi dopo aver inaspettatamente (e se vogliamo clamorosamente perché metterci la faccia sarebbe stato un atto dovuto a coloro che li hanno premiati col voto per essere i paladini di una città’, Civitavecchia, e dei centri limitrofi perennemente dimenticati dall’establishment capitolino) disertato la riuscitissima manifestazione organizzata per contestare il progetto di Ambyenta Lazio e culminata in Piazza Fratti dove in tanti hanno urlato il proprio dissenso ad un impianto talmente vorace da “ingoiare” 120.000 tonnellate all’anno di rifiuti che, a loro volta, comportano l’insopportabile traffico di almeno 100 (cento) camion al giorno. E, almeno a nostro avviso, mentre Porrello e De Paolis (chissà perché) hanno preferito non spiegare il motivo della loro assenza, è apparsa sbalorditiva la dichiarazione della “renziana”, rilasciata durante la trasmissione “News&Coffee”: “Non sono contraria al biodigestore, ma certo che un impianto di quella portata il territorio non può sopportarlo. Non ho partecipato alla manifestazione perché credo che un amministratore non possa protestare contro l’ente che rappresenta”. C’è da credere che nell’occasione la pur preparatissima e solitamente perspicace Tidei non si trovasse nella condizione di dare il meglio di sé altrimenti non sarebbe incorsa nella evidente contraddizione di considerare smisurato l’impianto agognatissimo di Ambyenta epperò, ricoprendo un ruolo apicale in Regione, ha sentito il dovere di accettare la decisione presa: bene, anzi male perché a conti fatti se anziché da 120.000 il biodigestore fosse stato da 200/300.000 tonnellate disciplinatamente (questo il senso delle sue parole – ndr -) non avrebbe fiatato. Al tirar delle somme i tre hanno comunque estratto dal cilindro la “magica” ricetta che per fermare il gigantesco “divoratore di monnezza” occorre puntare sul ritorno a regime di Torre Valdaliga Nord. Della serie (non sappiamo se definirla quantomeno “strappa capelli”) “Cara Regione e carissimo Zingaretti, la terribile crisi energetica costringe Civitavecchia a fare i conti con la centrale a carbone, che torna a “girare” al massimo, per cui è opportuno non opprimere la città con un’altra pericolosissima fonte di inquinamento”. Cosa dire? Semplicemente: roba da matti. Come se, prima che scoppiasse la tragedia ucraina, in quel di Tvn (benché non a tutta) non si bruciasse carbone e per questo, grondanti di stupefacente sensibilità, i signori della Pisana avessero bocciato il biodigestore per sollevare Civitavecchia dal peso di un inquinamento tanto enorme da spiaccicarla per terra. Ok, ma è interamente da cancellare ‘sto Consiglio aperto? No. Diamo atto al sindaco Tedesco di aver chiesto alla Regione di annullare gli atti del biodigestore in autotutela e pur tuttavia formulato osservazioni tardive (apprezzabile “mea culpa” – ndr -) “mantenendo – ha spiegato – comunque le mie riserve già espresse durante i lavori circa l’utilità delle iniziative” (Bignotizie.it, 4 marzo). Interessante l’intervento di Francesca De Vito: “Ritengo che si debba mettere in pratica un’altra iniziativa per bloccare l’impianto, laddove io come Sindaco e tutta la conferenza dei capigruppo abbiamo potuto recepire le situazioni sopraggiunte: sia l’inserimento della tutela dell’ambiente in Costituzione che il decreto legge 16/2022 sul superamento i limiti alle emissioni inquinanti dovrebbero essere essi stessi sufficienti affinchè la Regione proceda in via di autotutela all’annullamento degli atti sul biodigestore” (Bignotizie.it, 4 Marzo). Apprezzabili pure: 1) Simona Ricotti che ha sottolineato con forza: “Il biodigestore non è economia circolare e non rappresenta nemmeno la transizione ecologica. Non va bene nemmeno un impianto più piccolo”; 2) Roberta Galletta che ha definito il biodigestore: “Un mega insulto a Civitavecchia che continua a risultare vittima di scelte calate dall’alto. Esiste un interesse molto privato sulle teste della nostra città che incredibilmente non ha memoria del passato, ma, e non è un ossimoro come si potrebbe erroneamente pensare , neppure del futuro nel senso che manca una visione. Abbiamo trenta siti archeologici di immenso valore che stanno morendo epperò nessuno colpevolmente ne parla. E dire che rappresenterebbero una potentissima calamita per crocieristi e turisti con importanti ricadute economiche e occupazionali”; 3) Riccardo Petrarolo che non ha risparmiato critiche alla classe dirigente “responsabile – ha rimarcato – sul piano politico-amministrativo di non essere intervenuta con tempestività per stoppare l’iniziativa dell’azienda Ambyenta Lazio. Sentire parlare di un biodigestore di enormi proporzioni come quello che si vuole installare e in particolare in termini positivi di biometano è pura follia. Che in questo territorio si stiano giocando interessi enormi è chiarissimo, ma per favore non si nasconda la verità vera: il biometano è una fonte inquinante e climalterante. Confermiamo la nostra assoluta contrarietà a questo insano progetto e diciamo ad altissima voce: basta sottostare ai diktat di Roma e dei poteri forti, cui poco anzi niente importa della salute pubblica e della devastazione ambientale”. Rilevante infine la posizione assunta dall’ex assessore all’urbanistica Leonardo Roscioni: “La battaglia non è ancora chiusa e per questo l’ordine degli avvocati gratuitamente sarà al fianco del Pincio”. Preciso, al riguardo, il riferimento al ricorso al Tar da parte dell’Amministrazione Comunale. Infine sono state elogiati l’Associazione “Civitavecchia c’è” e “Spazio Libero Blog”, impegnati a raccogliere le firme contro il megaimpianto di Ambyenta Lazio, che verranno consegnate al presidente Nicola Zingaretti. Allora? Tenere alta la guardia si deve. Non indietreggiare neppure di un centimetro anche. Continuare a battersi con sempre maggiore determinazione contro un’assurda imposizione, dev’essere l’undicesimo comandamento. SPLENDIDA DOMENICA, PIACEVOLE SETTIMANA E BUON TUTTO A TUTTI