Cattivi pensieri, di Giampiero Romiti. Tutto sul turbogas: fra consigli comunali, posizioni espresse, interrogazioni parlamentari

Nuovo fondo del noto giornalista. Incentrato totalmente sull'ultimo consiglio comunale aperto dedicato al tema della riconversione

SETTE giorni a tutto gas. Letteralmente. E non poteva essere diversamente, visto che il richiestissimo consiglio comunale aperto per discutere del futuro di Torre Valdaliga Nord è andato regolarmente in onda. Anche se, occorre dirlo, ha fatto rimpiangere quello storico imperniato sulla riconversione a carbone che rese l’aula Pucci un vero e proprio stadio calcistico con le classiche “curve” riempite rispettivamente da favorevoli e contrari, capaci di rendere incandescente la seduta fiume. Stavolta è andata diversamente e il Covid 19 non poteva permettere il replay degli agitatissimi tempi “desiani”.

IL PUNTO essenziale è e resta, comunque, la confermata unanimità del massimo consesso cittadino al “no” al gas in quel di TVN. Avvalorato dunque quanto deciso parecchio tempo fa e che , incredibilmente e paradossalmente, di recente era stato messo in discussione dai leghisti con una strampalata sortita. In sostanza i salviniani ebbero a confezionare un documento nel quale valutavano che la soluzione del gas non fosse il male peggiore. Quindi un chiaro passo indietro rispetto al precedente, malgrado il tentativo di affermare che fossero state interpretate male le parole incise in quel comunicato talmente lapalissiano da lasciar intendere, senza possibilità di errore, che alla “corazzata verde” non dispiacesse un ulteriore supplemento di combustibile fossile (appunto il gas) per chissà quanti altri anni dopo i settanta (e oltre) di assoggettamento pagato a carissimo prezzo con dolorosi addii a salute ed ambiente.

RITROVATA dunque la compattezza consiliare, il sindaco Ernesto Tedesco ha estratto dal suo magico cilindro il guizzo dell’invio di una lettera al Governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, chiedendogli “di sciogliere insieme il nodo del futuro del polo energetico di Civitavecchia, puntando sulla contrarietà all’installazione del turbogas sul territorio”. Eppoi: “E’ del tutto evidente che questa amministrazione ritenga opportuna una diretta interlocuzione con la Regione e a tal proposito le chiedo di essere ricevuto per affrontare una tematica tanto importante”. Cosa dire ? Che le intenzioni del Primo Cittadino siano buone nessun dubbio, ci mancherebbe. Siamo però sempre lì ossia prigionieri di un’illusione : con le missive o talvolta coi contatti telefonici non si risolvono questioni di estremo interesse per la comunità. S’è ripetuto mille volte e guai a stancarsi di insistere: all’Enel va detto chiaramente che Civitavecchia non è più disposta ad essere stretta nella morsa letale di fonti di inquinamento e che il vastissimo territorio debba cogliere la preziosa opportunità di diventare l’università delle rinnovabili (in favore di tale istituzione “CITTA’ FUTURA” si è ripetutamente espressa con ferrea determinazione). In sostanza: dall’eolico all’idrogeno green ce ne è per rendere la nostra città importante, un punto di riferimento luminoso per chi voglia attingere a fonti energetiche pulite, una risorsa anche e soprattutto per il porto (ed è in questa direzione che desidera puntare il presidente dell’ADSP, Pino Musolino) e, vivaddio, la fucina di numerosi posti di lavoro. Cos’è una patinata pagina di un improbabile libro dei sogni ? Utopia allo stato puro ? Possibile. L’idea è però fantastica e niente e nessuno può impedire che si tramuti in realtà sonante: basta solo che ci sia la volontà di applicarla. Si cominci, anzi tutto, a far sentire al maciste energetico la voce dell’intera città chiamata dal sindaco alla mobilitazione (strapacifica!!!) generale, per poi proseguire con altre iniziative sempre più pressanti. La difesa del territorio passa attraverso azioni incisive, non con i soliti, insulsi e vuoti discorsi, che si perdono nel nulla e moltiplicano la forza dei poteri già forti.

TRA LEGHISTI E PIDINI, dopo che Tedesco s’è rivolto al numero uno della Pisana, è iniziato un confronto apparentemente latte e miele ma in realtà acido. E non solo. Diremmo una sorta di sfida per poi rivolgersi ai cittadini, a seconda degli sviluppi della stravagante vicenda, e sparare: “visto da che parte pende la necessaria autorevolezza?” A dare il via a siffatto (immotivato) match, il salviniano Giammusso. Che, ribadita la chiara idiosincrasia al gas dell’intero gruppo di cui fa parte, ha invitato il segretario “lettiano” Stefano Giannini a sollecitare i consiglieri regionali della sua “parrocchia” a far sì che Tedesco venisse messo nelle condizioni adeguate di parlare con Zingaretti per conoscerne il reale pensiero sul futuro di Civitavecchia. Provocazione ? Pretesa esagerata ? Ognuno giudichi a suo piacere la “mossa” del leghista. Epperò Giannini ha ribattuto, ricordandogli che Tedesco è membro della segreteria nazionale della Lega e che l’on. Vannia Gavia, salviniana dalla cima dei capelli alla punta dei piedi, è sottosegretaria alla Transizione Ecologica. Ergo: va benissimo che il sindaco si consulti con Zingaretti, ma è paradossale che se ne stia immobile ad aspettare l’evoluzione della spinosissima questione legata alla riconversione di Tvn quando i propri illustri maggiorenti a livello governativo godono di larga credibilità e pesano parecchio. E nel contempo Marco Piendibene ha piazzato un affondo niente male, sottolineando la legittimità dell’obiettivo di Tedesco di confrontarsi con Zingaretti, epperò sarebbe stato altrettanto ragionevole che il sindaco avesse chiesto un incontro ai ministri Giorgetti e Cingolani per ribadire che “dal Consiglio – sottolinea il capogruppo pidino – è emersa soprattutto la necessità che nel decreto semplificazioni non vengano inserite norme che lascino passare la decisione dell’impiego del gas sopra le nostre teste e le competenze del Comune e della Regione Lazio”. Certo che sì: entrambe le posizioni assunte hanno un loro bravo perché ed essenzialmente un valido fondamento. Se a destra (Giammusso) s’è levato uno squillo, a sinistra (Giannini e Piendibene) non sono stati da meno. E adesso tocca a Tedesco comportarsi come si conviene a chi ha l’obbligo e il dovere di rappresentare la volontà di un’intera comunità.

A CONFERMA che sarebbe saggio invitare l’Enel ad abbandonare l’uso di combustibili fossili, arriva pure l’acuto dall’assessore regionale alla transizione ecologica, la pentastellata Lombardi. “ La soluzione ideale – sostiene – è trasformare il 30% di superficie regionale in area naturale protetta, come indicato dall’Agenda UE 2030 e realizzare a Civitavecchia una grande riconversione energetica e produttiva basata su fonti rinnovabili, affinchè diventi il progetto-pilota (vedi? una soluzione del genere attira irresistibilmente – ndr -) di una più ampia programmazione di sviluppo sostenibile, coerentemente con l’obiettivo dell’Unione Europea di arrivare a zero emissioni inquinanti entro il 2050”. Chiaro no ? Perché pure Giammusso & C. non esortamo i propri parlamentari a cavalcare a briglie sciolte simile proposta ? Paura che vengano disarcionati ?

E QUELLI del Comitato “SOLE” spingono a tavoletta la critica “contro chiunque si schieri per mantenere in esercizio oltre il 2025 una centrale a carbone o per l’utilizzo del turbogas”. La ragione, a detta degli esponenti che si battono ventre a terra per il progetto “Porto Bene Comune”, consiste nel fatto che “ chi ancora non si rassegna all’eliminazione dei combustibili fossili è fuori dal mondo e ignora che l’occupazione esattamente nelle centrali a carbone in questi anni si è dimezzata. Lo stesso Ente (Enel – ndr -) le vuole difatti chiudere per scarsa redditività, specie adesso che le fonti rinnovabli si vanno affermando. Se i nostri amministratori non sanno cogliere le occasioni di cambiamento della transizione energetica coi fondi Ue e al contrario solo dipendere da commesse sempre più magre, sarebbe bene che si facessero da parte poiché incapaci di compiere adeguatamente il proprio lavoro”. E concludono: “ Da parte nostra sarà sempre vivo l’impegno per evitare la ripetizione dei piramidali errori subiti a lungo dalla popolazione. E ci batteremo perché non siano i lavoratori a leccarsi le ferite nel deserto della disoccupazione e delle immani patologie”. Parole mica da affidare al vento per svanire nell’indifferenza. Sarà così per gli amministratori di casa nostra ?

INTANTO in Parlamento “splende” un’interrogazione rivolta dai pentastellati (Girotto, Taverna, L’Abbate, Croatti, Vaccaro, Castaldi e Anastasi) ai ministri dello Sviluppo Economico (Giorgetti), della Transizione Ecologica (Cingolani) e del Lavoro (Orlando), con la quale domandano “se il Governo intenda disporre della centrale a gas di Torre Valdaliga Nord o se le esigenze di disponibilità e affidabilità non debbano considerarsi soddfstatte, visti i consumi – attuali e presenti, nonché le altre fonti energetiche – esistenti e in via di realizzazione o ancora se le medesime esigenze non possano essere appagate altrimenti. Ad esempio – evidenziano i deputati del M5S – tramite sistemi di stoccaggio dell’energia rinnovabile o un migliore impiego dei pompaggi oggi largamente inutilizzati. Eppoi se si intenda compiere un’approfondita analisi sulle ricadute occupazionali della conversione della centrale a carbone in una a gas, rispetto ad avvicendamenti che prevedono la produzione di energia da fonti rinnovabili. Infine se si abbia intenzione di valutare la specifica situazione della città di Civitavecchia e della possibilità di renderla un centro di produzione di energie appunto rinnovabili nonché un polo di ricerca (allora è decisamente una stupenda “fissa” – ndr -) e innovazione sulla produzione e sull’uso dell’idrogeno in ambito portuale”. Non male, sicuro ! Proviamo però ad immaginare (dato che il Governo Draghi abbraccia tutti i partiti tranne FdI) quanto sarebbe maggiore la pressione sul ministro Cingolani (e sull’Enel, ovviamente), se pure Pd, Lega, Forza Italia e “meloniani” si facessero sentire allo stesso modo dei grillini, trasferendo in maniera netta e inconfutabile nell’aula di Montecitorio il parere espresso dai consiglieri comunali che li rappresentano nella “Pucci” di Palazzo del Pincio. Fantapolitica bella e buona , ribattono gli immancabili bastian contrari delle fonti rinnovabili ed immarcescibili devoti dei combustibili fossili. Questione di opinioni, ci sta. In base tuttavia all’ossessivo mantra “l’unione fa la forza”, abbiamo reputato che potesse invece essere “realpolitik”.

I PARTECIPANTI (da spettatori) al consiglio comunale aperto sul futuro di TVN non trovando tra i banchi dei rappresentanti del popolo la delegata all’Enel chissà cosa avranno pensato. Che tale “scomparsa” sia stata una (La)Rosa con o senza spine per la maggioranza capitanata da Tedesco ? Posto che la risposta dovrebbe fornirla l’avvocato e che certamente non arriverà (altrimenti sarebbe rimbalzata sui media all’indomani dell’importante consesso), supponiamo che l’assenza sia stata causata da motivi assolutamente inderogabili. Troppo magnanimi ? Certo che no. Assodato che la mancata partecipazione ha lasciato un segno profondo poiché sarebbe stato assai interessante bearsi della performance oratoria della gentilissima (e riteniamo preparatissima) signora sul passaggio dal carbone al gas (che di fatto “se non è zuppa è pan bagnato”), non resta che prenderne atto con serenità e, per dirla con l’ipercreativo Lorenzo Cherubini (Jovanotti), pensare positivo. In caso contrario si spalancherebbero le porte ( se non i portoni) alle insinuazioni (che, senza uno straccio di prove provatissime, non debbono affiorare né sfiorare chicchessia per nessunissimo motivo) riguardanti la distribuzione delle deleghe un tanto al chilo ad esponenti politici, che quando il caso lo richiede preferiscono evitare di far sentire la propria voce. La stessa, sfavillante e chiara, usata viceversa in campagna elettorale per sollecitare (e convincere) i cittadini a piazzare un’evidente crocetta sul proprio nome.