Cattivi pensieri, di Giampiero Romiti. Tutto sul “(rim)pasto” di Natale

Nuovo fondo del noto giornalista, dedicato interamente allo scossone politico del Pincio

(RIM)PASTO DI NATALE  1 – “Non ci facciamo mancare nulla”, miagolava giorni fa un dipendente comunale. E naturalmente si riferiva allo tsunami abbattutosi sulla Giunta, che ha spazzato via dalla coalizione sia FdI che la “Svolta”.  E adesso gli scranni di un’Aula Pucci sempre più fredda e asettica per la mancanza di pubblico (tenuto lontano dal fottutissimo Covid-19) presentano un colpo d’occhio davvero davvero bizzarro e al tempo stesso così imprevedibile da far pregustare scene imperdibili di scontri (sperabilmente dialettici, seppure aspri) tra maggioranza e opposizione. La prima potrà contare su 13 (tredici) esponenti ma non è escluso che possa leggermente dilatarsi ed aggiungerne un altro perchè, a quanto sembra, non manca chi sia tentato di salire sul carro dei più forti, magari per togliersi qualche sfizio altrimenti impossibile restando appiccicato allo strapuntino che si trova alla sinistra del Primo Cittadino. L’altra, dal canto suo, s’irrobustisce e manco poco grazie ad una provvidenziale cura ricostituente a base di Attig, Frascarelli e Palombo. Che non lasciano dormire sonni tranquilli a quel che resta della Ernesto’s band e di sicuro si stanno gia preparando a scatenare l’inferno: in particolare la pasionaria ( che ha “svoltato” verso gli anti “tedeschisti”) e l’originario forzista (diventato poi “misto” e infine scopertosi un “fratellone”) sono capaci di rivelarsi aspidi, carichi di un veleno tanto micidiale da paralizzare ogni ex alleato con interventi ben mirati sui provvedimenti che verranno portati all’attenzione del massimo consesso cittadino.

(RIM)PASTO DI NATALE 2 – La domanda svolazza in un cielo gonfio di incredulità: per quale motivo il Sindaco è arrivato alla scioccante decisione di rivoluzionare la compagine governativa? In ossequio alla metafora calcistica azzarderemmo: forse per mancanza di coesione o forse per scarso rendimento di alcuni titolari ? Vattelappesca: arduo azzardare la risposta esatta. E rovistando tra i mille pensieri assembratisi (senza mascherina, mannaggia !) in testa, ci ritroveremmo con i dubbi preminenti su tutto. E riguardano in primis Simona Galizia, reduce da un’estate sicuramente radiosa dal punto di vista dell’organizzazione di un cartellone che, malgrado le difficoltà finanziarie del Pincio, ha lasciato un segno luminoso e permesso a migliaia di cittadini, sia pur distanziati come “coronavirus comanda”, di trascorrere serate incantevoli e spensierate. Eppoi, restando alla Galizia, per il non trascurabile motivo di essersi impegnata nella competizione elettorale, calamitando oltre 500 (cinquecento) preferenze che le avrebbero consentito, se non fosse stata nominata assessore, di restare ancora saldamente e stralegittimamente ancorata alla poltrona della “Pucci”. In secondo luogo, Massimiliano Grasso. E qui davvero si finisce per restare imprigionati in un dedalo di supposizioni che non regalano un’evidenza abbagliante, se non quella che tra il Primo e il Secondo Cittadino fosse totale la mancanza di feeling: arriverà mai la verità vera di una rottura così clamorosa? Va peraltro detto (e ne abbiamo già scritto, senza che però nessun notabile del partito “meloniano” cittadino si sia degnato di fornire un’attesa, apprezzabile e logica spiegazione) che ancora oggi rimane singolare la protesta di FdI per il taglio di due “suoi” assessorati, risultando ufficialmente che ne avesse in “custodia” uno soltanto. Sarà pertanto il caso di ripetere: la Galizia certamente è un indelebile marchio di fabbrica (assolutamente Doc) di Fratelli d’Italia, ma Grasso da quando lo è diventato ? E se viene tuttavia considerato tale, per quale motivo non renderlo noto e custodirlo invece segretamente e gelosamente manco fosse un raro ed inestimabile cimelio da tenere al riparo da sguardi indiscreti e magari iettatori? Ecco, tra i numerosi affiorati, questo è forse l’aspetto con troppe sfumature grigiastre se non addirittura nere. Aspetto che paradossalmente offre la ghiotta opportunità al Sindaco di ribadire di non aver mai inteso cacciare FdI dall’esecutivo, visto che a più riprese (ed è quello che è emerso sui mezzi di comunicazione) ha sottolineato che un posto nella nuova Giunta sarebbe spettato di diritto a Fratelli d’Italia. I quali, però, da quell’orecchio non hanno voluto sentirci. Insomma tante le sfaccettature meritevoli di convincenti chiarimenti, dai quali nessuno può esimersi. Così come, già che ci siamo (e non potremmo non esserci…), sarebbe utilissimo sapere quale parte politica rappresenta il neo assessore Barbieri. Si è presentato, da indipendente, nella passata rassegna elettorale nella lista di Fratelli d’Italia non riuscendo però a conquistare il seggio perché non sufficientemente gettonato e adesso (per “indulgenza sindacale” ?) ricopre il ruolo di responsabile della partecipata Csp: dichiarerà al colto e all’inclita che sul bavero della sua giacca non c’è il distintivo di FdI e che è libero come un’aquila di volare su tutto e su tutti? Dimenticherà di essersi battuto con una “squadra” aspirante a conquistare la leadership cittadina e che ora non ritiene più di rappresentarla ? Stop, è il momento dell’obbligatoria “strizzata dello straccio” che consente di considerare alquanto “dolorosa” l’uscita di scena della Galizia: i suoi meriti di aver contribuito in maniera rimarchevole al successo della coalizione di centro destra sarebbero potuti (o dovuti) rimanere un caposaldo inscalfibile. Per quanto concerne il leader al quadrato (di FdI e Svolta) Massimiliano Grasso temiamo che non si saprà mai la verità vera della sua clamorosa defenestrazione da uno scacchiere (leggi esecutivo) nel quale ricopriva il ruolo di pedina fondamentale. Ma per dirla con il celebre ministro francese Clemenceau (tra gli artefici del trattato di Versailles) “i cimiteri sono pieni di persone indispensabili”. Amen !

(RIM)PASTO DI NATALE 3 – E così a ridosso della festività più attesa dell’anno, il cielo sopra Palazzo del Pincio si riempie di nuvoloni carichi di astio, che rimbalza da una parte all’altra: da quella dei contrari al pugno di ferro sferrato dal Primo Cittadino, a quella dei favorevoli ad una decisione ritenuta invece inevitabile e viceversa. La Galizia, segnata da un’amarezza stampata su un volto solitamente disteso e solare, dipinge Tedesco “umorale, ombroso ed unico responsabile di un indicibile scempio”. Grasso, provato dalla dura battaglia ingaggiata per debellare il maledetto Covid (gli rinnoviamo un salutare in bocca al lupo e contiamo di ritrovarlo presto al centro del dibattito socio-politico in veste di protagonista) non ha esitato a mostrare incredulità per quanto accaduto. “Sono stato cacciato come un cane – schiuma di rabbia – e continuo a spremermi le meningi per trovare il presupposto che ha indotto il Sindaco a prendere un provvedimento così duro”. Pratico e al tempo stesso più diretto di un destro degno dell’implacabile Tyson, il senatore (deus ex machina del partito – FdI – locale) Andrea Augello: “Tedesco ha fatto un gran casino. Senza motivo e nemmeno una rottura politica su un provvedimento in aula; senza un voto difforme e lacerante per una maggioranza che governa da meno di due anni; senza una sola polemica tra Lui e gli assessori, insomma senza alcunché che potesse considerarsi estremamente grave, una crisi surreale ha devastato l’unità del centrodestra”. Infine il “gancio” del kappaò: “Espellere ingiustificatamente l’intera componente di FdI, è stata un’iniziativa stupida e temeraria”.  Esplicito pure il presidente provinciale dei “fratellibiancorossoverdi”, Marco Silvestroni: “E’ stato calpestato un patto suggellato coi cittadini”. Distinti e distanti, e non poteva essere altrimenti, gli esponenti della Lega, secondo cui “ci sarà tempo e modo per rendere noti i personaggi che hanno alimentato le incomprensioni purtroppo sfociate nel mancato accordo con i “meloniani”. Ai quali fin da subito è stato assicurato un assessorato, non escludendo, perfino, che in tempi brevi si sarebbe potuta trovare una soluzione per aggiungerne un altro. Perciò risulta davvero incomprensibile la presa di posizione di alcuni soggetti esterni, che hanno creato l’ennesima spaccatura in questa città”. Ricorrono al noto proverbio “chi è causa del suo mal pianga sé stesso”  Forza Italia e Gruppo Misto e rinfacciano agli ex alleati di FdI “ di essersi fatti un clamoroso autogol rinunciando al posto in Giunta garantitogli dal Sindaco”. Incisivi gli adepti della “Lista Tedesco” che ritengono il “rimescolamento” dell’esecutivo indipensabile “perché il clima si stava facendo davvero invivibile e serviva una sterzata per consentire al sindaco e alla compagine governativa di incidere in maniera rapida ed efficace circa i numerosi temi roventi sul tappeto. Sono, questi, particolari che il senatore Augello e l’onorevole Angelilli, stando a Roma,  non possono conoscere nel dettaglio”. Infine conclusione col botto dell’avvocato Tedesco il quale, nel corso di una lunga intervista televisiva, ha spiegato di non aver preso le note decisioni per capriccio e rivendicato con forza : “Sono un uomo libero, non mi faccio telecomandare”.Match duro, tanto per non scostarci dalla metafora pugilistica. Indubbiamente. E formulare un verdetto è sicuramente un’impresa. Resta però il sospetto che la falange “augelliana”, alla luce degli attuali avvenimenti, non mostri oggi (e qualche scricchiolio s’era già avvertito con l’abbandono della Morbidelli ) la stessa micidiale forza d’urto di ieri. Ma al di là del durissimo corpo a corpo, che sicuramente continuerà ancora per un bel pezzo (e i giornalisti ringrazieranno…) , aleggia pure il sospetto che lo strappo verificatosi sia figlio di una lotta intestina senza quartiere per conquistare una posizione di preminenza (a livello decisionale) nell’esecutivo. E  che gli illustri (e furbissimi) strateghi di tale piano rivoltoso, non più aiutati (cos’è che non ha funzionato ?) dal fattore sorpresa, siano stati clamorosamente stoppati. Fantapolitica ? Chissà. Se fosse però andata così, riecheggia martellante la famosa frase di Bettino Craxi coniata per l’astutissimo Giulio Andreotti: “Prima o poi tutte le volpi finiscono in pellicceria”. Bè, il tempo, gran galantuomo, rivelerà a chi (all’attuale guida della città) è appartenuta la pelle conciata. Per le feste…

(RIM)PASTO DI NATALE  4 – Abbiamo accennato all’intervista del sindaco Tedesco trasmessa dall’emittente televisiva locale e tra i passaggi maggiormente significativi non va dimenticato quello riguardante la possibilità (per ora remota) della ricucitura dello strappo con Fratelli d’Italia. “Perché escluderlo ? – ha dichiarato l’avvocato –Ne trarrebbe vantaggio non solo la coalizione, ma soprattutto la città che ci ha premiato per vedere realizzati progetti importanti per lo sviluppo, l’occupazione e la qualità della vita”. Allora ? Semplice: mai dire mai.

(RIM)PASTO DI NATALE  5 – Tanti pacchi sotto l’albero: scartateli, godetevi le graditissime sorprese, auguratevi il meglio del meglio. Avanti  tutta, poi, con un pranzo coi fiocchi, con panettone e pandoro, con i biscottini e chiudete con una sonorissima sbornia di felicità. Augurissimi a tutti!!!