Cattivi pensieri, di Giampiero Romiti. Tavolo sul phase out: gli assessori silenti e la battaglia di Città Futura e Sole

Nuovo fondo del noto giornalista: spazio alla riconversione a gas e alle tematiche ambientali correlate

TUTTOTORREVALDALIGANORD – Riconversione a gas, tema quanto mai centrale. Gli interventi si fanno sempre più numerosi e affollano le pagine dei giornali. L’obiettivo di Enel ? Abbagliante come la luce del sole e da centrare a tutti i costi. Associazioni più che mai convinte della necessità di risorse energetiche rinnovabili e di uscire dalla morsa soffocante dell’Ente Elettrico ? Senza uno straccio di dubbio.  Ex sindaci (Barbaranelli e Saladini), medico (Giovanni Ghirga) e dirigente scolastica (Giovannina Corvaia) che lanciano un accorato appello alla cittadinanza per opporsi alla nuova aggressione al nostro territorio ? Rappresentano una straordinaria e graditissima novità che in moltissimi sperano possa avere eccellenti riscontri (le adesioni che già si contano sono un invito all’ottimismo). Politici un po’ troppo tiepidi di fronte ad una situazione così importante e praticamente adagiati nell’idea della cosiddetta “transizione” prima di passare dal turbogas alle agognatissime fonti di salubrità ? Si direbbe proprio. E se andasse come sostengono, almeno altri vent’anni di dipendenza da combustibile fossile sono… assicurati: qualcuno pensa di fare salti di gioia o di prendersi una sonora sbornia di felicità? Vabbè, ce n’è per tutti i gusti e i disgusti. Dibattito serrato, porte aperte a varie opinioni e, siccome non manca nulla, pure silenzi assordanti.

TEDESCO – Non s’è ancora spenta l’eco della partecipazione del Primo Cittadino al dibattito sul “Phase Out” del carbone, svoltosi presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Che, secondo il sindaco, s’è rivelato “una preziosa occasione di confronto”. Ma maggiormente lo è stata “la conference call su Tvn – chiosa Tedesco- e mi aspetto al più presto di arrivare al nodo del problema, dato che sta diventando un’emergenza nell’emergenza”. E a questo punto l’avvocato ha affondato con decisione, chiedendo “di voler conoscere esattamente quali sono le progettualità vere proposte, mettendo nero su bianco su cosa rappresentano sia dal punto di vista ambientale che da quello occupazionale”. Tedesco ha poi posto l’attenzione: (1) sulle energie rinnovabili “di cui si fa un gran parlare senza sapere in quali termini e condizioni si dovrebbe strutturare questa alternativa”; (2) sull’occupazione “che dipende direttamente dagli effetti che il Phase out del carbone avrà”. “E’ su questi due aspetti fondamentali  – ecco il sigillo definitivo – che dopo 70 anni di dinamica con combustibili fossili pretendiamo risposte certe”.  Già, risposte certe. Arriveranno ? Domanda da un milione di dollari, Ma se il sindaco mettesse in fuga dubbi e perplessità e decidesse di chiamare alla mobilitazione, assolutamente pacifica, i cittadini (per ribadire con forza: ( A) il diritto alla tutela della salute pubblica; (B) la difesa di un luogo meritevole del massimo rispetto e di non soggiacere ad indegni soprusi; (C) la salvaguardia dei posti lavoro senza innescare l’odiosa guerra tra poveri, utile esclusivamente ai poteri forti che vogliono disporne a proprio piacimento), sarebbe il protagonista di un evento epocale: darebbe il segnale straordinario che con la forza della determinazione, dell’appartenenza e della coesione anche  le lobby (multinazionali e politiche) che si sentono giganti invincibili potrebbero scoprire, improvvisamente e incredibilmente, di avere i piedi d’argilla.

MAGLIANI – Nessuna omonimia, è di scena proprio lui: l’assessore all’ambiente. Il dibattito su Tvn divampa, epperò il gagliardissimo Manuel, giovane avvocato di grido, non s’appassiona: algido come una lastra di ghiaccio se ne sta silente nel suo ufficio-bomboniera dalle pareti ovattate per non venir infastidito da insopportabili spifferi vocali, che pure squarciano il silenzio incastonato in ogni dove. Laggiù, all’ombra di una ciminiera che dà il benvenuto a chi viene dal mare, dal nord, dal centro e dal sud, il carbone aspetta di concludere la sua corsa (nel 2025?) e passare il testimone al gas che spianerà il ventre a terra ed amplierà le falcate per divorare altri vent’anni (se bastano…) di attività certamente non benefica sotto molteplici punti di vista (inquinamento e occupazione in particolare). Ancora una lunga sottomissione alla dura legge di un combustibile fossile non esattamente amico e perciò ambientalisti, ex sindaci, medici, dirigenti scolastici, politici, manager, sindacati infiammano il dibattito, che divora contrari e favorevoli alla decisione di “sua maestà” Enel di rimandare al 2040 (data certa ? Boh) il ricorso alle sospiratissime risorse energetiche rinnovabili, a dispetto della stessa Europa che ormai “sponsorizza” a tutto spiano idrogeno verde, eolico e tutto ciò che può considerarsi un toccasana per lo stupratissimo pianeta terra. Lo stesso Primo Cittadino (vedi sopra) è ormai arrivato a strettissimo contatto con un argomento tanto assillante e rilevante per i cittadini tutti che rappresenta; il consiglio comunale allineato e coperto ha detto “no” al gas, ma chi dovrebbe essere “l’ambiasciatore” del dissenso (o del consenso) al “disegno” dell’Ente Elettrico ossia colui che ricopre il ruolo di Assessore all’Ambiente, che fa ? Bocca cucita, mutismo assoluto. Scelta giusta? Non scherziamo, è inaccettabile. Per vari motivi. Primo fra tutti, quello di avere l’obbligo di far capire ai civitavecchiesi (i quali non l’hanno votato perché non presente in alcuna lista nella scorsa competizione amministrativa e quindi si ritrovano un carneade che, per non sentirsi dire “chi è costui ?”, dovrebbe dimostrare di avere piena contezza di un settore che non ha certamente profuso settant’anni di baci e abbracci alla comunità) cosa pensa dei gruppi turbogas che verranno: li considera indispensabili o al contrario ritiene che se ne possa fare a meno per attingere finalmente dalle fonti delle rinnovabili ? Insomma sarebbe lecito che Magliani facesse davvero il mestiere di assessore, anche e soprattutto per offrire una prova concreta che la sua nomina è stata il frutto della convinzione del Sindaco in virtù di una competenza provata (chissà quando, comunque…) oppure per grazia ricevuta (da chi e perché ?). Mestiere, tra l’altro, per il quale ogni fine mese riceve il riconoscimento economico grazie al buon cuore dei contribuenti. Ai quali va obbligatoriamente detto che la “nuova” Centrale di Tvn sarà un bene non esattamente incommensurabile epperò necessario oppure una iattura assolutamente indesiderata. Daje assessò, fatte sentì! 

“CITTA’ FUTURA” & “SOLE” – Non retrocedono di un millimetro le due associazioni: “no” al gas a Torre Valdaliga Nord e “si”, un miliardo di volte “sì” all’idrogeno verde. E ad ogni energia rinnovabile. La bordata di CF non è una nuvola passeggera: meglio coprirsi e ripararsi dalla micidiale grandinata che arriva: “Passare dal carbone al gas  sarà una scelta che peserà sul futuro di Civitavecchia per decine di anni, impedendo qualsiasi altra opzione e condannandola definitivamente a rango di territorio di servizio con misere contropartite in cambio. Di tutto ciò dovremo rin graziare:  Governo, Regione Lazio e Comune che possono e non fanno;  i partiti  nella maggior parte dei casi chiusi  in un silenzio imbarazzante; parecchi dei nostri rappresentanti politici con la lingua biforcuta che non esitano a riempirsi la bocca con le nuove parole d’ordine come “riconversione ecologica” eppure al tempo stesso li senti affermare tranquillamente che sia necessario uscire dalla logica dell’assenso o della contrarietà alla riconversione”. Allora?  Alzi la mano chi è stato risparmiato. Zero spaccato, non se ne vede uno. E il “Sole” in che modo pensa di riscaldare gli animi della gente e dei signori dei vari Palazzi ? Con la determinazione di sempre e soprattutto con la convinzione che “è indispensabile una riorganizzazione del polo energetico  verso le fonti rinnovabili (eolico, fotovoltaico, maree, idrogeno verde), riutilizzando le aree industriali per le nuove tipologie impiantistiche e per la creazione di centri di ricerca e produzione di materiali e manufatti utili all’economia green”. Siamo sempre lì, insomma: l’urlo “liberiamoci dal cappio asfissiante dei combustibili fossili” scala il cielo e bacia le nuvole. E il blu s’illumina d’immenso.