Cattivi pensieri, di Giampiero Romiti. Sul no al gas “fronte comune”. Palagalli, quale futuro?

Nuovo fondo del noto giornalista. Futuro della centrale, stadio del nuoto e la staffetta Frascarelli-Mecozzi sulla delega all'acqua i temi

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“NO GAS”, FRONTE COMUNE –Voglia di turbogas? Irresistibile. Ma solo ed esclusivamente da parte di Enel. E dal codazzo di yes-men che, come già ricordato mille volte, si rifugiano dietro la parolina (che sarebbe meglio chiamarla parolaccia) “transizione”, che correttamente si scrive così epperò si legge in un solo ed inequivocabile modo: campa cavallo… Insomma, e la noia ormai assale in maniera ossessiva per aver sentito la stessa litania un giorno sì e l’altro pure, prima che il nostro territorio possa abbeverarsi alle fonti delle energie rinnovabili (il “green” è ormai il colore per antonomasia dell’Europa ma qui da noi si preferisce il “black”: evviva l’irresistibile gusto del macabro !) dovrà fare i conti con il peggio del peggio a livello ambientale (con le conseguenze inevitabili per la salute pubblica) per almeno altri vent’anni: un’assurdità, prospettiva inaccettabile. E di giorno in giorno monta il dissenso all’idea del gigante energetico di far sfrecciare a tutto (turbo)gas Torre Valdaliga Nord dopo aver deliziato con tanto di quel carbone che non se ne è trovato più neppure un “tocchetto” per riempire qualche calza della disperatissima Befana, impossibilitata  pertanto di persuadere i bambini capricciosi a fare i buoni per meritarsi lo zucchero. Associazioni, sindacati, politici, intellettuali, studenti sono ormai allineati e coperti: “ no al gas” è il mantra che rimbalza in ogni angolo della città, destinato a trovare la naturale e giusta collocazione anche nel comprensorio. Ed è l’auspicio del sindaco Ernesto Tedesco, che non esita a definire ottimale “l’opportunità di coordinarsi con i Primi Cittadini del territorio per affrontare con decisione la questione riguardante il presente e il futuro di Tvn e Tvs”. ”E’ d’altronde l’identico modello che abbiamo utilizzato – spiega l’avvocato – per respingere i rifiuti di Roma in discarica e per opporsi all’impianto a biogas”. Insomma l’amministrazione comunale “pinciota” è decisa a contrastare l’installazione desiderata da Enel ? Non ha dubbi Tedesco e riprende: “ Sicuro. Ho del resto un ampio mandato del Consiglio Comunale che intendo esercitare fino in fondo. Come se non bastasse – insiste – anche attraverso una delibera di Giunta abbiamo espresso un secco “no” all’ipotesi del gas, ragion per cui è bene che ci sia un fronte comune e la nostra città deve esserne capofila”. Dichiarazione strepitosa, assolutamente solenne. E per concludere, la ciliegina sulla torta: “ Ringrazio i consiglieri di centrosinistra per avermi invitato ad assumere un ruolo apicale e spero che possano farci avere attraverso i propri referenti in Regione quei contatti per avanzare le istanze della nostra zona che non debbono essere ignorate dal Governo Nazionale e da quello della Pisana”. Bè, c’è poco da girare intorno ai discorsi: siamo di fronte a qualcosa di estremamente importante. Non c’è nulla che travalichi parole così esplicite e decise, dalla prima all’ultima, espresse dal sindaco Tedesco. Che, di fatto, si è (ed è stato) candidato ufficialmente a guidare una vastissima coalizione che non vuole accettare decisioni (e imposizioni) che piombano dall’alto e che non giovano (la storia lo dismotra) ad una terra ininterrottamente “seviziata” da disastrose servitù. E perché le apprezzabili dichiarazioni suesposte acquistino ulteriore (e maggiore) e rilevanza, il “signore del Pincio”, avvocato Ernesto Tedesco, ha l’imperdibile, unica, straordinaria chance di ritrovare scolpito il proprio nome nel libro della storia di Civitavecchia , organizzando una mobilitazione generale per lanciare chiaro e vibrante il messaggio che è morta e sepolta la stagione delle sottomissioni e che d’ora inpoi nessuno potrà armarsi di protervia per pensare di calpestare a proprio piacimento il riscoperto e assolutamente intangibile senso di appartenenza. 

PALAGALLI QUALE FUTURO ? – Argomento che scotta, quello relativo alla più importante struttura acquatica della città ? Indubbiamente. E chissà cosa starà pensando adesso colui (l’ex sindaco Alessio De Sio) che fortissimamente la volle. Poteva mai essere assalito dal dubbio che un impianto tanto imponente e costato un occhio della testa si riducesse a qualcosa di assolutamente trascurabile  o inefficiente ? Poteva mai rendersi conto che chi avrebbe dovuto seguire i lavori in corso non si rendesse conto che tanti, troppi particolari (fondamentali) venissero assurdamente trascurati ? Poteva mai credere che a distanza di circa quindici anni dalla pomposa inaugurazione un tal profumatissimo fiore all’occhiello della città finisse per appassirsi miseramente ? E, di certo, non poteva mai essere sfiorato dall’idea che un bel giorno qualcuno avesse la sfrontatezza  di denominare l’impianto “PalaEnel”, dimenticando (stracolpevolmente) che uno dei più fulgidi prodotti del vivaio della Snc, Marco Galli, campionissimo di waterpolo e soprattutto di vita, era volato in cielo senza un perché che non fosse l’impossibilità di opporsi ad una continua ed impietosa aggressione ambientale: la naturale reazione, del mondo civile, sportivo e giornalistico, portò alla cancellazione di quell’inappropriato “PalaEnel” che lasciò il posto ad un “PalaGalli”, di cui non si può non essere fieri e che rappresenta il marchio indelebile e imperituro di un atleta e di un uomo stracolmo d’immensità. Storia davvero singolare oltreché paradossale, questa, di uno stadio così prestigioso, che rischia di finire catalogato tra le cattedrali nel deserto per la semplice ma peculiare ragione che non si vuole affrontare la realtà per quella che è. E che non può (e assolutamente non deve) essere nascosta tra le pieghe della goffaggine e dell’inettitudine. Il PalaGalli purtroppo ha attraversato una lunga fase contraddistinta sia da trascuratezza che da scarsa (e già sarebbe qualcosa, meglio affermare: zero) manutenzione ed oggigiorno versa in condizioni così preoccupanti da non lasciare spazio ad una sporadica possibilità di virtuosa ripresa. Secondo gli esperti, esiste un solo mezzo perché il PalaGalli possa riprendere a “vivere” alla grande: l’Amministrazione Comunale (su sollecitazione del giovane delegato Matteo Iacomelli) deve effettuare un rigoroso check up alla struttura, prendere atto delle anomalie esistenti e sistemarle immediatamente al fine di ripresentarla al massimo dell’efficienza. Altro intervento rimarchevole riguarda l’installazione di pannelli solari, per l’indispensabile e utilissimo risparmio energetico, e al riguardo si potrebbe ricorrere all’apporto  di uno sponsor da scegliere in base ad una maggiore e virtuosa collaborazione che l’Ac riterrebbe di stringere con questa o quella azienda altamente e qualitativamente specializzata. Compiuto  l’imprescindibile maquillage solo allora il “proprietario” del PalaGalli (il Comune) potrà decidere di farne l’uso che ritiene più opportuno. Ovvero: 1) gestirlo in proprio affidandosi ad uno o più custodi (severissimi e attenti a far rispettare le regole del buon comportamento) e stipulando convenzioni con le società locali (corsia preferenziale per quelle in possesso di migliori titoli sportivi) per quanto concerne gli spazi d’acqua (sia per il commerciale che per gli allenamenti e le partite ufficiali di campionato); 2) indire un regolare bando pubblico e affidare al vincitore la conduzione che, bene inteso, dovrà essere rigorosamente sottoposta al controllo dei tecnici del Pincio, affinchè tutto, ma proprio tutto (a differenza di quanto avvenuto in questi ultimi anni in cui la parola “cura” non sembrerebbe sia stata usata da chi s’è (dis)interessato dell’impianto) proceda regolarmente. In sostanza: tirare nuovamente a lucido lil PalaGalli per renderlo funzionale è la condizione indispensabile per imboccare la strada maestra che porta a risultati ottimali. Se per testardaggine, inaccettabile pressapochismo o illogica (e immotivata) indulgenza se ne percorre una sbagliata, si finisce fatalmente in un vicolo cielo. E sai che libidine!!!

PORTO, APPRODA L’OTTIMISMO –  Che sia un 2021 foriero di eccellenti auspici per lo scalo marittimo ? Auguriamocelo e comunque un po’ di scaramanzia non guasta : sotto con gli scongiuri, allora. La lieta notizia arriva dal primo approdo della Nuova Linea Ro-Ro per la Libia. Il collegamento è curato dalla storica agenzia “Bellettieri” e la prima fase prevede un “attracco” ogni tre settimane. Raggiante il neo presidente dell’Authority, Pino Musolino,  che parla “di un segnale di ripartenza con cui si apre il 2021 e che fa ben sperare per quello che per il network dei porti di Roma e del Lazio dovrà essere l’anno della ripresa”. Ma non basta, poichè per il numero uno di Molo Vespucci  “attrarre nuovi traffici è la prima risposta per le sfide che ci attendono e l’apertura del collegamento con il Nord Africa rappresenta il passo iniziale di rilancio per un segmento come il Ro-Ro, che nel 2020 ha particolarmente sofferto”. Ebbene sì, possiamo senz’altro azzardare che il debutto sulla scena portuale del successore di Di Majo vada considerato beneaugurante. E per dirla con i vecchi saggi: scopa nuova scopa bene!!!

L’ULTIMO SUCCESSO DI “GUNGA DIN” FRASCARELLI – Adesso che non fa più parte della compagine di maggioranza, il consigliere Giancarlo Frascarelli – eletto nelle liste di Forza Italia con tanti di quei voti che gli hanno permesso di conquistare il secondo posto assoluto nella hit parade (dietro la Mari) e scopertosi  proprio in questi ultimi tempi un “fratellone d’Italia” – ha rimesso nelle mani del sindaco Tedesco la delega al servizio idrico contemporaneamente ad un enorme regalo per i cittadini.  I quali, grazie al “Gunga Din” dei giorni nostri , non avranno la sgradita sorpresa di “sorseggiare” tariffe dell’acqua sgradevolmente salate. E ciò per l’essenziale motivo che proprio Frascarelli, forte della sua carica di responsabile del settore, si oppose energicamente e con successo al tentativo che le società Talete e Ato 1 assorbissero la rete idrica del Medio Tirreno. Operazione straordinaria che non ha consentito una lievitazione dei prezzi e i civitavecchiesi non possono non esserne grati all’attuale rappresentante dei “meloniani” . PS – Per la cronaca sarà bene sottolineare che delegato al servizio idrico è stato nominato il consigliere della “Lista Tedesco”  Mirko Mecozzi, considerato dai retroscenisti di Palazzo del Pincio addirittura il “Richelieu” della maggioranza: non si muove foglia che lui (o, secondo gli informatissimi, chi per lui: un “chi” che mena sfrenatamente la danza) non voglia. Fantapolitica ? Chissà. Conta solo, allo stato attuale, che il buon Mecozzi adesso dimostri di essere un degno successore di Frascarelli. Certo, raccoglie un’eredità mica leggera, ma se è davvero il “Richelieu” che dicono allora collezionerà risultati senz’altro radiosi. In caso contrario verrà investito da un coro assordante: “Aridatece “Er Gunga Din” Frascarelli”.