Cattivi pensieri, di Giampiero Romiti. Su Csp la maggioranza indaga su se stessa. Amare note per l’Arpa. Festa del papà a tutto gas

Nuovo editoriale del noto giornalista: il futuro della partecipata e la partita ambientale fra i temi del corsivo

DI TUTTO DI PIU’ E DI PEGGIO – E’ stata una settimana particolare. Molto. Tanti gli avvenimenti succedutisi, ma, lo diciamo subito, non li spariamo tutti in una volta. Li teniamo gelosamente custoditi nella stanza blindata della memoria che resta inaccessibile alla dimenticanza e saranno oggetto di attenzione la prossima settimana (salvo “sconvolgimenti” capaci di far saltare la “scaletta” stabilita). Stiano però tranquilli i lettori : non scade nulla, ciò che è accaduto non se ne sta “imprigionato” in una vaschetta di yogurt. Troverà, più che mai in questo momento, la giusta e necessaria collocazione il “caso” dei servizi cimiteriali, affrontato con dovizia di particolari e con comprensibile preoccupazione dai consiglieri comunali del M5S e dal membro della segreteria della Cgil-Cdlt, Diego Nunzi. Arricchiremo di elementi inediti, e degni di profonda analisi, la vicenda della pescicoltura che vedrà protagonista la dinamicissima Ivana Puleo, esponente di “Plastic Free”, impegnata nella difesa dello splendido tratto di mare de La Frasca e in una pepata risposta ad una recente presa di posizione di alcuni sindacalisti. Sì, ce ne sarà per tutti i gusti e (tanto per restare sempre in linea con gli incomprensibili paradossi che tracimano di questi tempi) soprattutto i disgusti. Fatta la rapida panoramica di ciò che verrà, avanti con la meglio (a parer nostro) attualità delle ultime ore.

CSP, LA MAGGIORANZA INDAGA SU SE STESSA – Ecco il cuore dei “cattivi pensieri” odierni. Sappiamo benissimo quel che è accaduto alla municipalizzata di Villa Albani. Ovvero il lavoro (vabbè, chiamiamolo pure così…) prodotto dall’ormai risicatissima maggioranza centrodestrorsa: la ricapitalizzazione. Intervento, tuttavia, ritenuto da più parti una sorta di “perdita di tempo” col risultato di far saltare i nervi alla Tedesco’s band. Che però, ritrovata la calma, ha reagito con sorrisi sarcastici affidandosi ad una metafora di purissimo stampo cinematografico: “Le critiche alla nostra operazione sono arrivate da chi, forse per troppa fretta, avrebbe rischiato di fare come il tizio che voleva vendere la Fontana di Trevi”. Per coloro che non ne fossero a conoscenza (difficile, però non si sa mai), il riferimento è al famoso film “Totò truffa 62” e alla irresistibile scena di Totò e Nino Taranto che vendono il famoso monumento capitolino a Decio Cavallo, ingenuo e danaroso italo-americano a caccia di un affarissimo (“bisiniss”). Senza specificare il nome e il cognome del destinatario (goffo tentativo: quel “chi” è tutt’altro che l’uomo mascherato) della livida (altro che simpatica!!!) rimostranza, dal cilindro degli esponenti di Lega, Lista Tedesco, Forza Italia e Gruppo Misto, è schizzata fuori ‘sta po’ po’ di proposta: “Per sgomberare il campo da ogni equivoco e arricchire di nitidezza la recente vicenda legata a Csp, suggeriamo di istituire una Commissione Consiliare d’Indagine cosicchè pure le forze di opposizione potranno gettare un fascio di luce sugli aspetti legati al salvataggio della partecipata”. Capito che botta ? Chiassoso il clamore: a chiedere che si avvii un’inchiesta su un’operazione di interesse pubblico, confezionata, infiocchettata e portata a termine dalla maggioranza è la maggioranza stessa. A beneficio del lettore (sicuramente preparatissimo ma meglio abbondare…) specifichiamo che “la commissione d’inchiesta è un organo investito della funzione ispettiva, conoscitiva o anche di indagine di materie di interesse pubblico (come appunto già sottolineato – ndr)”. Intanto, per non correre il rischio di seppellirlo nell’oblio, il “chi” di cui sopra ha sulla carta d’identità un volto ben noto, una firma ultraleggibile e dunque dati anagrafici inconfutabili: Massimiliano Grasso. Il quale, indimenticato (e silurato!) vice sindaco e assessore alle partecipate, candidamente afferma: “Ben venga quest’inchiesta. Si valuterà il rispetto degli indirizzi e sarà l’occasione per il massimo consesso cittadino di determinare anche l’operato degli amministratori di Csp, partendo dal CdA di De Leva fino agli attuali nominati dal sindaco Tedesco”. E per concludere, Grasso lancia un pesante sasso nello stagno: “Semmai la commissione volesse,avrei senz’altro il piacere di riavvolgere il nastro per ripercorrere l’iter che ha portato alla delibera 78, approvata dalla maggioranza”. Non c’è dubbio, avvenisse, l’audizione del Giano bifronte della politica nostrana (leader della “Svolta” e al tempo stesso pezzo da novanta di Fratelli d’Italia) sarebbe decisamente arrapante. Ma torniamo a bomba ossia all’idea partorita dai centrodestrorsi. Dove vorrebbero (o potrebbero) andare a parare ? 1) Dimostrare l’inadeguatezza del management di Csp a portare avanti un’ azione produttiva ? 2) In base a ciò si avvarrebbero del principio della giusta causa per affibbiare un bel calcio (nessuna differenza se davanti o dietro) al presidente Carbone ? Ipotesi mica peregrina benchè autolesiva: l’avvocato posto al timone di Csp non è stato forse una scelta di Tedesco ? 3) Mettendo in fila, una per una, le criticità della partecipata, i “tedeschiani” tenderebbero a far digerire e ai dipendenti e all’opinione pubblica che la sola ancora di salvezza dell’azienda sia la totale privatizzazione ? Stop, fermiamoci qui. E’ assodato però che ci troviamo alle battute finali di un percorso assai tortuoso e sofferto. E più esattamente al “redde rationem” di una storia iniziata male e che potrebbe (usiamo il condizionale perché vogliamo sperare che per il bene dei lavoratori non accada il peggio) finire in maniera drammatica. Suggerisce un vecchio adagio che “il buon giorno si vede dal mattino”. Ebbene il tanto strombazzato new deal di Csp (dopo il quinquennio grillino) è inziato con la sòla rifilata al “meloniano” Francesco Serpa che, eletto consigliere comunale, rinunciò allo scranno dell’Aula Pucci e si ritrovò suo malgrado libero cittadino: la solenne promessa (addirittura di sangue !) ricevuta di “pilotare” la municipalizzata si rivelò una mortificante bolla di sapone. Poi, si sa, è seguita la defenestrazione di Grasso. E adesso ? Dopo il due quale il tre che arriverà ? Vedremo. La tensione pur tuttavia si taglia a fette. E non conforta sapere che, secondo una validissima ricerca scientifica, la suspense giova alla salute e conferisce una potente carica afrodisiaca. Il futuro di quattrocento dipendenti travalica l’irresistibile attrazione di una “botta” che, bene inteso, resta tra le più squisite delizie della vita epperò sarebbe maggiormente gradita con la serenità stampata sulla pelle.

LE AMARE NOTE DELL’ARPA… – … baciano le nuvole riempiendole di quel maledetto particolato che ammorba e rende, come sempre più di sempre, la nostra città un centro di inquinamento permanente, capace di non scalfire solamente le coscienze di chi/coloro che non ha/hanno avuto mai il coraggio di rinunciare a genuflettersi col cappello in mano dinanzi ai poteri forti, padroni assoluti di un territorio continuamente seviziato senza trovare neppure uno straccio di resistenza. I segnali che si stesse tornando a vivere una quotidianità alquanto agitata (non solo per il Covid 19 ma pure per il superamento –avvenuto sette volte – della soglia di allarme a causa dell’inarrestabile “assalto” del PM10) si era già avuta il 24 febbraio di questo benedettissimo anno del Signore 2021. E puntualmente s’è registrata, incredibile e allarmante, l’impennata nelle giornate successive, il 25 e 26, con gli sforamenti che hanno toccato nientemeno quota 32: un macabro record di cui possono andare fieri esclusivamente i conservatori della disperazione, che spargono nell’aria ulteriori veleni predicando che non è poi così essenziale correre a perdifiato verso le energie rinnovabili. Trentadue “sfondamenti”,dunque: otto ad Allumiere, uno al porto, due alla Stazione di Villa Albani, cinque a San Gordiano, quattro a Tolfa, tre a Monte Romano e altrettanti a Campo dell’Oro e Fiumaretta, uno ad Aurelia, Sant’Agostino e Faro: un “primato” da paura! Peraltro conseguito da quando Arpa Lazio ha in gestione le varie centraline per il controllo della qualità dell’aria. Domanda: quante altre volte si sarà verificata la stessa ( se non peggiore) situazione prima che entrasse in scena l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente? Bè, la risposta dovrebbe fornirla chi in passato ha svolto la funzione di controllore del controllato. Come sarebbe a dire: è successo anche questo ? Massì, la (ex) bella città d’incanto vanta il marchio doc di “non farsi mancare niente”. Olè.

FESTA DEL PAPA’ A TUTTO GAS – 19 Marzo prossimo venturo, giornata speciale. Specialissima. Per i nostri rappresentanti del popolo che, sindaco in testa, avranno il privilegio (sic!) di visitare la centrale di Tirreno Power in quel lembo di terra chiamato Torre Valdaliga Sud. C’è da giurarlo: sarà un momento da incorniciare e che promette di svilupparsi in maniera sicuramente straordinaria. Intanto sgombriamo subito il campo da sciocche illazioni : la pattuglia di consiglieri comunali (che non si presenterà compatta come vedremo – ndr -) non s’è voluta togliere lo sfizio di una “passeggiata” di… salute all’ombra delle ciminiere che da oltre settant’anni sono padrone della nostra quotidianità e dei nostri destini, al contrario ha ricevuto l’invito di effettuare questa sontuosa (???) visita nientemeno che dal Direttore Generale dell’azienda. Aggiungesi, inoltre, che non ci saranno tavole imbandite con sfarzo: niente caviale, neppure un goccio di champagne, solo un megaschermo davanti al quale governanti e aspiranti tali di questo martoriato lembo terracqueo resteranno abbacinati da slide, che magnificheranno il progetto-capolavoro per la realizzazione di un nuovo gruppo turbogas a ciclo combinato. Bene, momento da brividi. Financo buono per accendere una violenta polemica da parte di Potere al Popolo che reputa l’iniziativa “una vera e propria provocazione per la Civitavecchia vittima da quasi un secolo di sudditanza energetica e inoltre un atteggiamento di assoluta indifferenza dinanzi all’incubo del gas, refrattario a convivere serenamente con ambiente ed occupazione”. Caustica anche la troika grillina che siede sugli scranni dell’Aula Pucci e che mitraglia il Primo Cittadino perché “invece di dar seguito al mandato dell’intero Consiglio Comunale e dedicare le forze per opporsi in ogni sede a chi ha intenzione di potenziare questi mostri (centrali – ndr -) sul nostro territorio, concorda fantomatiche gite insieme all’oste”. E dopo aver annunciato che non parteciperanno “a questa pagliacciata”, i pentastellati insinuano che “forse il sindaco ha confuso il ruolo di autorità sanitaria con quello di cerimoniere delle aziende che sfruttano Civitavecchia da decenni”. Colpi duri, indubbiamente. Che, però l’avvocato Tedesco ha incassato in maniera apprezzabile. “Evidentemente – arriva la replica con voce ferma – il senso del mio invito ad assessori e consiglieri (di maggioranza e di opposizione – ndr -) all’incontro a Tvs è stato frainteso. La correttezza istituzionale – sottolinea – mi impone di andare ovunque possibile quando invitato in qualità di sindaco e in questo caso ho voluto fortemente ammantare questa visita della massima trasparenza. E a maggior ragione in presenza di un tema di tal genere (la riconversione a gas – ndr -), ho doverosamente ritenuto di coinvolgere tutti anche se assolutamente non cambia quanto espresso dal massimo consesso cittadino in merito alla contrarietà al progetto”. Ecco, quest’ultima affermazione è una gigantesca assunzione di responsabilità di Tedesco, che assisterà alla pomposa rappresentazione made in Tirreno Power senza pertanto riempire il silenzio di ripetuti “oh” di meraviglia. E sulla sua stessa lunghezza d’onda (non importa se obtorto collo o per convinzione: è severamente vietato screditare il capoposto – ndr -) non potrà fare a meno di sintonizzarsi il responsabile dell’ambiente Manuel Magliani che, dopo i doverosi ringraziamenti al fantastico anfitrione energetico per l’eccezionale ospitalità ricevuta , farà così vibrare melodiosamente le sue corde vocali: “Progetto bellissimo, indiscutibilmente. Ma non può né deve assolutamente ballare qui”. Grande, grandissima, smisurata Festa del Papà a Torre Sud. Ora da parte dei cittadini monta l’attesa che venga celebrata quella ancor più importante della mobilitazione generale (strapacifica !!!) per gridare “basta” con i combustibili fossili e un gigantesco “si” alle energie rinnovabili. Sindaco Tedesco e assessore Magliani, ottima vita !!!