Cattivi pensieri, di Giampiero Romiti. Rimpasto e la poltrona della discordia. TVN in Parlamento e nuovi consorzi sportivi crescono

Nuovo pungente corsivo del noto giornalista. Si parla di politica, gas a TVN ma anche sport

LA POLTRONA DELLA DISCORDIA – Detto e fatto. Manca, tuttavia, ancora un pezzetto. Ovvero un solo posto da occupare dopodiché Palazzo del Pincio avrà il suo nuovo governo con il quale conta di affrontare la legislatura con il piglio giusto per centrare quegli obiettivi, importanti, per i quali gli elettori hanno incoronato Tedesco sindaco e spedito i suoi fedelissimi nelle stanze del potere. Manca però, dicevamo, un pezzetto. Riguarda Fratelli d’Italia, partito che con l’acquisizione di Giancarlo Frascarelli conta due consiglieri e che sicuramente si sarebbe aspettato che venisse confermata l’assessore Simona Galizia. Che invece si trova ancora in stand by e non è dato sapere se avrà l’occasione di tornare nella “casa” che l’ha ospitata fino a pochi giorni fa. Così il pezzetto è diventato un pezzone perché la premiata ditta meloniana minaccia di passare clamorosamente all’opposizione (sai che gusto vederla sintonizzata sulla stessa lunghezza d’onda di Pd, M5S e OP!!!). Fosse tutto questo il trambusto ! Il punto è un altro. Da quel che è emerso, FdI ha scatenato l’inferno non solo per la pur meritevole Galizia (che ha larghissime chances di riprendersi il posto che, tra l’altro, Tedesco proprio ai meloniani ha garantito), ma sorprendentemente anche per Massimiliano Grasso. E  c’è voluto un po’ per capirne le ragioni. Chi pensava, difatti, che il già vice sindaco (e collezionista di deleghe) fosse semplicemente il leader di una lista civica (La Svolta), ha dovuto ricredersi  scoprendo che appena un anno fa Grasso e la Meloni, l’uno accanto all’altra sorridenti e felici, “arricchivano” la pagina facebook dell’ex Secondo Cittadino con una scintillante foto impreziosita dalla scritta “Giorgia Meloni a fianco di Civitavecchia per impedire che diventi la discarica di Roma”. Senza dimenticare, inoltre, una precedente appassionante frase, anch’essa dedicata alla leader di FdI “Avanti con la coerenza e la passione per l’Italia di Giorgia Meloni, oggi come ieri”. Frasi stupende, sentitissime. Allora? Non si fa certamente peccato a pensare che Grasso fino a ieri sia stato un “fratello” travestito da civico (massì, chiaro che foto e attestati grondanti stima e smisurata considerazione fossero già una “Svolta”). E di conseguenza è più che legittimo che i maggiorenti del partito meloniano non accettino che sia stato fatto fuori dall’esecutivo l’ex vice sindaco, giustamente considerato un pezzo da novanta (e se vogliamo il numero uno indiscusso) del partito civitavecchiese. E adesso ? Come finirà ?  Chi vivrà vedrà. Intanto l’onorevole Silvestroni, presidente provinciale di FdI, non ha digerito le decisioni di Tedesco perché “sono poco trasparenti le dinamiche che hanno portato all’esclusione (che il sindaco non sembra desiderare – ndr -) di FdI dalla giunta, La situazione va chiarita”. Al settimo cielo invece il deputato Claudio Durigon, pezzo da novanta della Lega, che addirittura lodaTedesco “per la brillante gestione della drammatica situazione. Tanto alta è la considerazione di FdI che il Primo Cittadino ha lasciato anche una posizione libera in attesa del nominativo”. Morale della favola (che non è), una poltrona resta vuota e rischia di lesionare la roccaforte centro destrorsa.

E RIMPASTO FU – Ed è il secondo dopo poco più di un anno e mezzo.  Il precedente? Ancora fresca la memoria: uscita di scena di D’Ottavio e  scambio di assessorati tra il forzista Sandro De Paolis e l’esterno, in quota Lega, Leonardo Roscioni: l’uno trasferito ai Lavori Pubblici e l’altro “piazzato” all’Urbanistica. Ciò detto, ecco cosa è maturato velocissimamente (in sole 24 ore: record di decisionismo!): Manuel Magliani confermato all’ambiente e promosso vice sindaco; De Paolis e Roscioni saldi ai loro posti; Emanuela Di Paolo ha dovuto riempire un paio di scatoloni e portarseli nella stanza del Commercio: ha salutato il Bilancio che d’ora in avanti sarà redatto da Norberta Pietroni. Infine Cinzia Napoli si occuperà dei Servizi Sociali. Come già accennato resta da incastrare una sola tessera e poi il mosaico del “Rimpasto.2” sarà completato. Ci sono state bocciature ? Be’, Alessandra Riccetti e Massimiliano Grasso non avranno sicuramente fatto salti di gioia. Simona Galizia, dal canto suo, starà arrovelandosi per decidere se restare “avvinta alla poltrona della Cultura oppure per disciplina di partito (FdI) tornare a tuffarsi nella quotidianità da rispettabilissima e semplice cittadina (la Galizia premiata dagli elettori con un sostanzioso numero di preferenze ha abbandonato lo scranno di consigliera per l’assessorato e pertanto se non accettasse la conferma  uscirebbe definitivamente dalla scena (amministrativa). Come si presenta la nuova giunta ? Avercela la palla di vetro. Scriveva Gianni Brera: “Dici di essere un grande calciatore? Dimostralo sul campo”. Semplice no? Ma è una metafora (sportiva) che vale per ognuno che si cimenti nella più svariate attività. Però, a voler pignoleggiare, c’è un però. Il Magliani vice sindaco sembra un eccesso di indulgenza dovuto a chissà quale folgorante ispirazione (piovuta dall’alto, da dove o da chi ?): un Roscioni, a nostro avviso, alter ego di Tedesco, avrebbe conferito maggior lustro al nuovo assetto varato. Eppoi, sempre secondo noi, è paradossale la “transumanza” della Di Paolo: resta un mistero la sua mancata conferma al Bilancio dopo aver dimostrato apprezzabile competenza. Vabbè, per dirla con un famoso drammaturgo-scrittore-poeta, così è. Se vi pare, naturalmente.

MA M5S, IV E PD VANNO GIU’ DURI – Nuova giunta, dunque. Che ne pensa l’opposizione e Italia Viva? Si può immaginare, ma vale la pena riportarlo a voce alta. Sostengono i pentastellati: “un valzer indecoroso a dimostrazione che la maggioranza non riesce ancora a trovare la quadra per quanto riguarda le poltrone. E quel che è peggio litiga con se stessa, dimenticando il gravissimo stato di crisi in cui versa  la città. Tedesco fatica a tenere a bada alcuni suoi alleati recalcitranti ? Allora prenda la decisione più saggia: si dimetta!”. Caustica Italia Viva: “Civitavecchia deve avere una maledizione. Non si spiegherebbe infatti diversamente perché, dopo quattro anni inutili del M5S, ci sia toccata la iattura di essere governati da una coalizione che si sta distinguendo soltanto per polemiche e cambi di partito. Se Tedesco non è in grado di guidare i suoi consiglieri, figuriamoci in che mani si trova la città”. Infine Stefano Giannini, segretario pidino, piazza un altro carico da undici: “Stiamo assistendo ad uno spettacolo indegno: posti cambiati e tolti secondo logiche spartitorie. Come si fa a spostare l’assessore dalle Finanze al Commercio prima del consiglio per l’assestamento del bilancio ? Mai vista una simile, squallida farsa”. Commenti ? Per carità. Ce ne è abbastanza per prevedere un presente e un futuro sicuramente movimentati. E,  visto che ci siamo, un consiglio agli assidui frequentatori dell’aula Pucci: d’ora in avanti non perdano  una sola seduta consiliare. Potrebbero mangiarsi le mani per non aver assistito a fantasmagorici colpi di scena in rapidissima ed inebriante successione.

GAS, TVN APPRODA IN PARLAMENTO… – Non si arrende il Comitato “Sole” all’idea che Torre Valdaliga Nord accolga con disinvoltura la cosiddetta transizione, che beffardamente significa: “Cari civitavecchiesi beccatevi un’altra ventina d’anni (se tutto va bene – ndr -) di gas dopodiché sarà possibile “attingere” salubrità dalle fonti di energie rinnovabili”. Soddisfazione ? Manco per idea. Consolazione ? Peggio che andar di notte. E in che modo e con quali “armi”, quindi,  continuare a combattere per ottenere un risultato radioso per una città, Civitavecchia, “soffocata – sostengono con rabbia e determinazione quelli che il “Sole” – da settanta anni di servitù industriali ?”. Intanto, a dimostrazione di avere eccelsa competenza (e invidiabile preparazione) sulle tematiche ambientali, sottolineando che “gli impianti finanziati dal Capacity Market vanno in rotta di collisione con gli obiettivi di riduzione delle emissioni proposte dalla Commissione Europea”. E, immediatamente,  di fronte alla difficoltà di non pochi poveri cristi di fare i conti con inglesismi di non facle “digestione”, i solerti rappresentanti del “Sole” non si scompongono e spiegano che: “Il Capacity Market è un meccanismo che prevede remunerazione per gli impianti impiegati per garantire una determinata capacità di produzione, in relazione a picchi di domanda che di fatto premia le grandi centrali termoelettriche. Per questo abbiamo chiesto la collaborazione di un gruppo di parlamentari , invitandoli a presentare un’interrogazione scritta (ed è avvenuta il 13 novembre scorso, primi firmatari gli onorevoli Stefano Fassina, Lorenzo Fioramonti e Rosella Muroni – ndr -) con l’obiettivo di sospendere le aste del suddetto Capacity Market in attesa della doverosa “correzione” del Piano Nazionale Energia e Clima (PNIEC). Da Montecitorio a Palazzo Madama il passo è stato breve ed hanno aderito all’iniziativa i senatori Maurizio Buccarella, Gregorio De Falco, Elena Fattori e Paola Nugnes”. Quale l’obiettivo del “Sole” ? La risposta è secca epperò significativa: “Chiediamo che venga effettuata una moratoria sulle aste dell’attuale revisione del già ricordato PNIEC, da allineare ai nuovi obiettivi. L’ottenimento di tale moratoria bloccherebbe la possibilità di progettare nuove centrali a metano in Italia e sarebbe un risultato assolutamente importante”. Che dire ? Semplicemente che è così costante e instancabile l’azione dei dinamicissimi rappresentanti del “Sole” da restarne abbagliati.

… E GREENPEACE, LEGAMBIENTE, WWF RIBADISCONO IL “NO” – Perentorie le tre grandi organizzazioni, che non hanno bisogno di presentazione. Sentenziano con la fermezza che le ha sempre contraddistinte: “Grazie allo sviluppo delle rinnovabili, gli impianti termoelettrici che bruciano fonti fossili stanno andando in dismissione in diverse parti del mondo”. Facile capire dove intende andare a parare la troika. Tant’è: “Le due grandi centrali di Civitavecchia – evidenziano – insieme emettono oltre dieci milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno e per questo, essenzialmente, non devono essere sostituite da nuovi impianti a gas. Per intensificare – concludono – la lotta alla crisi climatica necessitano investimenti importanti in nuove strutture a fonti rinnovabili e in sistemi di accumulo che rispondano alle esigenze di flessibilità e di sicurezza della rete”. Chiaro no? C’è poco da fare, chi continua a parlare di riconversione a gas – stando a fior di studiosi, di scienziati, di ambientalisti doc e di persone di buonsenso – è decisamente fuori dai tempi. E,  per questa nostra povera  Civitavecchia che non riesce a liberarsi dalla micidiale morsa dell’inquinamento, si prevedono almeno altri due lustri, a partire dal 2025 (o prima? Non è da escludere) , durante i quali non verrano di sicuro organizzati i festival della salubrità dell’aria.

UN CONSORZIO PER  LO SPORT – Ma tu guarda: quando uno meno se lo aspetta spunta la notiziona che strappa il sorriso. “E’ nato il Consorzio Sport Civitavecchia”, ha titolato, e messo in grande evidenza, Il Messaggero. Cinque società ovvero un pokerissimo capace di ficcarsi in un piatto straricco e farlo proprio, hanno deciso di cavalcare nelle praterie dell’efficienza e della concretezza per scrollare dal torpore lo sport locale. Le cui tradizioni sono indelebilmente fulgide ma purtroppo alquanto sdrucite (salvo rare e fantastiche eccezioni quali windsurf e ginnastica) in un momento, l’attuale, contrassegnato da inconsistenti gestioni societarie , da competenze dirigenziali non esattamente esaltanti e da un’impiantistica da migliorare per offrire un valido supporto agli atleti. Consci delle serie problematiche esistenti, tali da rendere maggiormente fragile l’impalcatura sportiva cittadina, sulla poderosa spinta del ds del setterosa della Coser, Cesare Barbetta, i club Nautilus (nuoto e pallanuoto), As Gin (ginnastica), Pirgy (basket), As Cv Volley (femminile) e Crc (rugby) hanno lanciato il classico grido di battaglia, “L’unione fa la forza”, che sperano possa essere intercettato anche da altre società per acquisire sempre più peso “politico”, indispensabile per dialogare, se necessario, con le istituzioni con l’autorevolezza di chi mira al legittimo raggiungimento di traguardi luminosi. Un “peso politico”, per intenderci, che il direttivo del Consorzio (composto dal presidente Cesare Barbetta, dal vice Piero Sara, dalla segretaria e tesoriera Viviana Marotta e dai consiglieri Andrea D’Angelo e Pier Luigi Miranda) avrà modo di far “sentire” all’establishment di Palazzo del Pincio nell’interesse della città. Specie e soprattutto per quel che concerne la gestione di talune strutture, che pure rappresentano un fiore all’occhiello della città (su tutti il PalaGalli, il cui futuro è avvolto nella nebbia che più fitta non potrebbe essere). E al tempo stesso  detto Consorzio può rappresentare il primo step di un percorso virtuoso per arrivare alla creazione della Fondazione dello Sport. Che oltre a perseguire l’ammirevole scopo della pubblica utilità, solleverebbe il Comune da incombenze talvolta insopportabili  (specialmente per le casse non sempre floride).