Cattivi pensieri, di Giampiero Romiti. Raggi di “Sole” sulla “Città Futura”. FI-Frasca: volano gli stracci

Nuovo fondo del noto giornalista. Si parla anche dello Stadio del Nuoto

RAGGI DI “SOLE” SULLA “CITTA’ FUTURA” – Fonti rinnovabili ? Assolutamente sì.Le associazioni ambientaliste non mollano; la cittadinanza sposa l’idea di un cambiamento epocale per liberarsi dalla morsa letale dell’inquinamento atmosferico; le nuove generazioni s’illuminano al pensiero di potersi tuffare in un futuro senza il terrore di dover ingoiare l’inevitabile e venefica dose di polveri sottili; l’idea di poter lottare (pacificamente e dialetticamente) per la legittima (e meritatissima dopo poco meno di cent’anni di assoggettamento a poteri forti col cuore di latta) conquista di una migliore qualità della vita non ha più la fragilità, figlia del pregiudizio inculcato con la straordinaria maestria della malafede e della disinformazione; alla lunghissima fila di convintissimi sostenitori dell’indispensabile cambio di passo per svincolarsi dalle servitù- killer, si sono aggiunti anche due “gruppi” di esercenti (“Luci Spente” e “Commercianti Uniti”), che hanno aderito al Comitato contrario alle centrali a gas “perché – affermano – è fondamentale la difesa del territorio in quanto elemento imprescindibile per un vero sviluppo turistico”: ecco, oltre alla prorompente voglia di respirare aria pulita, spuntano sempre più indelebili i segni di una massiccia mobilitazione. E alle già numerose iniziative in atto promosse da “SOLE” e “CITTA’ FUTURA”, si aggiunge quella del sindaco Ernesto Tedesco, dell’Autorità Portuale e della Capitaneria di Porto che hanno inviato una lettera al Ministero dei Trasporti (e per conoscenza alla Regione Lazio) con la quale si porta a conoscenza dell’intento di realizzare un impianto eolico offshore. Inoltre il Primo Cittadino ha sollecitato gli uffici tecnici di Palazzo del Pincio affinchè vengano individuati terreni disponibili per l’installazione di mini impianti fotovoltaici. L’operazione “Obiettivo della riqualificazione e della rinascita del territorio” è dunque iniziata. E per come si sta sviluppando, ora dopo ora, promette di rivelarsi inarrestabile e tutto (ed è stato sottolineato pure nel recente incontro in Comune) lascia presupporre che vengano sottoposti ad una seria valutazione progetti di produzione di idrogeno verde da fonti rinnovabili, alternativi all’ipotesi da parte di Enel e Tirreno Power di nuove centrali a turbogas. “I nostri tecnici – sostengono i rappresentanti di “SOLE” e “CITTA’ FUTURA” con la piena convinzione, avvalorata da una realtà incontrovertibile (malgrado lo scetticismo ancora strisciante degli immancabili bastian contrari, abbarbicati a “preistorici” concetti che comprovano indiscutibilmente la loro pochezza – ndr -) – hanno ribadito quanto le fonti rinnovabili e l’idrogeno verde siano ormai attuali e pronti ad essere utilizzati in progetti di produzione energetica vera e propria”. “Nel corso della riunione al Pincio – spiegano – si è parlato di un impianto eolico offshore di circa 500 MW che favorirebbe l’occupazione di 1500 (millecinquecento) persone. A dimostrazione che non si tratta della lettura di una pagina di un libro dei sogni, abbiamo dimostrato che impianti del genere sono già operativi nei mari del Nord Europa. Inoltre è stata posta la debita attenzione sul progetto “Zephyro” ideato dall’Ente di Molo Vespucci (e già in precedenza dettagliatamente descritto dal presidente Musolino – ndr -) che si “sposa” perfettamente, ai fini dell’ambientalizzazione dell’intero scalo marittimo, con il “PORTO BENE COMUNE” di cui s’è parlato a più riprese. Ci sono quindi le basi solidissime per puntare alla logistica integrata e soprattutto alla bonifica del sito di Torre Valdaliga Nord dove si potrebbe produrre idrogeno verde da fonti rinnovabili anziché passare dal carbone al gas, che condannerebbe Civitavecchia ad altri lunghissimi anni di servitù energetica e alla inevitabile e drammatica perdita di posti di lavoro”. Commenti ? Non servono. Bastano e avanzano le parole di “SOLE” e “CITTA’ FUTURA” per rendersi conto che sarebbe certamente un imperdonabile errore non aprire gli orizzonti di una fase nuova che avrebbe riflessi fantastici sia sull’abbattimento dell’inquinamento che sull’occupazione e , al contrario, una iattura inimmaginabile se si seguissero le orme degli opportunisti da strapazzo che si lasciano affascinare dalla magica (evidentemente per i propri interessi) parolina “transizione” (ovvero il gas prima di ricorrere alle vantaggiose fonti rinnovabili) che sentenzierebbe la pena ad un ulteriore amaro ventennio (ammesso che basti) . E di avere la certezza, per la miliardesima volta, che, rispetto a numerose altre città in cui per entrare si deve bussare e disciplinatamente(e se consentito) aspettare il “prego, accomodatevi”, Civitavecchia è considerata terra di conquista senza versare neppure una stilla di sudore.

PALAGALLI & SOLDI PUBBLICI A BRACCETTO – Un binomio niente male, indubbiamente. Ed è andato avanti liscio come l’olio, soprattutto perché la gloriosa società rossoceleste, acquisita legittimamente la gestione dell’impianto , ha potuto anche contare sul sostegno dell’Amministrazione Comunale : ergo all’allora Snc, oggi Nc, sono arrivati soldi dei cittadini magari anche tifosissimmi epperò contribuenti. E di fronte alla domanda del perché di siffatti “aiuti”, la risposta precisa, chiara e legittima la dà la convenzione stipulata tra i due soggetti (club e Pincio) in base alla quale un tot annuo veniva fornito anche per curare la manutenzione dell’impianto. Ebbene, alla luce del grosso problema esploso proprio in questi ultimi tempi e in particolare alla manifestata impossibilità della società di continuare ad occuparsi del “controllo” perché troppo esorbitante, culminata con la consegna delle chiavi del PalaGalli al Comune, è scattata automatica la curiosità di verificare le cause di un fallimento (non si può definirlo diversamente) per molti aspetti clamoroso. E chi ha iniziato a posare gli occhi sui documenti ufficiali, che Palazzo del Pincio non avrebbe mai potuto far scomparire, si è trovato davanti a qualcosa di straordinariamente interessante. Ossia ? Ad una sorta di vaso di Pandora che scoperchiato ha provocato svenimenti ? Bando alle esagerazioni. Allora qual è la sorpresissima ? Semplicemente che dal 2009 fino al 2014 e quindi per un totale di sei anni alla ex Snc sono stati elargiti 960.000 (novecentosessantamila) euro, discreta sommetta “figlia” di 160.000 (centosessantamila) euro all’anno. Nel 2015, poi, con l’avvento della giunta Cozzolino s’è registrato il taglio del cinquanta per cento (ottantamila euro) dopodiché neanche cinque centesimi. Comunque, e senza bisogno di sofisticate calcolatrici, il conto è presto fatto: nelle casse rosso celesti, nel lasso di tempo che va dal 2009 al 2015, è entrato oltre un milioncino “pubblico” (1.040.000 euro) che non è una manciata di bruscolini. Ma lo spazio della cassaforte del sodalizio non è stato completamente occupato da quel gruzzolo (ribadiscesi assolutamente pubblico) perché, in virtù del suo spessore agonistico, la squadra partecipante sia ai massimi livelli (A1) che in A2 per numerose stagioni è stata lautamente sponsorizzata nientemeno che da Enel, cui dopo l’inaugurazione dell’impianto da parte del sindaco Moscherini venne concesso l’onore della denominazione del “tempio acquatico” tanto è vero che sulla facciata apparve la gigantesca insegna “PalaEnel”, in seguito rimossa per via della della vibrata protesta dell’intera cittadinanza, giustamente risentita per l’intollerabile dimenticanza di un immenso campione prematuramente scomparso dopo una dura, coraggiosissima ma vana battaglia contro un terribile cancro: Marco Galli, fuoriclasse, iridato di Berlino (1978), vanto ed orgoglio di Civitavecchia e dell’Italia sportiva intera. E di lì lo Stadio, pensato e voluto dal Primo Cittadino Alessio De Sio, riacquistò la sua vera ed onorevole identità con il nome che splende di luce propria: PalaGalli. E tornando al vil denaro, pure l’Ente Elettrico ha pertanto contribuito a gonfiare lo scrigno rosso celeste. Senza dimenticare, infine, l’attività commerciale (scuole di nuoto e pallanuoto) e il concorso “prezioso” del “sincronizzato”. Insomma una ex Snc non esattamente in sofferenza dal punto di vista finanziario, pur riconoscendole di dover sopportare il peso di spese tutt’altro che leggere . Ma anche su questo fronte affiorano non pochi dubbi che qualcosa abbia “terremotato” le stanze dei bottoni del club, occupate dal management rossoceleste. Recenti servizi giornalistici hanno riportato, con dovizia di particolari evidentemente incontestabili non essendo mai arrivate smentite , che la società ha avuto (ce l’ha ancora ?) la colossale grana del mancato pagamento di bollette (gas, elettricità e chissà che) per un importo da capogiro . Al tirar delle somme, quindi, è singolare che l’eventuale salvezza del PalaGalli possa dipendere anche da un club che, pur avendo la collaborazione di due partners, non ha dato prova di solidità (che se non l’ha avuta prima, sarebbe un miracolo la trovasse adesso, magari per strada o in uno scaffale di un supermercato). A prescindere difatti da qualunque considerazione, è complicato scovare una spiegazione per il mancato versamento delle descritte bollette e il conseguente accumulo di debito non esattamente piccino picciò bensì “panciuto” anzichenò. Quale la causa ? Mistero. Possibile provare ad azzardare delle ipotesi ? Mah ! Buttiamone comunque là un paio. Cioè: 1) Giocatori troppo costosi ? Non avranno certamente giocato gratis, non risulta però che sia mai arrivato un CR7 in calottina (e i risultati definibili appena sufficienti lo attestano); 2) Tecnico super pagato ? Faccia sapere il diretto interessato se, assumendo magicamente le sembianze del Conte interista, abbia firmato contratti stramilionari. Via non scherziamo. Eppoi, tanto per (s)gradire, per quale motivo non si sono sanate, con interventi adeguati, le evidenti criticità presenti nel PalaGalli ? Possibile, di grazia, venire a sapere se e in che modo sia stata curata la manutenzione ? Stop, è finito il tempo della paradossale storia di un impianto nato per essere un profumatissimo fiore all’occhiello della Civitavecchia sportiva e non e che rischia di appassirsi malinconicamente malgrado i proclami di presunti salvatori, che si autodefiniscono tali pretendendo che dei “santi” sovvenzionatori si occupino delle spese (Pure delle pulizie ? Ma che generosi questi salvatori di se stessi coi soldi degli altri !!!) per i quattro-cinque mesi di apertura del PalaGalli al fine di consentire alla squadra del coach Pagliarini di giocare alcune partite in house anziché pallanuotare a Roma. E dopo ? Chi continuerà ad allargare i cordoni della borsa? I salvatori del nulla che fine faranno ? Noi modestamente ci siamo permessi di consigliare al giovane e aitante delegato allo sport Matteo Iacomelli di non farsi incantare da soggetti travestiti da sirene e al contrario di affrontare con decisione la situazione oggigiorno precaria. Dev’essere lui, in nome e per conto del Comune, a reperire i fondi necessari (coinvolgendo imprese, ditte o in sinergia con l’Autorità Portuale gli stessi giganti del crocierismo internazionale che nello scalo marittimo sono stati trattati coi guanti bianchi) per tirare anzitutto a lucido il PalaGalli dopodiché renderlo appetibile a chi punti a gestirlo, naturalmente aggiudicandosi un regolare bando. Missione impossibile ? Se manca la volontà o si decide di sperperare denaro pubblico inutilmente (e colpevolmente), assolutamente sì. PS – La vera salvezza della pallanuoto non passa attraverso una manciata di incontri da disputare in casa (peraltro senza pubblico), ma dall’immediato scioglimento dei nodi (carenze strutturali ed economiche) esistenti. In caso contrario il deterioramento della struttura e l’insostenibilità di costi esorbitanti potrebbero mettere a repentaglio il futuro di una disciplina, che è una sorta di marchio doc della nostra città. E’ questa la fantastica e lungimirante visione di chi /coloro in realtà non riesce /riescono ad allungare lo sguardo oltre la punta del proprio naso ?

FI-FRASCARELLI, C’ERAVAMO TANTO AMATI – Quando finisce un amore, apriti cielo. Insulti e scontri sfrecciano sulle pagine dei giornali : libidine per gli scriba, spettacolo triste per la politica. E’ andata, comunque, che il consigliere comunale di FdI, Giancarlo “Gunga Din” Frascarelli, abbia, dapprima. posto l’accento su una faccenda che, piaccia o meno ai “governanti” di Palazzo del Pincio, non può essere considerata di scarsa o addirittura di nessuna importanza: l’assenza di un delegato al servizio idrico. E infine confezionato questa una nota al cianuro: “Malgrado non abbia più la responsabilità di un settore vitale per la quotidianità della gente, continuo ad essere contattato dai cittadini che lamentano disservizi nella fornitura dell’acqua. In questi giorni inoltre – prosegue il “Fratello d’Italia” – sono notevolmente aumentate le richieste di intervento da parte di persone che sostengono di non ricevere risposte sia dal Sindaco che dall’Assessore ai Lavori Pubblici, il quale, in particolare, dev’essere troppo impegnato nelle commesse sugli asfalti. Non facendo più parte della maggioranza – conclude – resterò pur sempre al servizio dei cittadini, sperando di essere d’esempio e soprattutto di stimolo per Tedesco e per Sandro De Paolis al fine di farli uscire dal loro torpore”. Immediata la reazione dei rappresentanti di Forza Italia (partito nel quale Frascarelli ha militato raccogliendo una valanga di voti, poi, come si sa, s’è accasato prima nel gruppo misto e adesso in FdI – ndr -) che hanno addirittura sparato a palle incatenate. “Frascarelli parla per invidia – sbottano – visto che la città è tutta un cantiere grazie al lavoro di De Paolis. Riguardo ai recenti disagi idrici va ricordato che sono stati causati da una disastrosa frana a Canale Monterano e l’Amministrazione Comunale ha risposto tempestivamente con la distribuzione dell’acqua in alcuni quartieri”. Infine, assai più abrasivi di un foglio di carta vetrata, i berlusconiani rammentano a Frascarelli che “all’Anci Regionale aspettano ancora la sua lettera di dimissioni con la quale si libera la poltrona della vice presidenza che ha occupato”. PS – Sarebbe esercizio superfluo schierarsi a favore dell’una o dell’altra parte tuttavia il “tema-deleghe” non deve finire tra le pieghe dell’indifferenza poichè ha la sua brava valenza , specie se incide sulla quotidianità delle famiglie. E, al di là di ciò che sia opinabile o meno , il ruolo di responsabile del settore idrico affidato a Frascarelli s’è rivelato quanto mai azzeccato dato che i risultati (riverberatisi peraltro positivamente sulla compagine capitanata dall’avvocato Tedesco) sono stati eccellenti e in particolare apprezzati dai cittadini. E quanto siano oggetto di acceso dibattito questi “speciali incarichi”, lo dimostra financo la recente polemica “accesa” dai consiglieri del M5S che lamentano la scomparsa del responsabile dell’istruzione. Insomma appare accertato che il motore “tedeschiano” abbia bisogno di un’accurata revisione. Con particolare riferimento, beninteso, alle strombazzatissime deleghe. Che non possiamo (né vogliamo) supporre che vengano assegnate un tanto al chilo. O colpevolmente sepolte nell’oblio (idrico e istruzione insegnano).