Cattivi pensieri, di Giampiero Romiti. “No” al biodigestore nel deserto della Pucci. Un seggio ambito

Nuovo fondo del noto giornalista, si parla di politica fra temi di attualità e prospettive elettorali

NO” AL BIODIGESTORE NEL DESERTO DELL’AULA PUCCI- Il dubbio che il consiglio comunale congiunto di martedì scorso non venisse tenuto in larga considerazione era immediatamente balenato al momento dell’annunciato inizio, presso la sede naturale dell’Aula Pucci, alle 9 del mattino. Facile intuire, difatti, che l’infelice ora non avrebbe permesso una massiccia presenza di cittadini, costretti, ahiloro, a disertare l’appuntamento per i naturali ed inderogabili impegni lavorativi. Davvero incredibile pensare che l’organizzazione (o l’organizzatore) di una “seduta” tanto sentita e attesa (anzitutto dagli ambientalisti rivelatisi la “spinta” inarrestabile di ogni riuscitissima manifestazione di piazza, scattata dopo il “sì, della Regione Lazio ad Ambyenta Lazio) non sia riuscita (o riuscito) a considerare più consono un avvio a partire dalle 17. Idiozia pura. Che ha provocato un risicatissimo numero di presenze in platea e in particolare la larga assenza dei rappresentanti delle Associazioni Ecologiste, che – insieme ai politici, ai Sindacati, a Confcommercio, a Cna , a Federlazio e insomma a tutto il mondo del lavoro – sono riusciti a formare un blocco inscalfibile e quindi pronti a scatenare un duro attacco all’establishment “zingarettiano” per scongiurare l’arrivo del mostro capace di ingoiare 120.000 (centoventimila) tonnellate al giorno di rifiuti. Ma tant’è, la demenziale scelta del pessimo orario ha prodotto l’effetto di non rispettare la solennità di una circostanza (il Consiglio appunto) fondamentale per il presente e il futuro ambientale del territorio. Il tutto alla presenza sindaci o assessori dei municipi (oltreché di Civitavecchia) di Montalto di Castro, Monte Romano, Santa Marinella, Allumniere, Tarquinia e Tolfa. I quali perfettamente allineati e coperti, confermando ampiamente quanto già espresso a più riprese nel recente passato, hanno rimarcato la totale contrarietà all’insediamento-monstre richiesto dalla società Ambyenta Lazio, che si fa forte della benedizione ricevuta dalla dirigenza “pisaniana” senza che la maggioranza “pidin-pentastellata-renziana” la ritenesse pura follia. E l’atto finale è risultato l’approvazione di un Odg redatto dall’assessore Magliani, “nel quale precisa Bignotizie.it (5 Aprile) – si evidenziano criticità sull’ok della conferenza dei servizi, i pareri negativi di Asl e Sovrintendenza e ulteriori iniziative (ricorso al Tar, richiesta di annullamento in autotutela della determina) da mettere in campo”. Tutto bene dunque ? Certo che no. Sarebbe andata infinitamente meglio se, come sopra ricordato, l’ora dell’inizio dell’assise fosse stata diversa. E a sottolinearlo ci ha pensato <Civitavecchia Bene Comune>, la sigla che riunisce tutte le associazioni ambientaliste del territorio. “L’Orario in cui si è indetto il Consiglio Comunale ha reso impossibile la partecipazione alle tante persone interessate e che hanno contribuito con la loro presenza alle riuscite manifestazioni di piazza contro il mega biodigestore” questa la risentita protesta. Che, dovesse lasciare indifferenti gli amministratori di casa nostra, offenderebbe quel grandissimo autore (non c’è bisogno di svelarne il nome, vi pare ?) della frase-cult < DEMOCRAZIA E’ PARTECIPAZIONE> . Pensare che al giorno d’oggi non si tenga conto di un Principio (e ribadiscesi Principio con la P maiuscola) così fondamentale, è roba da far cadere le braccia!

UN SEGGIO (REGIONALE) CHE SI CHIAMA DESIDERIO – Assolutamente sì, è’ il sogno coltivato da un discreto numero di consiglieri comunali nostrani che, legittimamente, guardano alla Pisana come un’ulteriore tappa di una carriera politica di alto livello. Ambizione ? Non c’è dubbio. E si tratta forse di un altro step di un percorso virtuoso per dimostrare di possedere capacità e carisma più che sufficienti per poi decollare definitivamente verso il Paradiso di Montecitorio o Palazzo Madama ? Perché no, ci sta. Ma, di grazia, chi e quanti sono gli esponenti di partiti o di liste civiche che occupano l’Aula Pucci pronti a raggiungere con ferrea determinazione l’obiettivo dell’agognatissima poltrona della Regione Lazio? Al momento non s’è levata alcuna voce ufficiale; trillano felici e irriverenti soltanto le solite spalancatissime gole profonde. Che danno per certa la partecipazione alla kermesse regionale dell’assessore ai Lavori Pubblici Roberto D’Ottavio. Il quale, però, riserverebbe la clamorosa sorpresa di presentarsi non già con la lista azzurra di Forza Italia: sarebbe rimasto ammaliato (alla stessa stregua di Daniele Perello, definito l’indefesso girovago della politica civitavecchiese sempre pronto a traslocare velocemente da un partito all’altro) dall’Azione incisiva dell’europarlamentare (eletto nella lista pidina) Carlo Calenda e sembrerebbe pertanto in procinto di abbandonare i berluscones per entrare in pompa magna nel nuovo raggruppamento. E la domanda, se così fosse, scatterebbe fulminea: la lista “calendiana” si collocherebbe nell’area di centrosinistra o in quella opposta ? Nel caso della prima delle due ipotesi, D’Ottavio incredibilmente da pezzo da novanta del centrodestra “pinciota” si troverebbe sull’altra sponda e garberebbe infinitamente registrare la reazione degli elettori. Incerta ancora la posizione del pentastellato Devid Porrello, che non disdegnerebbe una nuova designazione, epperò si trova in stand by perché, avendo già ricoperto la carica per due legislature, potrebbe riempire lo scatolone e tornare a casa qualora non si andasse verso la deroga del doppio mandato. Indeciso, dal canto suo, il “zingarettiano” Gino De Paolis anche se, nel corso di una recente trasmissione televisiva, ha manifestato la chiara intenzione di non volersi più presentare. In tal caso si assisterebbe ad un’apertissima partita per decidere chi tra i centro sinistrorsi nostrani abbia le maggiori e migliori chances di aspirare alla candidatura. Al riguardo i rumors riportano con accanita insistenza che si spalancherebbero le porte, per la serie “a volte ritornano”, per l’evergreen Enrico Luciani, che conosce bene la strada che conduce al consiglio regionale della Pisana dove ha evidentemente lasciato un pezzo del suo cuore.E, si chiederà, quale potrà essere il futuro del bravo Gino De Paolis ? Tutto da disegnare. Si fanno tuttavia sempre più incessanti gli “spifferi” del suo prossimo (tra ventiquattro mesi) ruolo di leader ossia di candidato sindaco della coalizione di centrosinistra, che proverà a riconquistare la leadership del Pincio. Infine (ma solo per oggi e prepariamoci a seguire i libidinosi sviluppi che di sicuro caratterizzeranno le prossime settimane), echeggia la “dritta” degli specialisti in anticipazioni, il “colpo” sensazionale parrebbe quello che intenderebbe “sparare” Mirko Mecozzi per centrare il bersaglio del prestigioso scranno regionale. Direte, aspirazione più che plausibile: non è mica una bestemmia accarezzare un “progetto” così stupendo. Giusto, ma il più influente (sic!) tra gli adepti del “Polo Democratico-Lista Tedesco” e soprattutto del “serafinismo” (la corrente di pensiero seguita pedissequamente dall’establishment del Palazzo) sembrerebbe che stia facendo carte false pur di trovare una collocazione nella Lista Leodori, che per la cronaca prende il nome del probabile candidato alla successione di Zingaretti e porta stampato sulla pelle il marchio del Pd. Capito ? Ripetesi e sottolineasi: del Pd !!! Mica male come idea. Si rivelassero iper attendibili queste indiscrezioni, il delegato al demanio della giunta “tedeschista” dimostrerebbe che il suo personalissimo (e non potrebbe essere altrimenti…) <modus operandus> è quello di tenere, con deliziosa (arisic!) imperturbabilità, il piede in due staffe: a destra in consiglio comunale e a manca in quello regionale. A conferma che la generosità non gli fa difetto: un po’ per uno non fa male a nessuno. Ahahahahah. Splendida domenica, piacevole settimana, buon tutto a tutti.