Cattivi pensieri, di Giampiero Romiti. Lo spauracchio del Biometano. Ma Civitavecchia non è la fogna d’Italia

Nuovo editoriale del nostro corsivista. Un fondo interamente dedicato alla questione legata al progetto della società Ambyenta

290

“CIVITAVECCHIA NON E’ LA FOGNA D’ITALIA”  (1)– Uno slogan? Non scherziamo, è una cosa seria. Ovvero il grido di dolore delle diciotto associazioni (emerite e coraggiose) che continua a rimbombare in ogni angolo (e il grido è diventato a furor di popolo il mantra di una Civitavecchia alla ricerca del suo splendore ambientale spudoratamente scippato) dopo che s’è sparsa la notizia dell’impianto di biometano con il quale la società  “Ambyenta Lazio Spa” vorrebbe “dare una mano” alla città in località Monna Felicita. Numerose le reazioni scatenatesi e ne parleremo tra poco. Per il momento rendiamo pubblico un suggerimento “offertoci” da un lettore. Suggerimento per larghi versi surreale,  seppure utile per convincere i governanti “pincioti” (affiancati dai propri oppositori , in modo da costituire un fronte comune per il bene della collettività e della tutela del territorio) che è tempo di rompere gli indugi e di alzare un muro invalicabile per chi continua imperterrito a provocare disastri ambientali e a spacciare per vantaggiose le proprie iniziative riguardo all’occupazione. Allora il suggerimento, arrivato via chat? Pronto: “Non possiamo più accettare di essere considerati il ricettacolo delle peggiori schifezze. Propongo pertanto che gli spazi liberi (facciate dei palazzi comprese) vengano tappezzati con manifesti e addirittura impreziositi con opere degne della più prestigiosa street art “Banksyana”, che esprimano il ferreo volere dell’intera comunità con l’esplicito testo e le sgargianti pennellate: “CIVITAVECCHIA NON E’ LA FOGNA D’ITALIA”. Ebbene sì, splendida provocazione. Chissà che non possa scuotere la troppo spesso sonnacchiosa classe politica. L’originalissimo arredamento delle pareti di strade e piazze, non risplenderebbe forse del colore della felicità? E della stupefacente reazione dopo anni e anni di sudditanza nei confronti di poteri forti senz’anima?

“CIVITAVECCHIA NON E’ LA FOGNA D’ITALIA” (2) – “Dal dopoguerra ad oggi paghiamo un dazio ambientale dovuto a scelte insopportabili”. Insorgono Pd, Onda Popolare e il dottor Carlo Tarantino: l’idea del biometano rischia di mandarli ai pazzi. Sorpresa e dissenso si fondono in maniera disperante: “Siamo costretti ciclicamente a fronteggiare proposte che a volte vengono scongiurate e altre continuano a volteggiare pericolosamente sulla nostra testa”. Breve pausa, volti tirati, desolazione:  l’elenco degli sfregi territoriali – fin troppo lungo, devastante  e inammissibile – non può sbiadire tra le pieghe dell’oblio. Il livello della tolleranza è stato superato e l’affondo a tre voci fa rabbrividire: “ Civitavecchia incredibilmente è diventata la calamita del peggio del peggio. Sembrerebbe un’assurdità e invece ci troviamo immersi in una realtà terribile”. Ed ecco che viene snocciolata una lista di servitù per niente accattivanti e “modellate” su misura per “flirtare” spudoratamente con l’inquinamento. “Si tratta – arriva all’unisono la sottolineatura – (1) dell’inceneritore proposto  dall’azienda A2A;  (2) della discarica allo Spizzicatore;  (3) dello stoccaggio di sostanze tossiche presso il Centro Chimico;  (4) dell’impianto di piscicoltura alla Frasca; (5) del turbogas a Tvn; (6) di un nuovo gruppo a ciclo combinato a Tvs; (7) del gigantesco impianto a biometano in zona industriale. Ordunque ci troviamo di fronte a qualcosa da respingere energicamente. La strada da percorrere passa invece per la valorizzazione: (1) dell’inestimabile patrimonio territoriale e naturalistico, storico e culturale; (2) della logistica; (3) del turismo complementare alla Capitale; (4) del rilancio delle Terme. Sono sfide eccitanti che richiedono unità di intenti e posizioni ferme e tempestive. E per questo chiederemo un consiglio comunale per discutere su siffatti temi fondamentali”.  Propositi encomiabili, è fuor di dubbio. Ma volendoci  limitare esclusivamente  all‘episodio “fresco” di queste giornate, piovuto improvvisamente sulla nostra già inzzuppatissima terra, ovvero il biodigestore, c’è da chiedere, in particolare, ai maggiorenti del Pd locale se non sia il caso di farsi sentire, pure a brutto muso, dai “consanguinei  ”zingarettiani” della Pisana. I quali, alla luce di quanto avvenuto, dovrebbero spiegare perché abbiano accolto la richiesta dell’”Ambyenta” senza avvertire l’esigenza (e il dovere no?) di informarne il segretario Giannini e “compagni”. Pd regionale e Pd civitavecchiese: distinti e distanti? A saperlo…

“CIVITAVECCHIA NON E’ LA FOGNA D’ITALIA” (3) – “Non è pensabile che sorga nella Zona Industriale di Civitavecchia un maxi impianto di biometano, che soddisfi i bisogni di una grande metropoli come Roma”. Il pentastellato Devid Porrello boccia senza mezzi  termini l’idea accarezzata dall’”Ambyenta Lazio Spa” e sibila che:” la Regione  deve dare parere negativo a questa iniziativa a tutela del territorio e dei cittadini. Se andasse diversamente – insiste – si  avrebbe un’altra fonte di inquinamento con la grave aggiunta del continuo traffico dei cosiddetti bisonti della strada carichi di rifiuti da riversare a  Monna Felicita”. Per quanto l’intervento possa essere apprezzabile, non può non procurare incredulità che a “confezionarlo” con dovizia di particolari (e velenose critiche)  sia un illustre abituè della Pisana (addirittura vice presidente del consiglio regionale), mica uno scalzacane capitato lì per caso. Come mai ha espresso la sua netta contrarietà solo dopo che la notizia dell’ennesimo saluberrimo (sic !) “cadeau” rifilato dalla Regione a Civitavecchia è rimbalzata, a mo’ di pallina da ping pong, impazzita sui media fino a diventare di dominio pubblico ? E nel suo habitat politico naturale, dove immaginiamo svolga con diligenza un impegnativo lavoro, possibile che al bravo, e solitamente non dedito a distrazioni, grillino non sia giunta la voce del progetto di un biogestore, presentato da un’azienda a quanto pare rinomata ? Come funziona da quelle parti ? Un “piano” riceve il beneplacito da un/una dirigente e i politici ne restano all’oscuro ? E’ quanto accaduto a Porrello e, non bastasse, anche a  Marietta Tidei e Gino De Paolis ? E ai parlamentari gagliardi e tosti (la grillina Marta Grande e l’azzurro Alessandro Battilocchio) mai arrivato qualche spiffero ? Vuoi vedere che ‘sto biometano è spuntato all’insaputa di tutti ? Mah. Come sempre più di sempre in politica sarà la certezza del dubbio a prevalere e le domande senza risposta lasceranno debordare le considerazioni più disparate. Rimane tuttavia il fatto incontrovertibile che sia i centrosinistrorsi  che i pentastellati regionali non abbiano immediatamente urlato la propria avversità all’ennesima megastruttura da “Hambyenta(re)” in questo territorio già sovraccarico di servitù.

“CIVITAVECCHIA NON E’ LA FOGNA D’ITALIA” (4) – Il Pincio, superati i primi attimi fradici di stordimento vuoi per l’intemerata mica da ridere del sindaco di Allumiere Pasquini vuoi per la tegola del biometano cadutagli tra capo e collo, è passato all’attacco con il determinatissimo assessore all’Urbanistica, Leonardo Roscioni. Il quale non s’è perso tra inutili arzigogoli retorici ed ha puntato dritto al cuore del problema, evidenziando che “verrà inviata prima di subito una risposta alla Regione, corredata di diversi punti da chiarire di natura tecnica e urbanistica, ma non solo. Richiederemo difatti – spiega con invidiabile chiarezza – delle puntualizzazioni sotto il profilo ambientale e coinvolgeremo inoltre i comuni di Santa Marinella, Tolfa, Allumiere e Tarquinia per sollecitare un dibattito pubblico sullo spinosissimo tema”. Parole assai significative che appaiono il libidinoso preludio di una massiccia protesta comprensoriale nei confronti dell’Ente presieduto da Zingaretti. L’attesa che ciò spacchi ipocrisie e silenzi colpevoli è assolutamente palpitante !

“CIVITAVECCHIA NON E’ LA FOGNA D’ITALIA (5) – Tra le voci che strisciano con insistenza c’è quella che Ernesto Tedesco  si avvarrebbe (Salvini fa scuola !) di un social guru di livello. E che nell’arco della giornata solo in rari scampoli di tempo libero si scosterebbe dall’inseparabile “Bestia” creata dal “suo Luca Morisi” di cui non si sa nulla: top secret assoluto. Se così fosse, il formidabile stratega della comunicazione farebbe bene a consigliare al Primo Cittadino, peraltro dichiaratosi ostile a tutto tondo al progetto di “Ambyenta”,  di promuovere una imponente manifestazione cittadina (assolutamente pacifica) per respingere tutti, ma proprio tutti, gli assalti di sfrenate lobbies, incuranti del rispetto del territorio e delle persone. Sarebbe una splendida occasione per fare dell’Avvocato il baluardo della città, che assolutamente non può diventare una sconfinata cloaca.  PS – Se manifestazione sarà, chissà se i cittadini avranno il piacere di trovare accanto al sindaco, in testa al corteo, l’assessore all’ambiente, Manuel Magliani.  Che pure stavolta, praticamente come sempre, è risultato non pervenuto. Un problema l’impianto di biometano? Non sembrerebbe per lui, visto che s’è guardato bene dal rilasciare anche uno straccio di commento. Per quale motivo? Bè, o perché l’ha ritenuto di poco conto o perché, in altre faccende affaccendato, s’è dimenticato di essere il responsabile di un settore che continua più che mai ad avvelenare la vita ai civitavecchiesi.