Cattivi pensieri, di Giampiero Romiti. L’impensabile al PalaGalli: porte sbarrate ai giornalisti. Penosa performance decisionale della NC

Nuovo corsivo del noto giornalista. A cui non è andato proprio giù che la stampa sia stata lasciata fuori dallo Stadio del Nuoto

PALLANUOTO, N (ESSUNA) C(LEMENZA) A CHI VIETA IL DIRITTO DI CRONACA – Nello sport, come nella vita, succede di cadere in basso. E se le causa è l’effetto dell’arroganza, della mediocrità, del credersi un superman e di non avere la consapevolezza dei propri limiti, di conseguenza sarebbe sciocco cercare una giustificazione al rovinoso “botto” perchè a colui che ne è rimasto vittima non rimarrebbe altro che, semmai gli si illuminasse (per miracolo !) la materia grigia, piangere se stesso. Proviamo allora ad immaginare che arroganza, mediocrità e sopravvalutazione siano degli ingredienti indispensabili per un cocktail da servire in un pomeriggio di gala oppure, perché no, per salutare il ritorno (comprensibilmente attesissimo) di una partita di pallanuoto in un impianto rimasto chiuso per lunghissimo tempo, ebbene dopo aver shakerato il tutto con energia cosa esce fuori? Un intruglio che più disgustoso non si potrebbe immaginare e che comunque è la conferma e peggio ancora la prova provata della bassezza di chi l’ha confezionato. FUOR DI METAFORA otto giorni fa è accaduto l’impensabile in viale Lazio dove s’erge il PalaGalli, tempio delle discipline acquatiche. Match di serie A2 in programma ? Sicuro. E, imprevista, penosa performance decisionale dello stato impropriamente definito maggiore rossoceleste, essendo smisuratamente minore: porte sbarrate ai giornalisti locali; apertissime, invece, ad una “comitiva” di politici di Forza Italia (stando a quanto riportato da un noto giornale on-line che rappresenta una fonte attendilissima, tant’è vero che la notizia non è stata neppure timidamente smentita – ndr -) per magnificare al massimo un evento così eccezionale ed illuminare ulteriormente la scadentissima scena di suddetta passerella sotto la raffica di flash fotografici. Tutto questo po’ po’ di festosità (sotto gli occhi, sprizzanti lampi di gioia, dell’on. Alessandro Battilocchio, del presidente del consiglio comunale Emanuela Mari, del delegato allo sport Matteo Iacomelli, del capogruppo consiliare Massimo Boschini e dell’ex assessore Roberto D’Ottavio il quale, in particolare, memore della famosa relazione dei tecnici dei Lavori Pubblici che individuarono nel PalaGalli carenze strutturali necessitanti con urgenza di un intervento da centocinquantamila euro, avrà consigliato ai suoi amici di indossare, oltre alla mascherina, un casco per ripararsi nel caso fosse caduto qualcosa dall’alto ) ha fatto da cornice alla incresciosa decisione di vietare il diritto di cronaca a giovani armati di blocco notes e biro. INCREDIBILE ! E maggiormente incomprensibile è apparsa l’iniziale motivazione dei maggiorenti (pardon, “minorenti” che hanno seguito l’indirizzo fornito dal presidente-allenatore Marco Pagliarini che, ce ne fosse stato ancora bisogno, ha così dimostrato perché sotto la sua guida il “sette” rossoceleste da stella di prima grandezza del firmamento nazionale è diventato uno sbiaditissimo e sperduto punticino nella volta celeste waterpolistica ) della società, secondo i quali i giornalisti non erano degni di accedere nella struttura per effettuare il proprio lavoro in quanto responsabili delle vicissitudini che hanno ritardato la riapertura del PalaGalli. Che dire ? Bè, arrivare ad un livello così alto di illogicità sarebbe stato impossibile anche per Serhij Bubka che salì in cielo con in pugno la sua magica asta e salutò il mondo intero da una nuvola sdraiata nel blu a 6,14 metri da terra. Accortisi immediatamente della piramidale scelleratezza compiuta, gli inibitori del diritto di cronaca hanno cercato di piazzare una pezza peggiorativa, col risultato scontatissimo di allargare smisuratamente il buco creato, provando ad indorare la pillola con la demenziale giustificazione di aver adottato quel provvedimento per evitare contagi da Covid (Già, i giornalisti sono fragilini a differenza dei berlusconiani immuni , beati loro !, da qualunque virus). E non soddisfatto di simile madornale motivazione, il portavoce del numero uno della Nc ha pensato di rasserenare gli scriba, affermando che dai prossimi impegni interni di campionato avrebbero potuto “posteggiare” regolarmente sugli spalti (Eureka: tra quindici-venti giorni per i… rinomati virologi della NC non ci sarà più pericolo di infettarsi !!!). Insomma: cinque- giornalisti -cinque “mascherati” e ad almeno cinquanta metri di distanza l’uno dall’altro avrebbero potuto fare i conti con il maledetto virus, mentre ai politici suindicati, ai quali evidentemente qualcuno dei “papaveri” rossocelesti deve… riconoscenza, e’ stato permesso di “sfilare” malgrado non fossero eleganti e neppure attraenti. UNA MACCHIA, quindi, assolutamente incancellabile sulla pelle di una società , l’attuale NC, che offusca l’immagine della storia specchiata della sua gloriosa “madre”, la SNC, che ha reso celebre Civitavecchia grazie ai suoi campioni forgiati dal mai dimenticato Alfio Flores, figurando per lunghissimi anni nei quartieri pregiati della massima categoria nazionale, lasciando inoltre una profonda impronta tanto in campo europeo quanto nel settebello azzurro a livello mondiale ed olimpionico. Macchia ampliatasi, a seguito di un articolo (redatto sullo stesso giornale telematico, che ha rivelato i nomi dei forzisti di cui sopra) nel quale, giustamente e sacrosantamente, è stata condannata la disposizione di vietare l’accesso agli scriba. E’ accaduto infatti che a commento di quanto lamentato, ribadiscesi legittimamente, sono piovuti degli spot di una volgarità inaudita e per giunta insensati, tra cui: “articolo scritto da qualche pezzo di merda”, “che cazzo di servizio è questo”, “l’autore del brano è uno schifoso”. Per rispetto del lettore, evitiamo di riportare altre “gentilezze”, tuttavia è il caso di ribadirne l’assurdità perché il giornalista è stato prevalentemente e inconcepibilmente “incriminato” di aver dileggiato i componenti del team rossoceleste: accusa infondata non essendo stati neppure sfiorati i giocatori, che peraltro non avrebbero mai potuto ricevere qualsivoglia critica poichè assolutamente non responsabili dello sbarramento della porta d’ingresso del PalaGalli ai cronisti. Quindi i ripugnanti post, essenzialmente e palesemente fuori luogo, sono ancora più gravi. E TRA LA SFILZA affiorata dalla montagna di letame accumulatasi, ci ha colpito quello di un veterano della squadra del coach Pagliarini, che addirittura si augura che ai giornalisti non debba essere concesso l’ingresso per l’intera durata del campionato: evidentemente il nostro non è riuscito a capire ( troppo arduo per lui ?) che è vero che sono stati stilati servizi duri sulle condizioni del PalaGalli, ma affinchè gli amministratori di Palazzo del Pincio si rendessero conto che la salvezza della pallanuoto passa esclusivamente attraverso correttivi indispensabili per risolvere i problemi (così seri da non poter essere trascurati) strutturali dell’impianto e l’installazione dei pannelli fotovoltaici. Far trascorrere tempo prezioso senza alcun intervento, si rischierebbe di rendere il PalaGalli una cattedrale nel deserto (e gli atleti dovrebbero abbandonare l’attività o accasarsi presso qualche altro sodalizio, ma questo nella testolina del pallanuotista autore dell’inopportuno post non è entrato, evidentemente per non aver trovato l’ingresso: c’è poco da fare, le ristrettezze giocano talvolta brutti scherzi). Ci ha poi dato il voltastomaco un altro spot, confezionato da un cosiddetto manager (sic!) che, ben sapendo come sia stata (ed è tuttora) gestita la società rossoceleste, scagliandosi sull’articolista ha perso un’ottima occasione per starsene buono e spaparacchiato magari su un sofficissimo divano, preferendo invece sparare parole indecenti (identica l’oscenità al pari delle suindicate) che specchiano la sua “carriera” di dirigente sportivo, infarcita di risultati così deludenti da sfiorare una sconcertante ridicolaggine: davvero paradossale la tracotanza di taluni personaggi, dimentichi dell’inefficienza del proprio operato e che non trovano il coraggio (della serie “il ruggito del coniglio” ) di biasimare i responsabili della giornata della vergogna vissuta sabato scorso. PS – Espressa la (nostra) opinione sulla miserevole iniziativa del management di NC, aggiungiamo alcuni punti. (1) Assoluta solidarietà al cronista che ha denunciato lo sconcertante provvedimento del club rosso celeste; (2) E’ sorprendente che un eccellente parlamentare quale Alessandro Battilocchio – costantemente attento anche alle minime sfumature, stimato a ragion veduta per il proprio impegno che rivolge quotidianamente alle problematiche riguardanti il territorio – non abbia battuto ciglio di fronte alla gravissima inosservanza dell’articolo 21 della Costituzione concernente il diritto di cronaca e la libertà di informare. (3) Se all’ex SNC, ora NC, è stato consentito di accumulare mezzo milione di euro di debiti per l’energia elettrica che “ continua ad essere fornita anch’essa al di sopra di ogni regola” (Civonline – ndr -), per la proprietà transitiva, dato il singolare precedente, pure le altre società sportive locali operanti nelle varie strutture presenti sul territorio sono autorizzate ad accatastare in un qualunque ripostiglio le bollette non regolarizzate e non rischiare alcunché per l’ovvio motivo di essere figlie legittime a tutti gli effetti del Pincio (e dunque della città), al pari di NC, e non figliastre. (4) In qualsiasi altra città l’Assostampa avrebbe preteso le scuse all’intera categoria per un gesto così inaccettabile e, finchè non fossero arrivate, invitato le redazioni a dedicare soltanto dei trafiletti, tutt’al più nelle “brevi”, al sodalizio in questione. Altro da aggiungere ? Solo un pensierino finale. Ricordate l’esclamazione, divenuta virale, di Emilio Fede: “CHE FIGURA DI MERDA” ? Ecco, se ritenete di attribuirla al club presieduto da Marco Pagliarini, CHAPEAU !!!