Cattivi pensieri, di Giampiero Romiti. L’assise e “Cetto la qualunque”. Le tre “P” e il saluto mancato

Nuovo editoriale del noto giornalista, questa domenica si parla di politica e di un grande lutto nel mondo del giornalismo locale

FRASCARELLI E “CETTO LA QUALUNQUE” – “ E adesso che succede, si cazzeggia ?”, penserete. Non è esattamente così. Ma anzitutto sarà opportuno premettere che la settimana che si chiude oggi ha vissuto un paio di momenti semplicemente esilaranti. E non dispiace neanche un po’. Perché nutrirsi anche di politica effervescente è una sorta di tonificante che giova alla salute a apre squarci di luce in un cielo sempre più ingrigito dal maledetto Covid-19 e dall’infame aggressione russa all’Ucraina. Due gli episodi che hanno caratterizzato le giornate di martedì e mercoledì. Cominciamo dal secondo che abbiamo scritto e che sicuramente rimarrà una pagina se non proprio memorabile quantomeno da ricordare per un bel pezzo. E’ andato in onda il consiglio comunale all’Aula Pucci e l’atmosfera ha cominciato a scaldarsi, in apertura, con l’articolo 25 “rispolverato”, per l’occasione, dai consiglieri di opposizione Vincenzo Palombo (FdI) e Fabiana Attig (La Svolta). L’uno ha messo al centro del proprio intervento la situazione di degrado in cui versa il popoloso quartiere di Campo dell’Oro e fin qui solo qualche accenno di nervosismo da parte dei “filotedeschisti”. L’altra invece ha ripercorso la vicenda dell’appalto delle pulizie a Palazzo del Pincio e tra i banchi degli esponenti della maggioranza ha preso a serpeggiare un evidente malumore e in particolare sarebbero stati “coniati” dei commenti non proprio teneri nei confronti della “pasionaria” della lista civica. Ed è stato a questo punto che ha chiesto di prendere la parola il vulcanico Giancarlo Frascarelli, che proprio nei primissimi tempi della presente legislatura ebbe modo di farsi apprezzare larghissimamente per il proficuo lavoro svolto da delegato al “servizio idrico” tanto da guadagnarsi l’appellativo di “Gunga Din” ovvero del portatore d’acqua indiano , protagonista del celebre poema di Rudyard Kipling , che sacrifica la sua vita per salvare soldati britannici. Ebbene il “Gunga Din” dei giorni nostri (assai incisiva e puntuale la sua azione affinchè la cittadinanza non si ritrovasse con i rubinetti a secco) ha incontrato difficoltà ad intervenire perché ripetutamente interrotto, in particolare dal Primo Cittadino. E questo ha fatto divampare la violenta reazione del “meloniano”, che è così esploso: “Mi pare di assistere al film <Cetto La Qualunque> e non mi capacito che si critichi Attig per aver affrontato l’importantissimo problema riguardante tantissime persone che in questo momento non lavorano e che pertanto possiamo ben immaginare quali e quante difficoltà stiano incontrando”. Dopodichè ha chiuso col botto, rivolgendosi direttamente a Tedesco. Così: “Anziché impedire che io parli, e continuare a criticare la legittima presa di posizione della collega a favore di lavoratori in gravissima difficoltà, dovrebbe rispettare la dignità di chi ha bisogno perchè, non lo dimentichi mai, è il sindaco di tutti e non solo di coloro che le hanno permesso di ricoprire la massima carica della città. Sa che le dico ? Mi pento amaramente di essermi speso per la sua candidatura in campagna elettorale. Ho commesso un enorme sbaglio”. Be’, un “diretto” del genere, capace di far impallidire addirittura Mike Tyson, è a dir poco devastante. Specie, poi, perché sferrato da colui che nella kermesse elettorale di tre anni fa ha depositato nella cassaforte del centrodestra poco meno di mille voti, 912 per la precisione. E al riguardo ritorna in mente la Attig in versione televisiva, allorquando in una trasmissione affermò: “Senza il consenso ottenuto da Fratelli d’Italia e da La Svolta, la giunta oggi sarebbe di un altro colore”. Mediti Tedesco mediti !

P” COME PIRGO, “P” COME PALMIERI, “P” COME POLEMICA – Ora retromarcia e ingraniamo il… primo (episodio). Riporta Civonline.it (30 Marzo):Memore di quanto accaduto nelle passate stagioni, il Comune prova ad accelerare per garantire la piena fruibilità della spiaggia del Pirgo (142 mt) per tempi ragionevoli. L’ufficio demanio marittimo ha infatti predisposto una determina propedeutica alla gara per l’affidamento della gestione dei servizi connessi alla balneazione, che sarà espletata dal CUC Consorzio I Castelli della Sapienza, adottando il criterio dell’offerta più economicamente vantaggiosa. Una concessione relativa alle stagioni 2022, 2023, 2024, 2025, 2026, che quindi permetterà di poter pianificare meglio interventi ed offerta per una delle poche spiagge cittadine centrali”. Allora ? Applausi ? Addirittura standing ovation ? Sicuramente gli addetti del demanio – a cominciare dal delegato Mirko “Modus Operandus” Mecozzi, dall’Assessore, dai dirigenti, per finire all’ultimo degli impiegati – avranno pensato di meritarseli. E probabilmente ci sarebbero riusciti (supponendo, magari, che di gente distratta ne giri così tanta da non notare che la cosiddetta “determina a contrarre” l’affidamento-della sunnominata gestione – pubblicata lo scorso 29 sull’Albo Pretorio on line del Comune – dopo due o tre giorni d’incanto scompare per finire nella sconfinata “prateria” dello stesso Albo tra le pagine riservate a “Pubblicità Legale, Storico Atti” e che non riuscirebbe più a trovarla neppure Diogene con la sua mitica lanterna) se al solito non rischiasse di rovinare qualche progetto preventivamente pianificato quel “rompiuovanelpaniere” di Andrea Palmieri. Il giovane imprenditore, noto per aver ricoperto l’importantissimo ruolo di spin doctor dell’ex sindaco pentastellato Cozzolino e di determinato attivista del M5S (dal quale però da tempo s’è allontanato), ha difatti scritto sul suo profilo Fb: “Non c’è verso. A Civitavecchia si dice: in c… je entra, in testa no. Affidamento della spiaggia del Pirgo cinque anni. Pubblicato ieri (come suindicato, il 29 c.m. – ndr -) con scadenza il 5 aprile. Una settimana scarsa per presentare un progetto. Bloccheremo pure questo ovviamente e poi darò la possibilità a chiunque di partecipare. Tanto se non controlliamo noi cittadini, col cazzo che la politica controlla. Siete scandalosi”. Facile, anzi facilissimo decriptare il velenoso post. In tal inequivocabile senso: si piazzano avvisi di gara straordinariamente “fugaci” che neppure lo Speedy Gonzales della lettura farebbe in tempo a memorizzarli e men meno annotarli . “Col risultato – sottolinea il nostro con velenosa arguzia – che <alla fine della giostra> salta fuori l’ immancabile <amico degli amici> con il “progettino” bell’e pronto da tempo per ottenere il premio più ambito”. Che dire ? Palmieri disfattista ? Paranoico ? Sempre pronto a sparare cazzate ? Malato di “sospettite” ? Mah. Non pochi precedenti lascerebbero pensare che non è assolutamente così (il Parco Spigarelli su tutti docet !). E comunque calma e gesso: un grandissimo della storia della politica, celebre per la sua affilatissima ironia, non sfoggiava spesso la celebre frase (mutuata, per sua stessa ammissione, dal cardinale Francesco Marchetti Selvaggiani, Vicario di Roma) <A pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso ci si indovina> ? PS – Per completare la sua “nuova opera” il Palmieri raccomanda: “E’ opportuno che si registri una folta partecipazione all suddetto bando. E tutti coloro che non riescono più a rintracciarlo, si rivolgano all’Ufficio Demanio per ottenere ogni legittima e dovuta informazione, necessaria ed utile per presentare nei tempi previsti i progetti. Mi auguro che ne arrivino una montagna”. Della serie: “Signori amministratori,ancora una volta avete provato a fare i furbi, ma pure stavolta vi è andata male”. Chiaro ? Diavolo di un Palmieri !!!

IL SALUTO MANCATO – Eh si, impossibile non arrestare il tempo, riavvolgere il nastro di un pomeriggio (recentissimo) trascorso con la tristezza stampata a fuoco sulla pelle e tornare all’intensità di un momento straordinario come quello della “città che s’è fermata per l’ultimo abbraccio ad uno dei suoi figli prediletti” Trcgiornale.it, 29 Marzo). Sicuro, momento indimenticabile. Che il bravissimo collega Antonio Bandinu ha descritto con stile leggero, scorrevole e toccante, riportando che “c’erano gli ex sindaci Fabrizio Barbaranelli, Valentino Carluccio e Pietro Tidei. Eppoi tanti amici, i colleghi dell’emittente TeleCivitavecchia, alcuni dei numerosi studenti passati nelle classi in cui Silvio ha insegnato dagli inizi degli anni ’80 fino alla pensione, Gianni De Paolis, Ettore Falzetti e moltissimi cittadini” (Ibidem). Eppoi il passaggio più significativo: “Non c’era invece nessuno dell’Amministrazione Comunale, nessuno che abbia voluto riconoscere l’importanza (oggettiva) dell’enorme lavoro di Serangeli, che tanto ha fatto per la cultura della nostra città. Nonostante quest’assenza la chiesa di San Gordiano era colma e parecchi sono rimasti fuori per riservargli l’ultimo saluto” (ibidem). Ecco, quel “nessuno dell’AC…” è una macchia che difficilmente chi amministra in questo sbiaditissimo periodo storico per Civitavecchia riuscirà a togliersi di dosso. Ha scritto, sempre su Trcgiornale.it, Maurizio Campogiani che l’intero territorio “non può non essere grato a Silvio Serangeli per aver espresso eccezionale valore intellettuale, enorme integrità morale e un così alto livello culturale da essere riconosciuto a livello internazionale. Eppoi – ha sottolineato ancora il giornalista – come non mettere in risalto la sua incessantea creatività che gli ha consentito di produrre trasmissioni quali “Terza Pagina”, “Rotosette”, “Almanacco”( in proposizione della storia recente della città attraverso la lettura delle pagine locali de Il Messaggero e Il Tempo degli anni ’50 e ’60) ed infine Album ?”. E ci piace financo ricordare le parole spese dal segretario del Pd, Piero Alessi: Silvio Serangeli è stato un osservatore attento dei costumi e della storia locale. Si è fatto conoscere a livello nazionale e mondiale per i suoi saggi e studi su Stendhal e con rara umiltà ha esplorato, con rigore e precisione, le pieghe, anche più nascoste, della nostra comunità nell’esercizio di un giornalismo colto ma soprattutto disponibile nel dare voce, e offrire il proprio microfono, ai chi in genere per estrazione o condizione sociale non aveva spazi e spesso non era accolto nei presunti salotti buoni della società cittadina” (Bignotizie.it, 26 Marzo). Stupenda, ed intensa, pure la <pennellata> di Fabrizio Barbaranelli: “Per tutti Silvio è stato una penna d’eccellenza, noto giornalista che in particolare su Trc ha dato un prezioso contributo per tramandare il ricordo degli eventi più significativi della nostra città, autore di importanti ricerche storiche” (ibidem).Può bastare ? Certo che no. Ma si deve. Non prima però di avere la sterminata consapevolezza che ci ha lasciati un instancabile nunzio dei luminosi valori civitavecchiesi, un fine esaltatore delle tradizioni locali più fulgide, un meraviglioso cultore della memoria storica di Civitavecchia. La stessa che non potrà mai avere l’attuale establishment di Palazzo del Pincio, che ha dimenticato di rendere il dovuto e giustissimo omaggio ad un gigantesco personaggio come Silvio Serangeli. SPLENDIDA DOMENICA, PIACEVOLE SETTIMANA E BUON TUTTO A TUTTI