Cattivi pensieri, di Giampiero Romiti. La Pasqua e l’inizio di una settimana di passione

Nuovo fondo del noto giornalista nella giornata in cui si celebra la Domenica della Resurrezione. Spazio ancora alla politica

CHE SETTIMANA DI PASSIONE…– …quella che immancabilmente s’è chiusa e che sappiamo benissimo quanto sia stata importante. L’abbiamo soprattutto vissuta attraverso la ricchezza dei suoi imprevedibili e “irrequieti” eventi, che si concedono (diciamo così) questa giornata di tregua per festeggiare la Resurrezione di Gesù . Giornata di pace e solenne, dunque: il profumo della primavera accarezza l’aria e fa respirare serenità. I sette giorni che da domani ci lasceremo alle spalle non permettono, tuttavia, di dimenticare due avvenimenti, che assolutamente non si perderanno tra le pieghe dell’indifferenza: pizze, uova ed abbacchio sono stati gli appetitosissimi benvenuti epperò non han potuto cancellare le difficili ore, anch’esse di passione tanto per restare in tema, trascorse dagli amministratori della città. Sottoposti a severe critiche e a un attacco micidiale da quattro notissimi personaggi, tre intellettuali ed un imprenditore. Hanno iniziato (martedì scorso) Fabrizio Barbaranelli, Enrico Ciancarini e Nicola Porro, i quali in maniera asciutta ma decisamente chiara e risentita si sono lamentati, in una lettera inviata ai media, della mancata risposta da parte dell’Amministrazione Comunale “alla proposta, sottoscritta da oltre 200 cittadini e indirizzata al Sindaco e ai capigruppo, di creare la biblioteca di Civitavecchia per ospitare scritti sulla nostra città, le opere dei nostri concittadini di ieri e di oggi e le raccolte di studiosi che vogliono effettuare donazioni, evitando così il rischio che un importante patrimonio storico e culturale vada perduto” (Trcgiornale.it, 12 Aprile). Detta proposta, per la cronaca, venne addirittura avanzata il 12 Aprile dell’anno del Signore 2021, ovvero esattamente dodici mesi or sono. Incredibile. Un silenzio lunghissimo. Incomprensibile. E non solo: ingiustificato. Al punto di costringere i tre firmatari della missiva ad azzardare che: “vogliamo sperare che non si tratti di un comportamento riservato a noi perché se così fosse sarebbe ancora più grave assumendo il carattere di una inaccettabile distinzione tra cittadini e farebbe anche sorgere una domanda inquietante: che bisogna fare per avere risposte dall’Amministrazione di Civitavecchia? Non vorremmo innescare una polemica, ma a distanza di un anno diventa difficile non porsi domande” (ibidem). E infine: “Continuiamo ad insistere e a sollecitare credendo nella bontà della proposta e continuiamo a credere che la cultura vada alimentata e sostenuta anche creando idonei strumenti. Attendiamo ancora che si passi a quella fase operativa che il Sindaco si era impegnato ad avviare nel corso di un incontro interlocutorio avvenuto nel mese di giugno dello stesso anno 2021” (ibidem). Be’, ci pare proprio che quanto riportato provi inconfutabilmente l’inconcepibile disinteresse dell’attuale classe dirigente del Pincio verso taluni aspetti di primaria importanza per la vita di una comunità. Tra cui la BIBLIOTECA (il maiuscolo è d’obbligo) fortemente e giustamente invocata perché è la casa madre della cultura e della memoria storica. Senza le quali la città e i suoi figli non hanno futuro. Lo capiranno i Tedesco’s men ? Festeggiato (accidenti) l’anniversario dell’interminabile oblio, sono giunte le devastanti dichiarazioni del giovane imprenditore Mario Benedetti, che hanno squarciato il pacioso silenzio di un mercoledì (quello passato) immerso in una insignificante monotonia e che, a dispetto del 13 appiccicato sulla sua pelle, s’è rivelato assai poco anzi per niente fortunato per l’establishment del Palazzo. Ha difatti sparato, testualmente, il Benedetti su facebook: Questa città (Civitavecchia – ndr -) è in mano a dei funzionari corrotti. Sono 10 anni che cercate mazzette e favori per le vostre famiglie. Io non mollo. Cambiano i politici ma chi comanda sono loro, dirigenti e funzionari. Io non capisco perché la Procura non interviene; sono pronto a far saltare il banco. Mi chiamassero in Procura così vedremmo chi è illegale in questa città”. Un bomba. Che naturalmente ha fatto tremare il Palazzo e che a tutti gli effetti potrebbe far saltare il tappo di un enorme vaso di Pandora, rimasto nascosto in chissà quale impolveratissimo angolo da quanto tempo. E dopo il post diventato, come ben si può immaginare, virale in un baleno, un ulteriore carico da undici è stato calato su Civonline.it (13 Aprile): “Gli uffici comunali fanno di tutto per mettermi i bastoni tra le ruote. Per aprire l’attività ogni anno devo affrontare un problema ed è un ostruzionismo contro il quale non si può continuare a combattere”. Che dire ? Semplicemente che spetterà adesso a chi di dovere di pesare le accuse dall’imprenditore. Accuse talmente gravi da non lasciare indifferente il titolare di commercio e urbanistica, Dimitri Vitali, secondo il quale Benedetti è una vita che passa per le forche caudine e per fare tali dichiarazioni evidentemente il suo stato di esasperazione ha superato il limite consentito” (Civonline.it, 13 Aprile). Affermazioni davvero singolari: significano, per caso, che Vitali sia a conoscenza di soprusi già perpetrati ai danni del feroce accusatore che “la città sia in mano a funzionari corrotti”? Il leghista ha poi concluso in tal modo: “Sono altresì convinto che questa amministrazione abbia e stia operando nella trasparenza più acclarata. Ma la politica si sa, e come è giusto che sia, non entra e non può entrare in vicende che spettano esclusivamente ai funzionari e ai dirigenti pubblici” (ibidem). Capito bene? I politici tutti angioletti e inconsapevoli di quel che succede nelle stanze degli assessorati, per Vitali. Che però scorda con troppa nonchalance che spetta loro tracciare gli atti di indirizzo. E questo vorrà dire qualcosa, o no ? FELICISSIMA PASQUA E BUON TUTTO A TUTTI.