Cattivi pensieri, di Giampiero Romiti. Il kingmaker del Pincio e il latino. Biodigestore, gli ambyenta(listi) della Regione hanno detto si

Nuovo fondo del noto giornalista, stavolta si parla del caso del Biodigestore e delle beghe politiche del Pincio

LA DIVERSITA’ TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE SECONDO MECOZZI – C’è e non potrebbe essere altrimenti, parola dell’estroso capogruppo del Polo Democratico-Lista Tedesco. Che, non va dimenticato, nella kermesse elettorale di due anni e mezzo fa ha calamitato una valanga di voti. E che, bisogna tenerlo bene a mente, viene considerato anche dagli addetti alle pulizie di Palazzo del Pincio (peraltro encomiabili per il brillante lavoro che producono) il kingmaker della maggior parte delle operazioni governative in quanto uomo di fiducia di un gigante dell’economia cittadina, addirittura per i più il numero uno in senso assoluto. Dunque un Mecozzi che conta parecchio e che quando si alza dal suo scranno per intervenire nel mezzo di una seduta del massimo consesso cittadino è in grado di polarizzare l’attenzione generale poiché da lui si attende immancabilmente qualcosa di elevato interesse. Ed è infatti quanto accaduto durante un recentissimo appuntamento consiliare, nel corso del quale rispondendo ad alcuni attacchi degli avversari (politici), ha inteso sottolineare la netta ed inconfutabile differenza esistente tra l’azione del governo (da lui rappresentato) mirata essenzialmente al meglio per la collettività e quella della minoranza. Dunque un parallelismo evidente che si sarebbe spento dopo qualche immancabile e naturale scambio di “complimenti” tra gli opposti schieramenti e che invece, meraviglia delle meraviglie, ha riservato una eccezionale, straordinaria, favolosa (e di aggettivi se ne potrebbero aggiungere altri cento –ndr -) sorpresa. Costituita dalla conclusione della dissertazione sulla già ricordata diversità tra i trionfatori della tornata elettorale e i perdenti , che Mecozzi al top di una irrefrenabile eccitazione oratoria, per ribadire la siderale differenza tra maggioranza e minoranza, ha reso esplosiva così: “ Il nostro MODUS OPERANDUS non ha nulla a che vedere con quello dei pidini, dei grillini e dei meloniani”. Allora ? Fantastico. “Neologizzare” una locuzione latina fin troppo nota è il massimo. A prescindere però da ogni malevolo, benevolo o indifferente commento che si voglia azzardare, va dato atto al Mecozzi che, a prescindere dalla divergente visione che li contraddistingue , la chiara dissomiglianza tra il MODUS del baldo Mirko e dei suoi alleati impegnati a renderlo OPERANDUS e quello dell’opposizione che si limita ad un usuale OPERANDI, esiste. Eccome !

CONFERENZA CAPIGRUPPO, IL PREFETTO Dà I NUMERI E DIVAMPA LA POLEMICA – Bene, anzi benissimo: ora sappiamo quale sia il quorum necessario per la validità delle sedute. Che ha infiammato a ripetizione la scena politica per il totale disaccordo tra la “Tedesco’s band” e i suoi antagonisti sul numero dei consiglieri che ne devono appunto garantire la regolarità. A sciogliere il nodo ci ha pensato il Prefetto indicando nel numero di 12 consiglieri la rappresentanza indispensabile per legittimare le riunioni. Al riguardo gli esponenti dell’opposizione (Attig, D’Antò, De Angelis, Di Gennaro, Frascarelli, Lecis, Lucernoni, Palombo, Piendibene, Scilipoti e Tarantino), che proprio al Prefetto si erano rivolti perché si facesse chiarezza sulla importantissima questione, in un comunicato sottolineano che “se la risposta scioglie l’intreccio tra norme e regolamenti, paradossalmente evidenzia ancor più un’anomalia politica, che pesa come un macigno e condiziona i destini e le scelte della nostra città. Ci riferiamo – rimarcano – alla condotta, a nostro giudizio indegna, del consigliere Vittorio Petrelli che, eletto tra le fila dell’opposizione e firmatario di un patto di apparentamento con la coalizione che aveva sostenuto la candidatura a sindaco di Carlo Tarantino, garantisce quella presenza in Conferenza Capigruppo che consente all’amministrazione Tedesco di proseguire una gestione che giudichiamo fallimentare e che, con il proprio voto in Consiglio, le consente di restare a galla”. Immediata la reazione dei “governanti” che , dopo aver ricordato alla minoranza “di aver perso un’altra occasione per tacere e quindi per non mostrare quell’atteggiamento farisaico e capzioso che invece spesso la contraddistingue”, si tuffano a “spaccacocomero” nella querelle della suddetta Conferenza Capigruppo megafonando che il dirigente dell’Area II (“Raccordo Enti Locali”), della Prefettura di Roma, Vice Prefetto Lo Giudice evidenzia che “Il regolamento del Consiglio Comunale di Civitavecchia e delle commissioni consiliari all’art. 45 dispone che alla conferenza dei capigruppo partecipa, quale componente di diritto, il sindaco. Per il quale – spiega tra l’altro il vice Prefetto – anche se le norme interne dell’Ente non sembrano escludere la possibilità di fare parte di un gruppo, si ritiene, in coerenza con pareri già resi da questa Direzione per situazioni analoghe, che l’eventuale iscrizione del sindaco ad un gruppo potrebbe incidere sul corretto e bilanciato esercizio delle funzioni di governo dell’Ente”. Sulla spinta della suddetta <valutazione>, osservano che “non vorremmo destare troppa sorpresa ai firmatari dello strampalato comunicato informandoli che Ernesto Tedesco è iscritto alla Lega, della quale peraltro è membro del Consiglio Nazionale”. Duro corpo a corpo dunque. Ma a prescindere dai colpi più o meno pesanti scambiatisi dalle due fazioni, non è secondario (anzi !) aggiungere la risposta ufficiale della Prefettura di Roma alla richiesta di “parere in ordine al quorum necessario per la validità delle sedute della conferenza dei capigruppo” e indirizzata al segretario generale dottor Pompeo Savarino. Ecco i punti indicati : 1)“Il Ministero dell’Interno ha dato atto delle osservazioni formulate dalla S.V. alla luce delle disposizioni statutarie e regolamentari dell’Ente, per le quali ha ritenuto che il Presidente del Consiglio Comunale non può far parte di alcun gruppo consiliare, al pari del Sindaco e, pertanto, entrambi non possono essere computati ai fini del calcolo del quorum strutturale per il funzionamento della Conferenza dei capigruppo”; 2) “Per effetto di tali disposizioni il quorum strutturale sarebbe di 12 consiglieri (rispetto ai 24 consiglieri più il Sindaco che compongono il Consiglio Comunale) mentre per gli esponenti occorrerebbe la presenza di tanti capigruppo che rappresentino almeno 13 consiglieri, rientrando nel computo anche il Presidente del Consiglio Comunale. Al riguardo il Ministero osserva che l’art. 38 comma 2 del decreto legislativo n. 267/00 demanda al regolamento, “nel quadro dei principi stabiliti dallo statuto”, la disciplina del funzionamento dei consigli”; 3)” I commi 3 e 4 del citato art. 38 prevedono la possibilità di costituzione dei gruppi, cui il presidente del consiglio, ai sensi del successivo art. 39, è tenuto ad assicurare “una adeguata e preventiva informazione”; 4) “Le problematiche relative alla costituzione ed al funzionamento dei gruppi consiliari (e della conferenza dei capigruppo) devono pertanto essere valutate alla stregua delle specifiche norme statutarie e regolamentari di cui l’Ente si è dotato”. Detto questo, ad onor di cronaca, resta quindi da ripetere fino alla noia che per dare vita alle strombazzatissime “adunate”, delle quali non si riesce in nessun caso a capire una mazza o appena qualche dettaglio di scarsissimo valore, di leaders dei gruppi ce ne vogliono dodici. Ed è questo il punto sul quale, con durezza, gli oppositori hanno picchiato: “la maggioranza senza l’aiuto di Petrelli non arriverebbe mai ad allestire una “Conferenza” per il semplice ma fondamentale motivo che non toccherebbe quota 12” (ossia il numero considerato così perfetto che , già che ci siamo, converrebbe giocarlo “primo estratto” sulla ruota di Roma: hai visto mai che si debba ringraziare il Prefetto per aver “soffiato” una ricca “dritta”). PS – Non finisce qui. Altro giro, altra replica. Tocca adesso al “capo” della lista civica “Ripartiamo dai cittadini”, Vittorio Petrelli. Che con (apparente) pacatezza sussurra: “Desidero nuovamente precisare quanto già dichiarato in passato e che mi spiace sia stato frettolosamente dimenticato dalla minoranza, che cita la mia persona con termini che ritengo offensivi e solo perché risulto non allineato ai desiderata di alcune forze politiche”. Aspettando che spieghi quali siano “i desiderata di alcune forze politiche” (cosa si nasconde dietro questi “desiderata” ? significa, Petrelli, che non abbia voluto condividere qualcosa di compromettente ? – ndr-) e chiedendosi “cosa c’è di <indegno> lavorare ed impegnarsi per risolvere i problemi dei cittadini”, il buon Vittorio scolpisce a chiarissime lettere una frase con non può passare certamente inosservata. Ossia: “E’ noto a tutti che la maggioranza Tedesco regge perché, nonostante una forza politica l’abbia abbandonata, ha ancora i numeri per poter governare: 13 componenti a fronte dei 12 dell’opposizione. Non mi risulta inoltre che la minoranza abbia effettuato un tentativo serio per promuovere lo scioglimento anticipato del Consiglio Comunale e anzi ho affermato che, qualora si fosse verificata questa evenienza, non sarebbe mancato il mio voto”. Ecco, ci fermiamo qui e non riportiamo il resto del suo intervento (che comunque è in bella vista sui quotidiani telematici e quindi a generale portata di lettura – ndr -): bastano e avanzano le parole suindicate perché lieviti la consapevolezza che si abbia a che fare con un degnissimo signore, che tuttavia con la politica non ha nulla a che vedere. Intanto perché il suo ammirevole obiettivo di “impegnarsi per risolvere i problemi dei cittadini” ha l’ampia possibilità di centrarlo abbandonando i banchi che si trovano alla sinistra della sua stella polare (Tedesco – ndr-) e prendere posto accanto a coloro che ormai puntualmente e sistematicamente appoggia : sarebbe un atto di apprezzabile coerenza, tanto più che si allontanerebbe da chi evidentemente (vedi sopra, carta canta… – ndr -) desiderava che “si allineasse ai desiderata di alcune forze politiche”. Infine si ha adesso la certezza assoluta che la folgorazione sulla via della maggioranza dev’essere stata davvero paralizzante, dato che (altra limpida affermazione ) prima che avvenisse se gli avessero chiesto di firmare per lo scioglimento del massimo consesso cittadino non si sarebbe tirato indietro. Altro da aggiungere ? Non scherziamo. Siamo al top. Vallo a trovare un altro Petrelli. Non ci fosse bisognerebbe inventarlo.

BIODIGESTORE, GLI AMBYENTA(LISTI) DELLA REGIONE HANNO DETTO Sì – Visto che al peggio non c’è mai fine, le truppe cammellate della Regione sono riuscite nella piramidale impresa di “benedire” il Biodigestore e fregarsene (mai come in questa occasione tale verbo si “sposa” con la scelta effettuata) dei pareri stracontrari del “nostro” Comune, dell’Asl Roma 4, della Sovrintendenza e addirittura della sentenza del Tar. Che proprio di recente aveva sonoramente bocciato la richiesta di Ambyenta Lazio (quella che vuole, fortissimamente, il biodigestore, tanto per intenderci – ndr -) avverso la variante al Prg “confezionata” dall’ex assessore all’urbanistica Leonardo Roscioni. Il quale, prima ancora che venisse espresso il “sì regionale”, aveva dichiarato: “A mio avviso la contrarietà della società al nostro Piano Regolatore Generale è insuperabile per concedere l’autorizzazione all’impianto. La conferma del Tar in questo senso è importante”. Ma tant’è, i signori della Pisana non hanno fatto una piega: per loro “accogliere” centoventimila (avete capito bene, 120.000) tonnellate l’anno di rifiuti umidi e l’interminabile via vai di mezzi pesanti carichi di “monnezza” di ogni tipo, è un toccasana per un territorio già martirizzato da un pauroso inquinamento atsmoferico e quindi aggiungere un’altra servitù – avranno pensato questi “scienziati” del chissenefrega della salute pubblica di comunissimi mortali, tenuti in considerazione soltanto quando si vota dopodiché liquidati con vomitevoli “ma chi siete ?” “cosa volete ?” “chi vi conosce ?” – non rappresenta assolutamente la fine del mondo. La Regione ha dunque detto “sì” (e vale la pena ripeterlo almeno un miliardo di volte) epperò non ha fatto i conti con la città. Che ha urlato un “No” che ha devastato i timpani anche agli eschimesi (che non sono proprio “vicini di casa”), a cominciare dal sindaco Ernesto Tedesco, meritevole di un oceanico applauso per aver espresso con forza e con la massima determinazione il proprio dissenso per una decisione decisamente inaccettabile. “La Conferenza dei servizi si è svolta in un clima surreale e ne è scaturito un provvedimento sicuramente pregiudizievole per la nostra città e per il nostro territorio. Mi avvarrò – ha messo in risalto – di tutti i poteri che la legge mi offre a tutela dell’ambiente e della salute dei miei concittadini. Contrasteremo con tutte le nostre forse e con tutti i mezzi a nostra disposizione presso le sedi competenti affinchè questo scempio non trovi attuazione”. E come ringraziamento per quanto ricevuto, Tedesco invia questo “cadeau” al cianuro alla Regione: “Tenuto conto altresì del parere espresso lo scorso 24 gennaio agli atti della Conferenza dei Servizi dal Dipartimento di prevenzione della Asl Rm4, ribadito in data 25 gennaio 2022, parere che si fonda sulle risultanze dello studio epidemiologico condotto dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale della Regione Lazio e che qui deve intendersi riportato e integralmente trascritto; ritenute insuperabili le criticità complessivamente prospettate dal parere stesso; ritenuto applicabile alla fattispecie in esame il Regio Decreto 27 luglio 1934 n. 1265 ai sensi dell’art 216, in qualità di Ufficiale Sanitario e nell’interesse della salute pubblica ritengo necessario vietare l’attivazione dell’impianto e in tal senso esprimo formalmente il suo divieto, anche ad integrazione del parere del rappresentante unico prot. 93343 del 25 novembre 2021”. Signori, presa di posizione non solo netta ma, e non è un’esagerazione, stratosferica: standing ovation per un Tedesco semplicemente immenso. E lo stesso trattamento va riservato pure al vice sindaco e assessore all’ambiente Manuel Magliani che non ha esitato ad affermare “ di aver sostenuto il sindaco con orgoglio nella scelta di invocare l’art. 216 del Regio Decreto del ’34, non per accettare una servitù bensì per vietarla” E infine: “ Questo progetto – lancia una frecciata velenosissima – va avanti da un anno e non c’è stata alcuna iniziativa da parte dell’opposizione locale, che è maggioranza in Regione, per scongiurarne l’approvazione. Tuttavia procediamo con decisione per porre rimedio ad una decisione scellerata, che vuole trasformare questo territorio in una pattumiera”. Ottimo e abbondante il Secondo Cittadino: applausi meritatissimi anche per lui e siccome all’orizzonte s’affacciano altri progetti che certamente non saranno una carezza per questa Civitavecchia, evidentemente considerata il ricettacolo del peggio alla millesima potenza, aspettiamo di poterci spellare le mani per la posizione che Magliani assumerà se detti progetti verranno riconosciuti dannosi come il Biodigestore. Dunque Sindaco e Vice. E poi ? Un coro, non esattamente degli Angeli che, per la cronaca, è stato registrato e inviato, elegantemente infiocchettato, al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Ecco le voci. 1) Piero Alessi, segretario Pd: “Il sì non è arrivato dalla Regione Lazio (già, forse da Marte ? –ndr -) ma dalla Conferenza dei Servizi”; 2) Patrizio Scilipoti e Stefano Giannini (Sinistra Popolare Pd): “Basta silenzio, serve opposizione fattiva”; 3) Città Futura: Imposizione inaccettabile, mobilitazione ad oltranza”; 4) Forza Italia:Pd E M5s non possono più dispensare lezioncine”; 5) Fratelli d’Italia: “Zingaretti vuole trasformare Civitavecchia nella discarica di Roma. Siamo pronti alla mobilitazione”; 6) D’Anto’, Lecis, Lucernoni (M5S): “ Siamo pesantemente perplessi. Il procedimento preso, peraltro neppure motivato, presenta diverse zone d’ombra. Offriamo subito il nostro supporto all’Amministrazione Comunale per mettere in atto tutte le azioni per stoppare questo inopportuno progetto”; 7) Forum Ambientalista: “ Ci aspettiamo che tutti i partiti, unanimamente contrari, non appena il provvedimento diverrà autorizzatorio, procedano in autotutela all’annullamento dello stesso”; 8) Comitati <Mi rifiuto>, <Piazza 048>, <Le Ordite>, <Città Futura>, <Rete delle Associazioni>, <Prc>: “Decisione intollerabile, appoggeremo ogni ricorso in sede giudiziaria”; 9) Cgil:Un impianto di quella portata sarebbe un colpo di grazia al territorio alla vigilia della Carbon Exit, che dovrebbe restituire vivibilità e prospettive di sviluppo diverse e green al comprensorio”; 10 ) Daniele Giannini (Consigliere regionale della Lega, membro della commissione Sanità): “Prosegue l’atteggiamento arrogante della Regione Lazio che sul fronte rifiuti ignora qualsiasi parere sanitario, ambientalistico, archeologico e sociale e va dritta per la sua strada imponendo scelte unilaterali senza rispetto per i territori”. PS – All’appello non sono mancati i consiglieri regionali De Paolis (Lista Zingaretti) e Porrello (M5S) che hanno annunciato di aver giù presentato una mozione. “Ovviamente contro il biodigestore “, sottolineano . Beh, il primo commento che ci viene in mente di fare e da dedicare ad entrambi è che sicuramente avrebbero fatto meglio ad annunciare l’uscita dalla maggioranza. Ancora silenzio assoluto invece da parte della consigliera regionale, esponente di Italia Viva, Marietta Tidei. Buona domenica e buon tutto a tutti.