Cattivi pensieri, di Giampiero Romiti. Gran viavai all’Hotel Csp. Palagalli, il declino continua. Il caso Tosini

Nuovo fondo del noto giornalista. Si parla della "cacciata" di Carbone, delle condizioni strutturali dello Stadio del Nuoto e di politica

IL PALAGALLI CONTINUA A NUOTARE NEL DETERIORAMENTO – Siamo ad un’altra puntata della incredibile storia del tempio acquatico, nato per rappresentare un vanto della città da sempre legata a doppia mandata ad una disciplina, la pallanuoto, senza dubbio (insieme al pugilato ed ora al surf) regina indiscussa di un settore, lo sport, capace di essere ammirato a livello mondiale. Inaugurato col nome semplice ma appropriato di Stadio del Nuoto grazie alla splendida intuizione dell’ex sindaco Alessio De Sio, divenuto poi PalaGalli in onore (e a suo imperituro ricordo) del fuoriclasse rosso celeste, l’impianto vive un momento così drammatico da far temere che la sua sorte sia indelebilmente segnata da vari e inconcepibili (principalmente per assurda testardaggine) motivi. I principali ? Ne potremmo elencare molti, tra cui financo l’inservibile azione del cosiddetto “Comitato di Pubblica Salvezza” che non può assolutamente arrestare la lenta epperò inesauribile agonia dell’immobile, condannato al definitivo disfacimento senza gli urgentissimi interventi ripetutamente richiesti. Ma, questo il punto, è il proprietario del PalaGalli (ossia il Comune) il protagonista assoluto di un inaccettabile indecisionismo di cui potrebbe (vogliamo augurarci che avvii senza perdere ancora tempo prezioso l’opera della sua generale risistemazione) rivelarsi responsabile senza uno straccio di attenuante. La domanda sorge spontanea: come si fa a chiudere gli occhi sull’evidenza accecante, figlia di sopralluoghi di fior di tecnici che hanno affondato il dito nelle innumerevoli piaghe che stanno devastando il PalaGalli? Già la scorsa settimana abbiamo portato alla ribalta una dettagliatissima relazione confezionata da due tecnici di provata e indiscussa competenza. Da allora (e se ne sono accumulati di anni !!!) quali interventi sono stati effettuati per rimediare ad una situazione considerata “così grave che se non fosse stata rapidamente affrontata sarebbe potuta deperire a tal punto da rendere la struttura inutilizzata “?” Praticamente zero. Dice: possibile ? Certo che sì. E la prova provata che il gestore del PalaGalli, la ex SNC, avesse il sentore che qualcosa non funzionasse “sboccia” da un documento (leggi accertamento) inviato il 29 Gennaio 2020 (non un secolo fa !!!) all’allora assessore ai Lavori Pubblici, D’Ottavio, peraltro già presidente del club rossoceleste, con oggetto “Stadio del Nuoto, urgenti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria”. Ebbene cosa emerge dalla “radiografia” realizzata da un tecnico della maggiore ditta nazionale (e di spessore internazionale) specializzata in installazione di piscine ? Preceduti dalla raccomandazione di agire tempestivamente (quante volte è stata fatta ? ma tant’è: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire), quanto i punti su cui rivolgere la massima attenzione: 1) Sostituzione della sabbia nei filtri, alcuni oramai “impaccati” e quindi solidificati; il ciclo di filtrazione non rispetta le normative vigenti per piscine pubbliche; 2) Vanno sostituite le tubazioni in ferro, ormai corrose, di immissione d’acqua calda con altre di tipo PVCC adatte per il medesimo uso; questa corrosione genera l’ingresso in vasca di particelle che vanno a depositarsi sul telo di fondo che presenta vistose chiazze di colore marrone in prossimità delle bocchette di mandata; 3) Il pontone necessita di immediati interventi essendoci una grossa apertura nella parte immersa che potrebbe costituire vistosa insidia e quindi provocare infortuni; 4) La struttura perimetrale, in acciaio, va controllata; come da istruzioni, rilasciate in sede di consegna e collaudo, ogni cinque anni richiede accertamenti dall’interno, a piscina vuota, e dall’esterno (cavedio); serve un controllo accurato delle giunzioni pannelli e bisogna attuare idonea sigillatura; detta struttura, flessibile, tollera eventuali micromovimenti che inevitabilmente si producono nel tempo. Allora delegato allo sport Matteo Iacomelli ? Quando vuole entrambe le relazioni ( la presente e la precedente) sono a sua disposizione. Ma a pensarci bene proprio quella attuale non possiamo credere che le sia sconosciuta perché dev’essere stato il solerte (sic!) D’Ottavio (berlusconiano sfegatato come lei) a sollecitare il tecnico di redigerla dettagliatamente. Insomma, esimio delegato, di fronte ai quattro drammatici “punti” suesposti non osiamo immaginarla in preda ad uno tsunami di stupore: sa benissimo che il PalaGalli versa in condizioni disastrose e malgrado ciò… E tornando alla odierna relazione esposta, dev’essere stata propria questa ad indurre D’Ottavio a richiedere la “famosa” somma di 150.000 (centocinquantamila) euro “per sanare carenze strutturali del PalaGalli” che finalmente conosciamo e che, se ancora trascurate, potrebbero far colare a picco la struttura. Iacomelli, vogliamo ancora insistere con la demenziale trovata del “dover salvare il salvabile” ricorrendo ad un Comitato, che si autoincensa con la risibile narrazione (che non manca di dar da bere ai gonzi che gli danno credito) di essere “il salvatore dello sport”. Dimenticando che nuoto e la gloriosa (di un tempo !!!) pallanuoto (le principali discipline che si praticano nella megapiscina di Campo dell’Oro) non hanno alcuna possibilità di salvezza se non si salva il PalaGalli. Visto quante volte sono stati ripetuti parole e verbo “salvezza”, “salvatore”, “salvare” ? Parecchie. Ed è quindi sperabile che finalmente se ne sia assimilato il significato. Che fa a cazzotti con l’azione fragile come un fuscello che sta accompagnando l’impianto alla distruzione. PS – Sarebbe davvero inammissibile se sindaco, delegato allo sport e consiglieri comunali (di maggioranza e d’opposizione) insistessero a fare il verso alle tre scimmiette. Continuare a “non vedere-non sentire-non parlare” darebbe il colpo di grazia al PalaGalli.

BIODIGESTORE ADDIO GRAZIE A ROSCIONI – Il bello di una imprevista, radiosa quotidianità, è vivaddio una goduria. Assolutamente. E ancor più quando la sorpresa (stupenda !) riguarda un tema ambientale, assai importante, che per una larga fetta di tempo ha tenuto in apprensione la comunità. Sappiamo benissimo quanto si sia discusso del probabile insediamento nel nostro territorio di un “meraviglioso capolavoro tecnologico” chiamato Biodigestore. E ancor meglio abbiamo immediatamente registrato (per fortuna !) le perplessità dell’assessore all’urbanistica Leonardo Roscioni, convinto che ci fosse la concreta possibilità di opporsi all’ennesima servitù, che avrebbe reso, al solito, Civitavecchia vittima della volontà altrui di disporne a proprio piacimento. E a Roscioni dobbiamo dare atto di aver svolto un ruolo essenziale o meglio determinante perché l’impianto trovasse la strada sbarrata. In che senso ? Grazie alla sua operazione incisiva che, dall’alto di una comprovata perizia in materia, ha varato una variante con cui si è modificato l’articolo 22 delle norme tecniche di Attuazione al Piano Regionale Generale di Civitavecchia. In virtù di tale variante, vige adesso il principio che “negli ambiti di zone industriali ricadenti all’interno del perimetro del centro urbano è esclusa la realizzazione di impianti per lo stoccaggio, il trattamento e lo smaltimento di rifiuti solidi urbani e di liquami di rifiuti speciali o pericolosi, con la sola eccezione degli impianti di depurazione collegati alla rete fognaria pubblica”. Piazzato quindi dall’avvocato Roscioni un magistrale “colpo da maestro”, che al tempo stesso si è rivelato un favoloso assist per la commissione urbanistica, presieduta dal leghista Raffaelle Cacciapuoti, la quale ha deliberato il “rosso” al Biodigestore.

GRAN VIAVAI ALL’HOTEL “CSP” – Porte girevoli impazzite all’albergo (senza stelle) della municipalizzata di Villa Albani. Andirivieni senza un attimo di pausa: roba da giramento di occhi e non solo… Poi in rapida successione a minuti interminabili di calma piatta è seguito un trambusto scioccante: diretto come un treno verso l’uscita , scatolone in mano, è apparso l’avvocato Antonio Carbone, scopertosi inaspettatamente “ex” presidente dopo aver aperto la pesantissima busta contenente l’annuncio (chilometrico e a quanto pare senza risparmio di pesanti “rimproveri” che potrebbero avere un seguito giudiziario) del suo immediato ed umiliante licenziamento. Fulmine a ciel sereno ? Chissà. Ma quel che non può passare inosservato è che una trombatura così clamorosa, paradosso dei paradossi, arriva da chi, il sindaco Tedesco, lo aveva incoronato presidente ritenendolo il manager ideale per rimettere in sesto la scombiccherata azienda. Dunque situazione schizofrenica ? Bè… Tra qualche giorno, comunque, si capirà meglio il perché di una decisione così drastica da parte del Primo Cittadino. Gli immancabili retroscenisti malignano che Tedesco il repulisti in Consiglio Comunale (fuori assessori meloniani e “svoltisti” – Galizia e Grasso – con conseguente passaggio all’opposizione dei vari Palombo, Frascarelli ed Attig) l’abbia replicato in Csp cacciando appunto Carbone, che nella passata kermesse amministrativa s’era presentato nella lista “massimiliangrassiana” non ottenendo però i voti indipensabili per occupare uno scranno all’Aula Pucci (viene tuttavia rilevato- dai profondi conoscitori del“Pincismo” e dintorni- che tra Carbone presidente e Grasso assessore, dopo la luna di miele iniziale, i rapporti idilliaci non furono idilliaci). Carbone fuori dunque e poi ? Presto detto: le porte hanno continuano a mulinare velocemente e a varcare la soglia dello “zerostellato” hotel Csp è stato il giovane avvocato Fabrizio Longarini, che con passo svelto ha raggiunto la stanza riservata al membro del Cda, rimasta vuota fin dalla nomina del presidente ora defenestrato e della dottoressa Valentina Sanfelice di Bagnoli: siamo insomma al punto di partenza poiché come prima più di prima manca sempre una tessera per il definitivo completamento del mosaico dello stato maggiore della partecipata. Riguardo a Longarini sembrerebbe che la scelta abbia fatto toccare il cielo con un dito alla premiata ditta del “Polo DemocraticoLista Tedesco” se è vero che hanno manifestato soddisfazione il coordinatore Mirko Cerrone, i consiglieri Mirko Mecozzi e Barbara La Rosa e il vicesindaco-assessore all’ambiente Manuel Magliani. I quali, tuttavia, non si sono allargati e quanto pare a ragione veduta: boatos degni di robusta credibilità spifferano che una megafesta avverrà solo dopo la nomina del numero uno di Csp. Perché mai, vi chiederete ? Corre voce che in pole position si trovi un altro grande, grosso e potente “affiliato” del “dream team PDLT”, capitanato da un autentico pezzo da novanta dell’establishment che, sembrerebbe, ha la forza di muovere i fili di un’ampia fetta del sistema politico-finanziario cittadino.

PER TUTTI I GUSTI – Massì, è stata una settimana piena zeppa di notizie e, se così possiamo o vogliamo chiamarli, di avvenimenti. Di tutto di più: prese di posizione, critiche, repliche al cianuro, commenti abrasivi e via dicendo. E, schiacciando l’acceleratore, cercheremo di mettere in fila ciò che crediamo abbia maggiormente interessato i cittadini. FICONCELLA – Attacco frontale dei grillini alla maggioranza centro destrorsa per il degrado che ormai da tempo invade l’impianto, i cui cancelli sono “lucchettati”. “Invitiamo chi ci governa a far sì che l’area venga tenuta almeno in condizioni decenti. Si tratta forse di un’inaccettabile richiesta?”, reclamano i consiglieri pentastellati. Immediata la reazione del gruppo leghista, che accusa i rappresentanti del M5S di “ignorare le norme vigenti “. Evidenziano difatti che “in base al Dpcm del 24/10/2020, valido fino a Pasqua, i centri termali, salvo quelli con presidio sanitario, non possono essere fruibili dal pubblico e pertanto restano chiusi”. Non fa una grinza la sottolineatura dei “salviniani”, ma pure lo sfalcio delle erbacce (ormai diventate padrone assolute del sito ) rientra nel divieto del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ? FABIANA ATTIG – La pasionaria de “La Svolta” non finisce mai di sorprendere e puntualmente trova la maniera di movimentare la scena politica con scoppiettanti interventi. Come questo che ha fatto rumore e che riportiamo senza cambiare una virgola: “A nessun sindaco tranne che a Tedesco sarebbe mai passato per la testa di accettare un invito da parte di Tirreno Power che, con arroganza e spregio della volontà del Consiglio Comunale, invita il legale tutore di quegli atti, appunto il Primo Cittadino, per mostrare il suo progetto di riconversione del quarto gruppo a gas. Che nei fatti non dovrebbe più esistere”. Ognuno la pensi come meglio creda, ci mancherebbe. Epperò è fuori discussione che il passaggio all’opposizione di una consigliera tanto battagliera quanto preparata quale la Attig non rappresenta assolutamente un buon “affare” per la striminzita coalizione che guida la città. E c’è da giurare che di volta in volta, ovvero nel corso delle sedute consiliari che si terranno, ne vedremo delle belle.

IL PD FAVOREVOLE ALL’EOLICO OFF SHORE – Non hanno dubbi i pidini Marina De Angelis, Marco Di Gennaro, Marco Piendibene e Patrizio Scilipoti: è ottima l’idea del sindaco Tedesco riguardo al ricorso dell’eolico off shore con l’utilizzo dell’idrogeno green. Ma, con orgoglio, rivendicano che la “pensata tedeschiana” ricalca quanto in precedenza indicato nella mozione “griffata Scilipoti”, che auspichiamo venga discussa e votata al più presto”. E sottolineano: “Nella suindicata mozione si chiede di rendicontare e relazionare delle azioni intraprese per scongiurare la costruzione di impianti a turbogas di Enel e Tirreno Power. Ribadiamo che il Consiglio ha approvato un chiarissimo odg dal quale Tedesco non può e non deve prescindere: si tratta di un impegno esplicito che ci sentiamo di ricordarglielo. E proprio il sindaco ha l’irripetibile chance di far valere la posizione di Civitavecchia, che ha già dato molto e troppo, interloquendo in modo diretto col Ministro dello Sviluppo Economico Giorgetti, suo collega di partito”. Che dire ? Il quartetto del Pd non ha sbagliato un solo accordo. Riuscirà ad emularlo la Tedesco’s band ?

LO SVILUPPO NON PASSA PER IL GAS” – Incasellato nelle virgolette è il mantra di Associazioni Ambientaliste e di Commercianti, Partiti, Rappresentanti Istituzionali e Sindacati. I quali, spinti da un sempre più crescente seguito (e naturalmente consenso) popolare, puntano l’indice contro chi, con martellante insistenza, sparge il concetto che “si è obbligati ad utilizzare il gas nelle locali centrali per garantire la sicurezza del sistema elettrico nazionale, in attesa della transizione energetica con fonti rinnovabili”. “In sostanza – tuonano i contestatori di codesta corrente di pensiero – ai signori così affascinati dalla cosiddetta “transizione” poco o niente interessa che si brucerebbero ancora fossili per anni”. E proseguono: “Gli stessi divulgatori di pensieri tanto inaccettabili insinuano, inoltre, che la diatriba del gas è fuorviante, dimenticando volutamente che al contrario lo sviluppo del territorio passa per la seguente discriminante: oltre a rigenerare e tutelare l’ambiente con quel che ne consegue in termini di vivibilità e quindi di rilancio delle attività produttive (turismo, commercio, artigianato, manifattura, logistica), solo l’utilizzo di energie alternative può offrire filiere produttive e buona occupazione oltre dieci volte quella prevista dal turbogas ad alta automazione”. Osservazioni limpide, indubbiamente. Che naturalmente scivoleranno addosso ai supporters dei poteri forti, cultori del profitto. Ma quest’ultimi non troverebbero sicuramente terreno fertile se dovessero fare i conti con una mobilitazione generale (assolutamente pacifica !!!) dei veri, indiscutibili e sacrosanti proprietari di questo territorio che sono i cittadini civitavecchiesi. Possibile che un piccolo gigantesco particolare del genere continui a non frullare nella testolina dei nostri amatissimi Sindaco e Assessore all’ambiente ? M5S :

“NE’ STUPORE NE’ RAMMARICO PER LA TOSINI” – Le notizie rimbalzate dalla Regione Lazio, riguardanti la dirigente, nota per aver ricoperto il ruolo di assessore all’ambiente di una delle giunte Tidei, non hanno minimamente scosso i consiglieri “pincioti” di fede grillina. “Per noi – affermano all’unisono D’Antò, Lucernoni e Lecissi tratta di una circostanza di scarsa importanza. Non nascondiamo, tuttavia, di avere spesso avuto delle perplessità sull’operato della Tosini relativamente a molteplici vicende concernenti il nostro territorio e in particolare la questione della discarica di Fosso del Crepacuore. Ricordiamo, difatti, che a fine 2015 fu proprio lei, con un assurbo colpo di mano, a togliere la gestione del sito ad HCS per affidarla senza alcuna evidenza pubblica alla MAD”: Vanno avanti e affondano: “Tale operazione, che negli anni successivi ha incrementato i guadagni della suddetta società, rischiò fortemente di far precipitare Civitavecchia nell’emergenza rifiuti”. Infine: “ Aspettiamo che la giustizia compia il suo corso individuando eventuali responsabilità, che potranno coinvolgere anche altri soggetti e siamo sicuri che da oggi la nostra città avrà qualche possibilità in più di evitare soprusi ambientali calati dall’alto”. Oplà, come di consueto il veleno sta nella coda. Cosa avrà voluto sottintendere la troika del M5S? Mah. A rifletterci però, aleggiano tuttora dei progetti, arrembanti anzichenò, che svolazzano in attesa di atterrare e financo di ammarare quaggiù. E si dà il caso che aspettino il via libera dalla Regione. Allora? Mica teneri ‘sti pentastellati…