Cattivi pensieri, di Giampiero Romiti. “Ernesto il Temporeggiatore” e “Grasso-Zarathustra”. Csp, Porto, Palagalli: l’anno che verrà

Nuovo appuntamento con l'editoriale del noto giornalista. Si parla di politica e delle tematiche più importanti di fine e nuovo anno

CSP / 1, ASPETTANDO GENNAIO 2021 – Tutto come prima più di prima. Ovvero: la speranzosa attesa che la recentissima assemblea dei soci potesse regalare una schiarita sulla tormentatissima municipalizzata, è andata miseramente delusa. Resta soltanto (e tra poco ne parleremo) un raggio di sole incapace però di riscaldare come meriterebbero i raggelatissimi (dalla terribile paura di andare incontro a qualcosa di spiacevole) dipendenti che, pertanto, continuano a tremare come foglie secche. Saranno insomma un Natale senza voglia di galoppare nelle sconfinate praterie dei sogni in tecnicolor ed un Capodanno immerso nel silenzio di uno stand by nemico della tranquillità. Che si protrarrà fino all’ultima settimana di Gennaio 2021 allorquando si terrà presso uno studio notarile un incontro (di nuovo alla presenza di  sindaco e vice – Tedesco e Magliani –  e degli assessori Daniele Barbieri e Norberta Pietroni – rispettivamente alle partecipate e al bilancio -) “per valutare tempi e modi delle iniziative da adottare – ha rimarcato il Primo Cittadino – alla luce del parere depositato e delle necessarie attività amministrative”. E il motivo di tale slittamento alla fine del primo mese dell’anno che verrà ? Anzitutto perché Tedesco ha aggiunto alcune “pennellate” che modellano il “quadro” precedentemente “dipinto” da Grasso, che sembrava non avesse bisogno di alcun ritocco. Invece è arrivato l’intervento ritenuto necessario “in quanto esiste una possibile alternativa alla cosiddetta ricapitalizzazione senza indugio – questa la prima “macchia di colore” che salta all’occhio – attraverso quanto previsto nel decreto 23 dell’8 aprile scorso (“misure urgenti anti Covid”) che agevola l’operazione di ripianamento”.  In base a ciò è stato prodotto un parere (notarile) secondo il quale è possibile ricomprendere nella fattispecie anche le perdite accumulate nel 2019, che non è stato possibile appianare nell’anno corrente. Tedesco quindi ha completato la sua opera con un “tocco” definitivo “dovuto al fatto – ha così spiegato il sorprendente guizzo – che la ricapitalizzazione è utile solo ai fini di una continuità aziendale per cui le possibilità che offre la legislazione vigente consentono di avere margini anche temporali di maggiore respiro”. Tutto rimandato, dunque. E non è mancato chi ha masticato amaro per un simile traccheggiamento. E al tempo stesso trovato pure modo, facendo il verso al famoso generale romano Q. Fabio Massimo, di definire il sindaco “Ernesto il Temporeggiatore”.

CSP / 2, RABBIA E INCREDULITA’ – “Quanto dichiarato dall’Amministrazione Comunale, all’indomani dell’assemblea di Csp, lascia interdetti per la superficialità con cui si diramano certi messaggi all’esterno: prima di tutto ai creditori, quindi agli stessi dipendenti, infine a chiunque abbia a cuore le sorti della muncipalizzata”. Livido come una melanzana, l’ex responsabile dell’azienda di Villa Albani, Massimiliano Grasso, esala queste parole durissime. Che, però, non si esauriscono di punto in bianco: sono il preludio di una serie di attacchi che bruceranno di sicuro sulla pelle dei “proprietari” di Palazzo del Pincio. E con una botta di sana presunzione, arriva la sottolineatura che “l’unica spiegazione possibile è che, pur di non affermare di aver proceduto come ho sempre sostenuto, si sia voluta promulgare una comunicazione diversa”. Hai capito l’adorabile “bigamo” politico (Svolta e FdI per lui sono due passioni irrinunciabili ) che ha sparigliato le carte della maggioranza centrodestrorsa ? Spara a palle incatenate, soprattutto contro il suo nemico numero uno, l’avvocato Tedesco, la cui sagoma, ad altezza naturale, non è escluso si trovi ai piedi del lettone matrimoniale del fu vice sindaco e venga da mane a sera bersagliata da migliaia di freccette manco fosse una bambola voodoo. Rapidissima la successione dei colpi: nullo il rischio di inceppamento. “Il sindaco si meraviglia che sia stata seguita solo la strada dell’immediata ricapitalizzazione ? – digrigna i denti ed esplode – Ma come si fa a non capire o a fingere di non sapere che ci troviamo di fronte ad una società che allo stato attuale, secondo il codice civile, sarebbe da sciogliere ? E che il tema è solo uno e si riduce ad una semplice domanda: si vuole salvare o far fallire Csp ?”. E ancora, a ritmi sempre più incalzanti: “Pure il finanziamento bancario, introdotto ad arte dall’emendamento del consigliere Perello, è sempre stato un falso problema perché serve per garantire una migliore gestione finanziaria, non la sopravvivenza di Csp. Per quest’ultima bastano i nuovi contratti di servizio che devono essere immediatamente sottoscritti e avviati. Tutto il resto sono chiacchiere”. Che si fa ? Azzardiamo un “Così parlò Grasso-Zarathustra ?” Calma e gesso, inutile agitarsi prima del dovuto. Per ora basta e avanza una sola considerazione: sindaco e vice hanno aspettato di trovarsi l’uno contro l’altro armato per raccontare di tutto e di più (e chissà quanto dovrà ancora traboccare da questo “Pozzo di San Patrizio” che è Csp) di una storia non esattamente di ordinaria follia tenuto conto che è a rischio la tranquillità di quattrocento dipendenti. Sarebbe stato più opportuno che un confronto, seppure serrato, si fosse sviluppato prima per almeno due ovvi  e “salutari” motivi: per pianificare con maggiore oculatezza una situazione davvero complicata e sfanculare quei  tuttologi un tanto al chilo capaci di propinare il nulla, che torna utile al proprio tornaconto ma non offre alcuna sicurezza a chi chiede soltanto di non essere scippato del posto di lavoro.

CSP / 3, COLPI&CONTRACCOLPI – Tedesco e Grasso dunque, ma non solo. Csp finisce ne mirino anche degli esponenti di “Svolta” e Fratelli d’Italia e del neo assessore Barbieri. Facile immaginare le rispettive posizioni. Che comunque sarà bene portare alla luce per rendersi conto che ormai le due fazioni si guardano così in cagnesco che ogni occasione è e sarà buona per farsi guerra.  Preso atto delle dichiarazioni del Sindaco, “meloniani” e “svoltisti” tuonano: “non vengano in mente a nessuno soluzioni diverse da quelle indicate dal consiglio comunale con la delibera 78 sulla ricapitalizzazione”. Fin troppo facile che siamo soltanto agli inizi di una stagione contrassegnata da violenti scontri tra ex alleati. Ma proprio l’assemblea dei  soci, che ha innescato il duro corpo a corpo tra Tedesco e Grasso, è stata l’occasione del debutto ufficiale sulla scena politica locale dell’avvocato Barbieri. Il quale, con nonchalance (di facciata ?), ha sussurrato: “Il parere depositato dal Sindaco rappresenta un ulteriore strumento in mano all’Amministrazione Comunale per consentire quel bilancio della società e dei servizi erogati che tutti auspicano”. E precisa, stavolta girando la manopola per aumentare il volume della voce: “L’intervento normativo previsto non autorizza strade alternative come sostiene Grasso, ma idonee soluzioni ai problemi che l’emergenza Covid ha generato in maniera particolare nelle municipalizzate. Un maggiore efficientamento dei servizi e la salvaguardia occupazionale restano la stella polare dell’azione della maggioranza”. E qui arriva la stoccata all’ex vice sindaco: “Se ciò non è stato pienamente afferrato da Grasso, dipende forse dal fatto che gli hanno riportato l’esito dell’assemblea solo in modo parziale e capzioso. Mi chiedo infatti, visto che non era tra i presenti,  come faccia a sapere cosa è stato o non verbalizzato”. Gira e rigira, siamo sempre lì: scontro aperto, anzi apertissimo. Epperò vale la pena ripeterlo: sarebbe un’irresponsabilità  imperdonabile se la sanguinosa faida tra (ex) parenti (centrodestrorsi) diventati velenosissimi serpenti determinasse il fallimento della partecipata e strappasse un sorriso beffardo a quella maledettissima strega chiamata disoccupazione.

L’ANNO CHE VERRA’ – Pochi giorni ancora e , più uniti che mai, saluteremo con un sonorissimo vaffanculo questo “Venti- Venti” che di guai ne ha prodotti a getto continuo. E aggrappati alla speranza di trovarci al fianco di un 2021 in grado di regalare tranquillità e gioia di vivere, sarà possibile un tuffo in una quotidianità che si preannuncia vibrante e ricca di contenuti di rilevanza se non proprio capitale sicuramente notevole. L’attenzione si poserà, tanto per gradire (sic!), su: politica, sviluppo e impiantistica sportiva. Mica robetta. E  gioverà fin da subito scaldare il motore dell’interesse. Cosa succederà dalle parti dell’Aula Pucci, “regno” del massimo consesso cittadino ? C’è una maggioranza in fibrillazione, che dovrà fare i conti con un’opposizione “armata fino ai denti” e irrobustitasi notevolmente con l’innesto di tre consiglieri, Attig-Frascarelli-Palombo, che promettono fuoco e fiamme. Sorprese ed imprevisti sono tuttavia dietro l’angolo. E la variabile impazzita, che rinvigorirebbe quel che resta della coalizione centrodestrorsa (indebolita dallo strappo con FdI) , potrebbe essere il civico Petrelli, il quale secondo la sua predisposizione a salire con una certa naturalezza sul carro del vincitore (il suo “sì” alla riconversione a carbone s’è forse perso tra le pieghe della smemoratezza ?) metterebbe al sicuro la Tedesco’s band,  che con 14 (quattordici) voti garantiti si (ri)troverebbe in una sorta di botte di ferro. Circa lo sviluppo, lo sguardo è totalmente rivolto verso Molo Vespucci, laddove, nel cuore dello scalo marittimo, fa bella mostra di sé la sede dell’Authority. Che avvierà il “new deal” sotto l’egida del nuovo presidente Musolino, reduce dai fasti veneziani (così si dice e c’è da esserne felici), che succede a Di Majo considerato una nullità dall’intellighenzia della portualità civitavecchiese. Cosa dobbiamo aspettarci da questo cambiamento ? Sicuramente il meglio del meglio, poiché senza il sostanzioso apporto dello scalo è pura illusione sperare nel decollo o quanto meno nella buona salute dell’economia cittadina. Lunga vita e successi scintillanti a Musolino, dunque ! L’inizio dell’anno nuovo, tanto per non farsi mancare nulla, avrà il suo bel daffare anche con il “caso” Palagalli. Che, tanto per essere chiari, non è di poco conto e sarebbe inconcepibile se l’amministrazione comunale lo tenesse in scarsa considerazione. Dalle notizie emerse recentemente, sembra che l’AC stia accarezzando l’idea di affidarnee alla troika Snc-Coser-Centumcellae la gestione.  La quale, si sa, comporta sforzi economici  assai impegnativi e che,  stando alle dichiarazioni rilasciate dal delegato allo sport Matteo Iacomelli, verrebbero “ammortizzati” da due sponsor eccellenti quali Enel ed Acea: elettricità ed acqua sarebbero pertanto… aggratis! Nulla da eccepire, per carità: plausibile la scelta dei due colossi che, però, tratto il dado, potrebbero essere chiamati ad offrire il loro sostanzioso apporto pure a tutte le altre discipline dell’universo sportivo locale. E questo sarà un argomento che avremo modo di sviluppare in seguito. Per il momento resta solo da chiedersi in base a quale ferrea convinzione l’Amministrazione Comunale abbia deciso di reiterare l’affidamento del PalaGalli (che, guai a dimenticarlo, il precedente gestore non lo ha “curato” in maniera inappuntabile) senza indire un regolare bando pubblico, che – oltre a rivelarsi il mezzo più logico e addirittura legittimo – garantirebbe la efficiente (finalmente !!!) manutenzione della struttura, il totale controllo sulla stessa e, naturalmente, in caso di evidenti e clamorose inadempienze (come già accaduto, vogliamo forse farle passare in cavalleria?) l’attuazione di provvedimenti anche drastici. Vabbè, fermiamoci qui. Ben sapendo però che è soltanto una brevissima pausa. Peraltro provvidenziale perché ci consente di augurare a tutti un FELICISSIMO ANNO NUOVO.