Cattivi pensieri, di Giampiero Romiti. Csp: fra sciopero e revisori a cui…non tornano i conti. PalaGalli&muri cadenti

Nuovo fondo del noto giornalista. Spazio alle vicende legate alla partecipata comunale ma anche alla politica e all'impiantistica sportiva

DE PAOLIS VS MAGLIANI, QUAL E’ LA VERITA’ ? – Scempio ambientale alla Valle del Marangone ? Le proteste continuano a rimbombare, i lavori eseguiti hanno fatto gridare allo scandalo, una larghissima fetta dei tesori incastonati nella stupenda zona strappata via da incompetenza e pressapochismo, le splendide (e rare) specie animali “scippate” del loro habitat: la lista degli orrori finisce qui ma a detta degli esperti potrebbe allungarsi ancora a dismisura. Agraria nel mirino, di conseguenza, di onorabili difensori della natura, di comuni cittadini, di esponenti politici e soprattutto di Manuel Magliani: un tiro al bersaglio senza un attimo di pausa, velenosissimi i colpi a ripetizione. Durissima in particolare la presa di posizione dell’Assessore (nonché vice sindaco) e dev’essere stata proprio questa, che ha scatenato la tempestosa reazione del presidente dell’Associazione, Daniele De Paolis. Che proprio su Magliani ha scaricato una serie di accuse oltremodo pesanti. A cominciare dalla clamorosa affermazione che “non è stato riscontrato alcun illecito nella zona in questione e fa fede al riguardo – ecco la sottolineatura che non può non destare scalpore – il verbale sottoscritto dallo stesso assessore. In caso contrario, i luoghi considerati deturpati sarebbero stati posti sotto sequestro”.Pertanto – insiste De Paolisè stata raccontata una storiella da quattro soldi e per giunta completamente inesistente, con buona pace di Magliani, il quale, chissà perché, canta vittoria per un provvedimento , frutto esclusivamente della sua fervida fantasia”. Eh sì, non ci va leggero il numero uno dell’Agraria. Che, tuttavia, non si ferma e conclude fissando tre punti capaci, addirittura, di far esplodere una polemica dagli effetti imprevedibili e comunque assolutamente non trascurabili. “Anzi tutto – attacca l’effervescente De Paolis – si tenga bene a mente che i lavori non sono stati sospesi su decisione del Consiglio Comunale, ma semplicemente perché il vincolo della ZPS (Zona a Protezione Speciale – ndr -) arresta ogni attività ad una certa scadenza temporale. In secondo luogo i tecnici regionali non hanno evidenziato né accertato nulla di irregolare; infine nessuna infrazione è stata riscontrata e, come già ricordato, varrà la pena ribadire , perché non finisca qualunquisticamente nel dimenticatoio come potrebbe far comodo, che lo stesso Magliani lo ha riconosciuto nella relazione redatta di suo pugno, ragion per cui non sono stati bloccati i lavori. Tutto ciò – arriva la conclusione che non è uno sparo nel buio ma mirato con precisione chirurgica – significa che l’assessore ha preferito rifugiarsi in un politichese che non sa recitare neppure a memoria non avendone la capacità”. C’è poco da fare, sfogo durissimo e attacco al vetriolo. Che, giocoforza, innescano alcune considerazioni o meglio impongono obbligatoriamente delle domande. 1) Il presidente dell’Agraria, Daniele De Paolis, s’è inventato tutto di sana pianta ? 2) L’assessore all’ambiente e vice sindaco, Manuel Magliani, nel rapporto stilato ha escluso illeciti ? 3) Dal sopralluogo dei tecnici regionali non è emerso nulla di stravolgente ? 4) Le documentazioni fotografiche di esponenti di Fare Verde, di associazioni ambientaliste e financo di comuni mortali “inorriditi” dal disastro generato da ruspe e altri macchinari, sono dei volgarissimi “montaggi” per creare il chiassosissimo caso che sta tenendo banco da parecchie settimane in qua ? Sarebbe inconcepibile se non arrivassero risposte secche, dettagliate e dunque straprecise. E soprattutto se non si appurasse chi, tra Magliani e De Paolis, alteri la verità o peggio ancora cerchi di ciurlare nel manico.

CSP/1, SCIOPERO E CONFRONTO TRA SINDACATI E TEDESCO – E’ stato un inizio di settimana a braccia incrociate di una parte dei dipendenti della municipalizzata e i sindacati (Cgil Fp, Uil Trasporti e Uil Tucs, Usb e Ugl tra l’altro esprimono solidarietà ai partecipanti alla manifestazione che avrebbero ricevuto pressioni per disertarla ) ribadiscono a chiarissime lettere i motivi per i quali s’è scelto di adottare la linea dura nei confronti del Comune: (1) mancata ricapitalizzazione; (2) mantenimento dei contratti di servizio in fase di reinternalizzazione; (3) assenza del socio unico alle convocazioni e ai lavori della Commissione Paritetica. Insomma una situazione che i promotori della protesta ritengono delicata e che non lascia certamente presagire un futuro roseo per l’azienda- “Vero, siamo molto preoccupati – sibila Sergio Muratore (Cgil Fp) e chiediamo la messa in sicurezza dei conti della partecipata ed essenzialmente che i lavoratori svolgano la propria attività quotidiana in piena serenità”. Gli fa eco Flavio Zeppa (Usb), rimarcando che “l’obiettivo è e resta la salvaguardia dei servizi pubblici perché se ciò non avvenisse gli svantaggi per lavoratori e cittadini sarebbero enormi”. Infine la “pasionaria” dell’Ugl, Fabiana Attig, attribuisce un grosso significato allo sciopero “effettuato per rivendicare che l’Esecutivo ormai da mesi sta viaggiando alla cieca e non si capisce quale sia la sua meta. Ci troviamo – evidenzia – in una fase di stallo preoccupante e per di più è stato modificato un atto del Consiglio Comunale con una delibera di giunta semplicemente e assolutamente inammissibile. Non si può né si deve ancora temporeggiare, il sindaco e i suoi fedelissimi ci facciano capire cosa abbiano in mente per presente e futuro di Csp”. Al termine della manifestazione (svoltasi sotto Palazzo del Pincio) una delegazione delle OOSS è stata ricevuta dall’avvocato Tedesco che si è impegnato a convocare nella prima decade di Giugno un tavolo di concertazione, intorno al quale si troveranno tutte le categorie, i sindacati e i componenti il consiglio di amministrazione della municipalizzata. Che dire ? Mah, per sperare che il quadro della situazione offra spunti interessanti bisogna attendere qualche settimana ancora. Dopodichè si potrà azzardare qual è e soprattutto sarà il reale stato di Csp, il cui acronimo finalmente si presterà a siffatta felicissima traduzione: “Civitavecchia Situazione Promettente”. PS – La scaramanzia non guasta mai e allora sotto con una bella ed energica grattata di zebedei.

CSP/2, LUNGARINI: “ MANIFESTAZIONE STRUMENTALE” – Hanno, dunque, incrociato le braccia i “cisipini” ma non “intenerito” il presidente Fabrizio Lungarini che ha liquidato la “faccenda” con un commento che si presta a far divampare una sanguinosa polemica. Le parole, difatti, talvolta sono pietre laceranti e il numero uno dell’azienda di Villa Albani, scagliandole con estrema precisione e chiarezza, potrebbe esserci riuscito perfettamente. Non ha infatti esitato a manifestare il proprio disappunto riguardo alla serrata,rilevando che “i sindacati dovrebbero aiutarci invece di organizzare scioperi strumentali”. Mica tenero, pertanto, il successore di Carbone; al contrario duro come una lastra d’acciaio: considerare strumentale una manifestazione allestita per reclamare diritti sacrosanti, che sono poi la struttura portante della società (che di preoccupanti segni di cedimenti ne presenta a iosa) , non può davvero essere reputato un complimento. E non attenua simile affermazione, la seconda parte (chiamiamola pure così) dell’esternazione di Lungarini, che con altrettanta limpidezza sottolinea :” stiamo portando avanti un lavoro molto importante e non ho compreso le ragioni dello sciopero. Non ci sono indicazioni di prossime privatizzazioni di servizi – insiste – e inoltre mi sembra che lo stipendio non manchi a nessun dipendente. Puntiamo a portare l’azienda in equilibrio finanziario entro la fine dell’anno – conclude – e forse riusciremo a determinare anche un leggero utile”. Meglio non avrebbe potuto esprimersi, il presidente. Che mostra ottimismo ed è un buon segno. Ma siccome ci troviamo soltanto agli inizi del “new deal lungariniano” forse sarebbe bene non distribuire facili illusioni perché spesso avviene (e per quanto riguarda Csp è sperabile l’esatto contrario) che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Che la sua gestione sia zeppa di successi e colossali soddisfazioni, avvocato Lungarini. In culo alla balena ! PS – In riferimento allo sciopero di martedì scorso, il management dell’azienda di Villa Albani riporta che l’astensione dal lavoro ha riguardato il 17,63% dei dipendenti ossia 61 (sessantuno) : su 346 (trecentoquarantasei).

CSP/3, TRA I REVISORI NON TORNANO I… CONTI – Calma e gesso: niente di catastrofico. Epperò neppure di trascurabile. Perché adesso l’importante Collegio della municipalizzata si trova nella poco piacevole condizione di essere rimasto orfano di un importante membro. Ha infatti rassegnato le dimissioni (per motivi personali, evidentemente rilevanti) Paola Perroni ed ora l’organo di controllo interno della gestione amministrativa di Csp si avvale del presidente Sergio Osimo e di Gennaro Coscia. I quali, secondo rumors che godono di robusta attendibilità, starebbero valutando di seguire la Parroni. In tal caso, se dovessero anch’essi abbandonare l’incarico, crollerebbe un’intera, imprescindibile “armatura” della partecipata, creando una situazione di evidente complessità. Per la cronaca, stando sempre ad insistenti mormorii , i Revisori dei Conti negli ultimi mesi avrebbero ripetutamente “avvertito” Sindaco (in qualità di rappresentante del Comune-socio unico di Csp) e Cda della traballante situazione finanziaria. Sos a quanto pare non raccolto ed ecco la ragione per cui l’azienda potrebbe adesso correre il rischio di ritrovarsi priva di eccellenti e affidabili competenti in revisione contabile. PS – Allora: dobbiamo continuare a parlare e scrivere di “Civitavecchia Servizi Pubblici” oppure di “Civitavecchia Senza Pace” ?

DI TUTTO DI PEGGIO /1, TIR & “MONNEZZA” – Tuonano i rappresentanti di Fratelli d’Italia: “Non è possibile che su via Terme di Traiano si verifichi il penoso “spettacolo” della presenza assai ingombrante di enormi veicoli, stracarichi di rifiuti provenienti dalla Capitale (e da Aprilia), che oltre a rendere caoitico e pericoloso il traffico, spargono miasmi nauseabondi per la disperazione degli abitanti della zona. Come se non bastasse il loro passaggio e soprattutto la loro pesantezza non è un <massaggio> distensivo per il manto stradale che in più parti si ritrova scalfito in maniera evidente e profonda”. Aggiungono, inoltre, i “meloniani”: “ Sia a nord che a sud della nostra città sono ben visibili cartelli stradali che limitano l’accesso e il transito di mezzi pesanti con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate. Viene rispettato e soprattutto controllato tale peso ?”. Non c’è dubbio, protesta più che plausibile. Però c’è un però. Ovvero: al momento dell’annuncio che una “porzione” (mica esigua!) dei rifiuti di Roma andavano conferiti a Civitavecchia s’era parlato di un’ordinanza con la quale i Tir non avrebbero dovuto neppure sfiorare la città, ma raggiungere la discarica percorrendo esclusivamente l’autostrada. Evidentemente detta ordinanza non è stata mai firmata ed ecco quindi che su via Terme di Traiano si verifica l’insidiosissimo andirivieni di questi colossi stracolmi di spazzatura, che rendono la trafficatissima arteria ad alto rischio e, non bastasse, pure un “monnezzaro”.

DI TUTTO DI PEGGIO /2, PALAGALLI & MURI CADENTI – E’ accaduto all’improvviso all’interno dello spogliatoio riservato alle donne. Nella zona dove sono installate le apparecchiature asciugacapelli, azionate da un paio di ragazze appena uscite dalla doccia, s’è letteralmente staccata una “fetta” di parete, che soltanto per un fortunatissimo caso e per la prontezza delle malcapitate di evitare di venirne travolte non si sono registrate gravi conseguenze. Domanda: se nello stesso momento e spazio si fossero trovate delle bambine adesso staremmo a parlare di un incidente di quali dimensioni ? Certo, tutto bene quel che finisce bene, ma l’episodio -riportato con dovizia di particolari in larga ed ineccepibile evidenza da Il Messaggero (“Palagalli, cede un muro: Sos manutenzione” – ndr -) – non può né deve assolutamente passare in sottordine (o perfino trascurato e peggio ancora snobbato) perché è soltanto uno dei tantissimi “parenti stretti” della assurda fatiscenza della struttura di giorno in giorno sempre più fragile (e rischiosa per chi la frequenta). Abbiamo detto “assurda” e in effetti l’inammissibile livello raggiunto non può non chiamare in causa gli amministratori comunali (“proprietari” della struttura ), che insistono a tenere chiusi gli occhi dinanzi ad una straprecaria situazione (ormai in lento e inesorabile disfacimento, peraltro già annunciato da innegabili relazioni di super esperti del settore), pensando (male anzi malissimo !) di aver partorito una straordinaria alzata di ingegno affidando il PalaGalli ad un Comitato il cui compito da svolgere nessuno ha ancora capito quale sia, visto che la manutenzione parrebbe una autentica astrattezza (e il servizio redatto da Il Messaggero lo attesta chiaramente – ndr -). Pertanto, restando in tema Comitato, riteniamo opportuno che qualcuno spieghi per quale motivo si sia ricorsi ad un espediente di totale inefficacia. E questo perché non è stata adottata la sola ed unica soluzione in grado di salvare lo sport acquatico cittadino (nuoto e pallanuoto) ossia la chiusura temporanea del PalaGalli per effettuare la sistemazione delle decrepite parti interne (oltre all’efficientamento energetico di cui tutti si riempiono la bocca, ma che è l’ultimissimo problema dello Stadio in quanto il più agevole da eseguire) che cadono a pezzi e che le già ricordate relazioni stilate da ipercompetenti hanno ritenuto necessarie di urgentissima sistemazione pena il definitivo degradamento. Delegato allo sport Matteo Iacomelli, quale miracoloso intervento sta aspettando (o invocando ?) che si verifichi ? Sa com’è, se la panacea dei mali del Palagalli doveva risultare il Comitato, non resta che piangere”.