Cattivi pensieri, di Giampiero Romiti. Cda Ater monocolore. FI e FdI ai ferri corti. Biodigestore e gas, due partite delicate

Nuovo fondo del noto giornalista. Si parla di politica e di possibili nuovi insediamenti sul territorio

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ANDREA RIGA (PD) SU, LEGA E FI ATER(RA) – Il bello della politica? Unico. Eccitante. Non son tutte rose e fiori, però. Basta poco, ad esempio, che parenti (stretti) di maggioranza diventino velenosissimi serpenti e anziché andare d’amore e d’accordo, almeno per il momento, si guardino in cagnesco. E’ accaduto che uno stimato avvocato, Andrea Riga, venga nominato membro del CdA dell’Ater e improvvisamente il cielo sereno sopra Palazzo del Pincio si riempia di nuvoloni. Operazione di routine, nell’ambito del definitivo assemblaggio dell’establischment Dell’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale ? Certamente sì, ma a far storcere il naso ed incuneare il dubbio che “magheggi” tra forze distinte e distanti della Pisana abbiano spianato la strada dell’investitura del Riga, ha increspato l’aria fino a renderla rarefatta e dunque difficilmente respirabile. Tra le varie doti del nuovo consigliere d’amministrazione figura pure quella di essere un fedelissimo di Pietro Tidei e di avere partecipato,con la “casacca” del Pd, alla scorsa kermesse amministrativa, che ha portato Ernesto Tedesco alla guida della città. Comunque, restando al “succo” della vicenda, il neo entrato nel Cda dell’Ater sarebbe espressione della minoranza della Regione. E questo, se vogliamo è davvero il massimo dei paradossi perché, chiaro come due più due che assolutamente deve dare un quattro tondo tondo, come è possible che un professionista degno della massima considerazione finchè si vuole, epperò con sangue pidino che gli scorre nelle vene, possa (o debba) essere considerato tra gli oppositori di chi “dirige la musica”? Le perplessità hanno iniziato a scorrere come fiumi in piena e i dubbi a straripare fino, addirittura, a far inisinuare un “biscotto” tra Forza Italia e il Pd. “Un’infamità”, “hanno immediatamente reagito i berlusconiani con in testa il proprio capogruppo Pino Simeone”. “Notizia priva del pur minimo fondamento – ha bofonchiato – E per giunta figlia di una ricostruzione fantastica di collegamenti astrusi di qualche giornalista , arrivato a sostenere la sussistenza di spostamenti di esponenti azzurri verso il centrosinistra”. Vicenda alquanto libidinosa, soprattutto per i retroscenisti politici che da mane a sera vanno a caccia di sfiziosità per costruirci, poi, intorno fantasticherie iperstraordinarie. Vera o no la voce strisciata dopo l’incoronazione del Riga, i big della Lega hanno masticato amaro e ammesso “ di essere rimasti perplessi sentendo dire, con una certa insistenza , che la scelta del suindicato per l’incarico, abbondamente descritto, sia maturata su “invito” di Forza Italia”. Ciononostante i salviniani – pur mettendo subito in chiaro di avere ingoiato il rospo e di non ritenersi soddisfatti e tranquilli fintantoché non fossero “illuminati” tutti i contorni dell’episodio certamente non marginale- hanno sottolineato : “ di dissociarsi dalle notizie fantasiose messe in giro e di contare in una secca smentita da parte dei nostri alleati di Forza Italia, non foss’altro perché l’avvocato Riga è notoriamente collocato nel Pd. Inoltre – chiudono – attendiamo pure una smentita da parte dei rappresentanti della Lista Tedesco sulle ricostruzioni, che vogliamo definire bizzarre (perché inverosimili ? – ndr -), che li vorrebbero sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda di un ex sindaco del Pd”. Bè, lo ripetiamo, se non è il bello della politica tutto questo, non sapremmo proprio individuarne uno migliore. Siamo al capolavoro del detto e non detto; del “mi fido ma forse è meglio stare in campana”; della solita lagna di addossare le maggiori responsabilità ai giornalisti che però tutto possono combinare meno che inventarsi di sana pianta notizie di assoluto rilievo. E, per finire, quel che più conta (almeno a nostro avviso e non è escluso che potremmo sbagliare per la semplice ragione che non siamo il Vangelo) è che il blocco di granito del centrodestra, trionfatore delle amministrative, ha iniziato a perdere consistenza con l’addio di Fratelli d’Italia e quel che resta continua a mostrare un’irrequietezza che non lascia vaticinare cieli stellati, montagne verdi e prati in fiore.

FORZA ITALIA E FRATELLI D’ITALIA AI FERRI CORTI – Tirati in ballo nella nomina di Riga, i berlusconiani hanno sparato una reazione così prorompente che se ne avvertiranno i contraccolpi per chissà quanto tempo. Ci sa tanto che ne leggeremo delle belle e , chissà, sarà il classico romanzo dello “sputtanamento” tra coloro che non più tardi di pochi anni fa sgambettavano lungo le strade cittadine a braccetto, sorridenti e in preda ad un’overdose di beatitudine. “ Non stupisce che le rozzi e malinformate illazioni – cannoneggiano i maggiorenti di Forza Italiaprovengano da ambienti vicini a coloro , tanto per dirne una, che hanno occupato non solo ogni poltrona ma anche gli strapuntini di Csp: dai dirigenti ai sindacalisti, ai presidenti, ai revisori, ai consulenti”. Antipasto appetitoso, non c’è dubbio. Ma siamo solo ad un assaggio ancorchè sfizioso. Il menù si presenta ricco di squisitezze da sturbo. Ed ecco infatti che arriva un “primo”, elaborato sicuramente da uno chef stellato. “Qualcuno potrebbe affermare – debordano gli azzurri – che quanto attuato nella municipalizzata dovesse essere replicato con la Giunta ? Fratelli d’Italia sappia tuttavia che i patti, quelli veri, dicevano altro di quello che raccontano alcuni suoi esponenti con lamentazioni e polemiche di basso profilo. Invece c’è chi, quando FI è rimasta con tre consiglieri, si è dimesso dall’incarico senza piangere e ci riferiamo a D’Ottavio. Ed è questa la differenza tra FdI e FI: noi non siamo attaccati alle poltrone e ancor meno al potere”. A seguire, un “secondo” altrettanto cucinato al bacio. “Stop alle accuse incredibili – sibilano i forzisti – Le malelingue sostengono che un membro del CdA di Ater di competenza di FI sia stato dirottato sul Pd? Ma ci facciano il piacere. E se proprio intendiamo infiammare questa polemica, allora ci chiediamo e chiediamo se i posti da dirigenti in ADSP (Autorità Portuale , tanto per capire meglio- ndr -) sono anche quelli in quota partitica. Tempo al tempo però, chiederemo spiegazioni a chi di dovere”. Dunque: antipasto, “primo” e “secondo” gradevoli anzichenò. E il dessert, il caffè e l’ammazzacaffè? Niente di tutto ciò. Ed è questa la clamorosa variabile di una chiusura più che canonica di un pranzo così prelibato e “arricchito” da staffilate mica da ridere dei forzisti ai meloniani. Vabbè, cos’è stato servito allora per concludere il particolarissimo attovagliamento ? Incredibilmente stricnina doc fortunatamente non ingurgitata dagli “italianfratelli ,ma che vale la pena trasformare magicamente in parole assai esplicative. E che non si prestano alle più svariate interpretazioni. “Cogliamo l’occasione –sbottano i forzisti – di rallegrarci per un importante contributo di soldi pubblici arrivato nelle casse di un piccolo gruppo editoriale locale, grazie all’intervento del sottosegretario con delega al settore (parlamentare del Pd- ndr-) che avrebbe dato così una mano a qualcuno di… destra”. Difficile digerirle le numerose “squisitezze” elencate, vi sembra ? E difatti i notabili di FdI hanno ribattuto con decisione, rilevando anzitutto che “evidentemente il partito berlusconiano è precipitato in un preoccupante stato confusionale”. Preludio niente male di una serie di precisazioni che faranno la gioia dei propri supporters. “E’ altrettanto palese – vibrano le corde vocali dei replicanti – il clima di reciproca diffidenza e di sospetto che regna in quel che resta della maggioranza del sindaco Tedesco. Affermano, gli azzurri, di non essere interessati al potere e guarda caso gli attacchi contro di noi figurano in un documento firmato da due assessori, un presidente del consiglio comunale e poltronisti vari: roba da matti, una penosa farsa”. E per concludere: “Forza Italia potrebbe ormai candidare Giuda che dichiari di non essere interessato ai 30 denari e accusi qualcun altro per il tradimento. Ma tant’è, tutti hanno capito che FI è sull’orlo di una crisi di nervi e cerca di trascinare chicchessia nel baratro in cui è precipitata con dichiarazioni farneticanti che noi tranquillamente rispediamo al mittente”. Giudicare un incontro così ravvicinato e ricco di durissimi colpi e contraccolpi, sarebbe da presuntuosi. Però c’è un però : il fiume di parole al veleno che con una veemenza impetuosa hanno allagato la scena politica, non sono forse sufficienti per convincersi che parlare ancora di centrodestra indistruttibile sia alquanto imbarazzante ?

M5S: “BIODIGESTORE ? UN INSULTO ALLA CITTA’” – Ormai è storia impolverata. E tuttavia attuale. Ambyenta – già nota alle cronache locali, per aver mesi or sono manifestato l’intenzione di piazzare in località Monna Felicita un Biodigestore ed ottenuto un secco no principalmente dall’assessore all’urbanistica Leonardo Roscioni – è tornata alla carica. Per l’azienda, che di Santi in Paradiso deve averne, il progetto s’ha da fare e stavolta, tessendone lodi sperticate (validità e rischi zero di inquinamento), il desideratissimo progetto lo ha sottoposto all’attenzione dei tecnici della Regione Lazio. “Roba” curiosa o meglio una sorta di gioco dell’oca: evidentemente dopo il diniego ottenuto in prima battuta dall’Amministrazione “Pinciota”, saranno stati sicuramente sondati tanti altri siti laziali, ma con risultati assolutamente deludenti e così, alla fine, si è tornati alla casella iniziale ossia a Civitavecchia. E ancora una volta è arrivato un “No” capace di mandare in frantumi una lastra di cristallo manco fosse stato un acuto del leggendario Pavarotti. E’ stata infatti la Giunta, allineata e coperta, a girare il pollice verso il basso, insieme al trio meravigliao Tedesco-Magliani-Roscioni. Per dirla con Ligabue, “niente paura” dunque ? “Manco per idea – sparano i pentastellati – pensare all’insediamento di un impianto di trattamento di rifiuti organici da 120.000 (centoventimila) tonnellate è un insulto alla città e al suo comprensorio”. “Fa piacere – ribadiscono – sapere che Tedesco&C. abbiano espresso netto dissenso, ma non è sufficiente dirsi contrari a chiacchiere e prepararsi a scaricare colpe su altri Enti (il riferimento alla Regione Lazio non è casuale – ndr -). Per opporsi concretamente al progetto, il sindaco può e deve sottoporre al Consiglio Comunale una variante che faccia definitivamente allontanare il rischio di simili impianti sul territorio”. Infine perché il grido d’allarme abbia gli effetti sperati, i grillini invitano Roscioni “ad utilizzare le competenze in materia di pianificazione urbanistica della città” e soprattutto Tedesco “ad usare tutto il potere a sua disposizione, compreso quello di autorità sanitaria”. Andrà così ? E’ la speranza dei pentastellati e dei cittadini, che non ne possono più di essere asfissiati dalle servitù. E se andasse così, secondo quanto “ricamato” alla Pisana da Ambyenta, “Civitavecchia rinuncerà ad un progetto perfetto, efficientissimo e in grado di far impennare benessere collettivo e occupazione”. Nulla da obiettare. Ma dal 1970 ad oggi quante se ne sono sentite di parole altrettanto melodiose?

PER LA REGIONE “LAUDATO SI’” IL GAS A TVN ? – Stupore e rabbia, incredulità e nervi a fior di pelle, eco che dalle stanze della Pisana cavalca nelle praterie celesti e raggiunge ogni angolo dello Stivale (ne parleremo tra poco): “SOLE” e “CITTA’ FUTURA” su tutte le furie per un incontro, a loro detta non solo singolare ma principalmente incredibile, tenutosi di recente alla Regione Lazio. Le due associazioni ambientaliste, impegnatissime nella lotta contro le fonti fossili e a favore delle rinnovabili, esplodono all’unisono: “Ma l’Ente guidato da Zingaretti sa di cosa parla l’enciclica “Laudato Si’”?. E’ a conoscenza che forse si tratta di uno dei documenti, prodotto negli ultimi anni, maggiormente a sostegno dell’ecologia integrale, dell’ambiente e ostile alle fonti fossili ?”. Eppoi con incisività incalzante: “ La Regione Lazio non solo dimostra di non conoscerla (l’enciclica – ndr -), ma per oltraggiarla (testuale – ndr -) meglio invita in un Convegno il presidente di Enel Italia, Carlo Tamburi, che si permette di asserire che la sostenibilità ambientale passa attraverso le nuove centrali a gas”. Insomma un vero “caso” se è vero che ha trovato spazio sulla stampa nazionale (come sopra accennato – ndr -) ed in particolare su Il Fatto Quotidiano in lungo articolo di Tomaso Montanari, che ha riportato testualmente le parole di Mario Agostinelli, già ricercatore dell’Enea e vicepresidente dell’associazione “Laudato Si’”. Eccole: “A Civitavecchia gli operai metalmeccanici della Fiom facevano sciopero davanti alle ciminiere della Centrale di Torrevaldaliga Nord per chiedere salute, lavoro e transizione energetica dal carbone alle rinnovabili. E tanto per rimarcare le distanze tra mondo reale,che ha a cuore le future generazioni, e una politica distratta dall’interesse corrente, nelle stesse ore il presidente di Enel Italia, Carlo Tamburi, teneva invece a ribadire che sarebbe la combustione del gas (!) la via nazionale della sostenibilità”. Ecco, abbiamo semplicemente riportato quello che avviene nelle alte sfere dove non si dà peso alle concrete, inconfutabili esigenze di un territorio massacrato per oltre settanta anni e che ha il sacrosanto diritto di pretendere di non essere più schiavo delle lobby. E al riguardo non si capisce perché sindaco e assessore all’ambiente (avvocati Tedesco e Magliani) indugino ad organizzare una mobilitazione (assolutamente pacifica, ed è la millesima volta che lo ribadiamo) generale per far capire all’Enel (alla Regione e financo al Governo alla luce dell’istituzione del Ministero della Transizione Ecologica) che Civitavecchia non è più disposta a subire imposizioni alle quali ha pagato un prezzo incalcolabile in termini di salute pubblica. Cos’è che frena primo e secondo cittadino ? Difficile dirlo. Ma sapendo che, legittimamente, i loro orizzonti politici sono molto lunghi, allora facciano tesoro di uno dei più famosi proverbi napoletani: “Chi nun tene coraggio non se cocca ch’ ‘e femmene belle” (Chi non ha coraggio non va a letto con le belle donne). E i cittadini che votano e vantano una memoria da elefante, sono “femmene belle”. Anzi bellissime.