Cattivi pensieri, di Giampiero Romiti. Biodigestore, e la chiamano unità d’intenti

Nuovo editoriale del noto giornalista. Questa settimana si parla della questione biodigestore

BIODIGESTORE. E LA CHIAMANO UNITA’ DI INTENTI/1 –Senza voler gonfiare i “cosiddetti”, ripercorrendo dall’inizio la “storia” dell’impianto griffato Ambyenta Lazio, ci limitiamo ad osservare che l’intero arco consiliare (ovvero, a scanso di fraintendimenti, sia i Tedesco’s boys che i propri antagonisti), subito dopo la “sentenza” della Conferenza dei Servizi favorevole all’installazione della gigantesca struttura in quel di Monna Felicita, all’unisono ha mandato in frantumi le vetrate dell’Aula Pucci e dell’intero Palazzo del Pincio urlando che “tutti insieme appassionatamente” avrebbero armato tanto di quel casino (quelli bravi scriverebbero “avrebbero fatto un quarantotto”) da rendere durissima la vita all’intera maggioranza “zingarettiana” della Regione Lazio. E difatti è andata che sono state organizzate manifestazioni con la M maiuscola, petizioni che hanno raccolto (e ancora continuano) migliaia di firme, incontri ravvicinati tra i sindaci del comprensorio (Tolfa, Allumiere, Tarquinia, Monte Romano, Santa Marinella e naturalmente Civitavecchia): insomma una mobilitazione effervescente e financo significativa visto che ha portato al Consiglio Comunale aperto. E qui è cascato l’asino. Perché, calato il sipario sulla massima assise, è esploso il finimondo tra le varie fazioni partitiche che, tra rinfacciamenti aspri ed umilianti, hanno dato (e reso trasparente) la scadentissima misura della classe dirigente (politica) che la città si ritrova.

BIODIGESTORE. E LA CHIAMANO UNITA’ DI INTENTI/2 –A dare senza indugio fuoco alle polveri, gli esponenti della maggioranza. I quali (appena poche ore dopo il suddetto Consiglio aperto !) si sono affrettati a dichiarare che “La seduta ha raggiunto almeno in parte l’obiettivo che si prefissava: accertare le responsabilità per proseguire con maggiore chiarezza la battaglia contro un progetto scellerato e che va rigettato. Battaglia nella quale il territorio, abbiamo appreso, sarà unito. Ma, se un marziano distratto con la sua navicella fosse atterrato all’aula Pucci forse avrebbe avuto difficoltà a individuare le responsabilità. E allora, prima di iniziare la battaglia unitaria, è il caso di ribadire che non ci sono dubbi sul fatto che la responsabilità politica di non aver fermato prima questo progetto sia di Pd e M5 che <guidano> la Regione Lazio, che poi in consiglio comunale sono all’opposizione. Sono peraltro le stesse responsabilità politiche formali e sostanziali che si ripetono nel caso del parere positivo alla commissione Via sul gas a Tvn. Ora che i campi sono chiari, che il punto fermo lo abbiamo messo, cercheremo la soluzione e cioè l’annullamento in autotutela degli atti chiesto dal sindaco. Ma chi è stato fino ad ora parte del problema, magari a 9.000 euro al mese, eviti di farci lezioni” (Trcgiornale.it). PS – Be’, non si può non riconoscere ai “governanti” di casa nostra di aver colto al volo l’occasione per assaltare la fortezza regionale pidin-grillina (strano però che abbiano dimenticanto che nella stanza dei bottoni siede pure qualche “renziano”!) e per evidenziare lo stipendio da fame (sic!!!) che “gonfia” il conto in banca dei consiglieri della Pisana. Attirando immediatamente la reazione dapprima di Pd, Lista Tarantino e Movimento 5 Stelle.

BIODIGESTORE. E LA CHIAMANO UNITA’ DI INTENTI/3 –E allora cominciamo con gli “enricolettiani” Piendibene, De Angelis, Di Gennaro, Scilipoti e il dottor Carlo Tarantino. E se i centrodestrorsi hanno addirittura scomodato un marziano, i loro “avversari” sono ricorsi alla famosissima favola dello scorpione e della rana per la gioia dall’alto dei cieli del buon Esopo. Tutti sanno, anche i bambini, come andò a finire il vibrante racconto e di lì i rappresentanti del centro sinistra hanno preso spunto e slancio per affermare che “purtroppo, anche quando è necessario fare fronte unico per scongiurare una grave minaccia che incombe sulla nostra città e si cerca di collaborare per raggiungere il risultato sperato, la maggioranza tenta di dividere l’alleanza e spostare l’asse dell’attenzione alla ricerca di un capro espiatorio: è più forte di loro. Noi non li seguiremo su questo terreno anche se sarebbe facile elencare, tra le altre, le numerose omissioni e le pesanti responsabilità dell’Amministrazione Comunale solo per rimanere nell’ambito del ciclo dell’immondizia. Ovvero il silenzio nei 180 giorni in cui i singoli Comuni, entro l’entrata in vigore del Piano Regionale dei Rifiuti, avrebbero potuto chiedere di essere assegnati ad un Ato differente da quello “territoriale” e la scelta di cancellare dal piano triennale delle opere pubbliche un impianto di compostaggio già progettato e finanziato per sostituirlo con un altro di trattamento rifiuti, tutto da scoprire, che costa più del doppio. Tuttavia avvertiamo l’obbligo istituzionale di continuare ad operare in sinergia perché contro il biodigestore possiamo vincere solo se continueremo ad avere una città unita, fianco a fianco. Cercare di lucrare qualche scampolo di consenso anche con il rischio di affondare tutti insieme, proprio come lo scorpione e la rana, è un atteggiamento irresponsabile” (Trcgiornale. It). PS – Ok, pidini e Tarantino si sono ben guardati dal porgere l’altra guancia: certo non hanno spinto a tavoletta come i loro rivali (politici) epperò hanno rammentato il colpevole mutismo riguardo il Piano Regionale dei Rifiuti. E anche questo basta e avanza per pensare che i signori (tutti indistintamente, perché a quelli fin qui nominati ne aggiungeremo altri qui sotto) seduti sugli scranni “pincioti” per ora abbiano “firmato” una tregua armata. Dopodichè torneranno ad odiarsi. E sarà quello incontestabilmente il momento più libidinoso.

BIODIGESTORE. E LA CHIAMANO UNITA’ DI INTENTI/4 – Ed ora sotto con i pentastellati. Che puntano decisamente l’indice contro la Giunta in quanto oltre a non essere onesta intellettualmente mostra anche una gran faccia tosta” (Trcgiornale.it, 8 Marzo). E domandosi naturalmente il perché di un’intemerata così sferzante, gli attivisti grillini all’unisono, rispondono che “sono sufficienti elencare sei punti per far capire quanto sia stata deficitaria fino a questo momento l’azione del l’amministrazione “tedeschista” (Ibidem). Di lì il dettagliato resoconto, che sarebbe troppo lungo in questa sede riportarlo per intero ( ma niente paura: chi volesse leggerlo, digitiTrc” e “apra il pezzo titolato “M5S: Amministrazione Tedesco ? A tutto c’è un limite” – ndr -), ragion per cui ci limitiamo a ricordare alcune delle più interessanti sottolineature. Ossia: “1)Luglio 2019, l’assessore Magliani si reca in conferenza dei servizi per il rinnovo dell’AIA della centrale di TVN e siccome non sa come funzionano tali riunioni fa scena muta non essendo consapevole che ciò equivale ad un parere positivo senza prescrizioni; 2) Agosto 2019: conferenza dei servizi per il progetto itticoltura: ancora silenzio di tomba e approvazione senza prescrizioni; 3) Settembre 2019: la Regione approva il nuovo piano rifiuti. Grazie ai nostri rappresentanti regionali viene scongiurato l’inceneritore A2A. Apporto dell’Amministrazione ? Zero(Ibidem). Non basta, e tanto per non farsi mancare niente viene servito il bocconcino prelibato: “Intanto dal piano triennale delle opere pubbliche del Comune scompare l’impianto di compostaggio aerobico da 10.000 tonnellate, pianificato dall’amministrazione 5 stelle con un costo stimato di 1,2 milioni di euro e ne compaiono 2 (due): uno di “trattamento della frazione organica” da 3,5 milioni, l’altro riguardo la “frazione indifferenziata” da 4,2 milioni ! Che impianti sono ? Che traffico generano verso la città? Avremo risposte a queste domande ? Nell’attesa che arrivino, non possiamo che rammaricarci del fatto che la cosiddetta “unità” l’inutile maggioranza Tedesco l’ha sempre cercata un giorno <sì> e un giorno <no>. Come quando, dopo la manifestazione contro il biodigestore, sono spuntati manifesti a dir poco denigratori” (Ibidem). PS – Mica robetta, eh! Tuttavia da parte nostra non molto da osservare se non attendere con infinita curiosità (è il bello di questo mestiere, bambole e bambolotti ! – ndr -) le risposte invocate dagli stessi grillini.

BIODIGESTORE. E LA CHAMANO UNITA’ DI INTENTI/5 – Et voilà, desiderio esaudito. La risposta arriva ed è griffata dagli esponenti del Polo Democratico-Lista Tedesco. I quali seguendo per filo e per segno il “modus operandus” del leader Mirko Mecozzi , e ci riferiamo agli attivissimi Barbara La Rosa, Roberta Morbidelli e Mirko Cerrone, non hanno esitato a replicare con decisione. “Soltanto questa Amministrazione – si legge in una corposa nota che riportiamo testualmente – ha prodotto azioni concrete per fermare la riattivazione del quarto gruppo a gas di TVS e la pescicoltura con le osservazioni alla sub concessione demaniale, procedimento in cui vi è parere favorevole determinante dell’area Via della Regione Lazio, così come vi è parere favorevole della Regione Lazio per la Via del progetto a gas della centrale di TVN e per il biodigestore. L’assessore alla fantomatica transizione ecologica, dopo una serie di slogan, ha invece trovato il tempo di scrivere al Comune soltanto per rappresentare l’opportunità di garantire ad Arpa Lazio il lauto contratto di 500.000,00 euro finanziato da Enel nell’ambito della convenzione per le centraline sulla qualità dell’aria, che continuano come sempre a dichiarare che va tutto bene e di non preoccuparsi di nulla. E’ il momento di assumere le responsabilità politiche gravi che appartengono al M5S, il quale sul tema delle rinnovabili farebbe meglio a tacere dopo l’abbuono di 300 milioni di euro sul parco eolico cui era onerata Enel per convenzione(Trcgiornale.it, 9 Marzo). PS – Che ne pensate ? La palla è stata rinviata con decisione nella metà campo avversaria ? Parrebbe. Anche se gira e rigira “quelli che il Polo Democratico.Lista Tedesco” (e dal punto di vista dell’opportunità politica legittimamente fanno il proprio gioco ) tirano sempre e inevitabilmente in ballo le decisioni assunte dalla Regione Lazio. Che, si sa, ha un colore che certamente non amano. Ed è anche per questo che, augurandoci di sbagliare, temiamo per la negativa riuscita della <operazione No al biodigestore> poichè continuare a parlare di compattezza tra le forze politiche per il raggiungimento di un obiettivo sacrosantamente luminoso per la città e l’intero territorio, è solo un’illusione. Ah dimenticavamo: Mecozzi, niente da dire sulle amnesie di Magliani ? Che se non andiamo errati ricopre il non irrilevante ruolo di responsabile dell’Ambiente, peraltro ben retribuito dopo gli aumenti di stipendi decisi dalla legge 234/2021 con cui è stato approvato il bilancio dello Stato per il 2022.

BIODIGESTORE. E LA CHIAMANO UNITA’ DI INTENTI/6 –E per gradire (ma non esulteranno davvero sindaco, vice, assessori e tutto il cucuzzaro “maggioritario”), a piazzare il “carico da undici” sulla vicenda legata all’operazione dell’azienda Ambyenta Lazio arriva la “pasionaria” della lista civica “La Svolta”, Fabiana Attig. La quale non ci pensa neanche un po’ a cannoneggiare che il rischio di subire l’installazione del biodigestore è dovuto nientepopodimenoché all’<Inerzia del Comune> (Civonline.it, 7 Marzo). Osserva infatti la Attig (che, ricordiamo, ha fatto parte dell’attuale maggioranza per poi trasferirsi sui banchi dell’opposizione,insieme ai “meloniani”, a seguito di un devastante “conflitto di vedute” con la Tedesco’s band): “ Sembrerebbe che il 50% dei terreni in cui dovrà sorgere il biodigestore possano essere ancora di proprietà del Comune di Civitavecchia per impegni convenzionali (opere di urbanizzazione mai realizzate) assunti e non rispettati. Questo significherebbe che il Pincio avrebbe in obbligo la reintegra delle aree in proprietà pubblica e la decadenza del diritto di superficie, ma trattasi di una potestà mai esercitata dal 1990 dal Comune stesso. Infatti l’ultima autorizzazione per le opere, mai eseguite dalla società che aveva in gestione l’area, risale al 2012. C’è poi da verificare, anche alla luce della recente delibera del Consiglio Comunale e non solo, se la destinazione d’uso sia compatibile con l’impianto di trattamento rifiuti. E, non ultimo, bisogna chiedersi come la Regione abbia potuto ignorare il parere della Soprintendenza per la cancellazione del gravame dell’uso civico sulla tenuta Guglielmi 1929. Ciò, per essere chiari , significa che il terreno della proponente Ambyenta non sarebbe escluso dal vincolo da uso civico e quindi il parere della succitata Soprintendenza sul <blocco> paesaggistico L. 168/2017 doveva essere emesso quale vincolante e non certo consultivo” (Ibidem). C’è da restare allibiti: i dati esposti e rimarcati dal capogruppo della “Svolta” sono di un’importanza gigantesca e chissà perché prima che dalla “pasionaria” venissero portati alla luce non se ne fosse nemmeno flebilmente accennato (per quale oscuro motivo ? – ndr -). Ma è l’affondo finale che maggiormente fa tremare l’intera “impalcatura” governativa. Cioè: “Il dato politico è che ad agosto del 2020 in sede di approvazione del Piano Regionale dei Rifiuti furono presentati ben 130 emendamenti: nessuno a favore del comune di Civitavecchia. Mentre i singoli Municipi, entro 180 giorni dall’entrata in vigore del Piano avrebbero potuto presentare obiezioni e chiedere di essere assegnati ad un Ato differente da quello “territoriale” che attualmente include Roma e l’intera provincia. Allora non fu dato alcun segno nei tempi (e siamo alla conferma di quanto asserito dai pidini e dal dott. Tarantino – ndr -) dal sindaco Tedesco, dall’assessore Magliani, né tanto meno dagli uffici dell’Urbanistica. Oggi, quando i buoi sono già scappati dalla stalla, ci si mette alla testa di cortei, senza peraltro offrire uno straccio di soluzione al problema che comunque resta sul tappeto: quello della chiusura del ciclo dei rifiuti” (Ibidem). PS – Senza correre il rischio di finire in overdose di enfasi, va riconosciuto alla Attig il grosso merito di aver “piantato” al centro dell’attenzione : 1) la genesi dell’area che dovrebbe “ospitare” il megaimpianto; 2) i vincoli che graverebbero sulla stessa; 3) il diritto di proprietà che dovrebbe esercitare il Comune. Tre punti che definire macigni non è un’esagerazione e che però sia dell’Avvocato – alla guida di una coalizione che non riesce tuttora a dare l’impressione di avere un aspetto granitico non foss’altro perché continua ad appoggiarsi ad una (solida ?) stampella chiamata Petrelli – sia del titolare dell’Ambiente hanno finito per schiacciare il già impalpabile potere decisionale. PS 1 –E’ stata un “tuttobiodigestore” la puntata e ci sta. Dal momento che un argomento così centrale non poteva sicuramente essere relegato nelle pieghe dell’indifferenza. E nell’attesa di affrontarne altre, auguriamo ai lettori SPLENDIDA DOMENICA, PIACEVOLE SETTIMANA E BUON TUTTO A TUTTI.