Cattivi pensieri, di Giampiero Romiti. Anno nuovo…Frasca, impiantistica sportiva e il bravo assessore dimenticato

Primo appuntamento del 2022 con la rubrica curata dal noto giornalista

ANNO NUOVO… – Ebbene sì, al “Ventiventidue” ci siamo arrivati. Col fiato corto? Via, non è il caso di esagerare epperò qualcosina di meglio si sarebbe potuto sperare se talvolta a tagliarlo non ci avesse pensato il fottutissimo Covid. Dobbiamo forse voltarci indietro, magari per paura del futuro o addirittura per non riuscire a staccare la spina con un passato ancora marchiato a fuoco sulla pelle ? Manco per idea: né la prima e neppure la seconda. E allora? Anno nuovo e chi vivrà vedrà ? No, proprio no: la realtà non è gemella dell’estrazione dei numeri del superenalotto; è figlia della capacità di una classe dirigente selezionata dal popolo sovrano per dirigere e non farsi dirigere in diretta conseguenza di insulsi compromessi che non giovano al bene collettivo ma esclusivamente di colui, colei, coloro, che fanno parte della ristretta e intoccabile cerchia del notabile di partito o del potentissimo imprenditore col pensiero fisso del “prenditore” costi quel che costi, i quali a loro volta scelgono scrupolosamente yes-men docili nell’eseguire ordini senza batter ciglio. Quindi ? Anno nuovo e auguriamoci lontanissimo parente di quello appena seppellito. C’è forse qualcuno disposto a sciropparsi in “seconda visione” sull’infinito schermo di un cielo sempre più grigio e meno blu il film di infima lega e di sciatta sceneggiatura sulla piattaforma del PIRGO? Oppure altri che rivedono confezionare un BANDO BIS per la sistemazione di alcune STRADE, dato che quello stilato in prima battuta s’è rivelato irregolare? O ancora poveri cristi che facciano il fioretto di starsene buoni, zitti e pazienti fino a che non arrivi l’agognatissimo giorno dell’apertura del meraviglioso PARCO SPIGARELLI ? Che, rimesso a nuovo e sfavillante grazie allo straordinario lavoro effettuato dalla ditta Paolo Sacchetti, è tuttora inutilizzabile perché, tanto per cambiare (sic !), la gara per l’assegnazione della gestione di talune strutture all’interno è stata oggetto di un ricorso ritenuto così legittimo da bloccare tutto e il risultato ancora oggi è quello di uno meraviglioso spazio verde inutilizzato da bambini, mamme, anziani e giovani: sboccia la pena, la disperazione riempie occhi alla ricerca impossibile di tranquillità. Basta così ? Magari. Mica verrà in mente ai nostri governanti di rimettere in piedi un mega CONCORSO che addirittura calamita la partecipazione di circa ottomila candidati (ripetesi ottomila per chi pensasse ad un errore di battuta – ndr -) alla ricerca di un preziosissimo posto di lavoro e riaffidarlo ad una società che si dimentica di inserire le domande di inglese e di informatica ? E poi : sarà l’anno giusto, il 2022, perché dall’Aula Pucci si levi la fumata bianca sull’OSSERVATORIO AMBIENTALE e la RIQUALIFICAZIONE DELLA FRASCA ? Dobbiamo pensare che andrà ancora alle calende greche perché non si raggiunge un accordo, specie tra le forze di maggioranza, di piccolo e controproducente (per la città) cabotaggio ? Per dovere di cronaca ricordiamo che riguardo al primo caso , PIETRO TIDEI, ha inviato una lettera al suo collega di Palazzo del Pincio (e per conoscenza ai Primi Cittadini di Tolfa, Allumiere, Tarquinia e Monte Romano aderenti all’Osservatorio)per richiedere con urgenza la convocazione dell’assemblea del consorzio: di fatto il sindaco di S. Marinella ha dato l’ultimatum a Tedesco e politicamente parlando la nostra città non può andarne fiera. Sostiene difatti Tidei:L’atto si rende necessario per poter quanto prima nominare le cariche all’interno dell’organismo e quindi approvare i primi progetti a favore dell’ambiente e della salute del territorio, progetti per i quali i finanziamenti sono già disponibili, ma bloccati a causa dell’inerzia (del Comune di Civitavecchia – ndr –) di questi anni”. Per quanto concerne la Frasca basterebbe il copia incolla con quanto sopra riportato e comunque anche qui ci troviamo in una sorta di cul- de- sac (si bisbiglia per interessi che sconfinano nel personale e che se fosse offrirerebbero il peggio del peggio sul piano squisitamente politico – ndr -), malgrado “alloggi” in cassaforte un discreto numero di milioni (di euro) gentilmente elargiti dall’ADSP (Autorità di Sistema Portuale) e si sia registrato il disperato tentativo di accelerarne la realizzazione (che avrebbe riflessi radiosi quanto ad attrazione turistica) dell’ex assessore LEONARDO ROSCIONI, fatto fuori dalla giunta forse perché troppo attivo oltreché creativo. E sul versante dello sport, come è andata ? Bella domanda. Epperò non è che abbia ballato. Siamo finiti sulle cronache di mezza Italia per le pietose condizioni del PALAZZETTO DELLO SPORT che ospita, tra gli altri, gli incontri del campionato nazionale di HANDBALL in cui milita la FLAVIONI e che ha mandato su tutte le furie il team “rosa” del TERAMO per essere stato “ospitato” (si fa per dire…) in spogliatoi immersi nel degrado, costretto a giocare su un rettangolo scarsamente illuminato e a fine partita a rivestirsi senza aver usufruito della doccia per il mancato funzionamento della caldaia: roba da non credere, da preistoria ! E non finisce qui. A rendere sempre più preoccupante la situazione generale riguardante il penoso panorama dell’impiantistica sportiva, ci sta poi pensando il PALAGALLI, ovvero il tempio acquatico nato per essere un profumatissimo fiore all’occhiello a livello nazionale (e non solo) e ahinoi, ridotto in condizioni a dir poco tragiche. E che, patrimonio di inestimabile valore, dovrebbe rappresentare uno degli impegni più urgenti da affrontare da parte dell’amministrazione comunale per non ritrovarselo assurdamente dilapidato per incuria. E dire che di intervenire con (massima) sollecitudine era stato già disperatamente invocato a tempo debito su questo giornale con la pubblicazione dei minuziosi chek-up dei maggiori esperti italiani di piscine per scongiurarne l’inevitabile, definitiva chiusura. Niente da fare. Anziché ricorrere immediatamente alla “cura” indispensabile per rimettere “in forma” l’intero complesso, s’ è pensato che il rimedio fosse solo quello dell’efficientamento energetico (peraltro ancora di là da venire), che pure è importante ma non sufficiente per sperare di salvare un impianto costato un occhio della testa. Così – questo il piramidale errore del Comune (proprietario del Palagalli – ndr -) -piuttosto che adoperarsi per trovare i fondi , anche attraverso sponsor, per mettere in moto i necessari lavori di riparazione (indicati dagli esperti – ndr -) s’è preferito , sicuramente sull’onda (oltreché comprensibilmente sentimentale) del timore di privare il sette rossoceleste del suo habitat naturale, ricorrere ad un “CONSORZIO” (costituito da CENTUMCELLAE e COSER per “risuscitare” la SNC prima, NC dopo, e a sua detta per “salvare lo sport” senza spiegare quali fossero il programma, che al primo punto avrebbe dovuto precipuamente prevedere la sistemazione dei guasti maggiori, e le risorse finanziarie tanto consistenti per centrare il luminoso obiettivo), rivelatosi una bolla di sapone sgonfiatasi miseramente. Senza voler entrare nel merito di affermazioni a dir poco strane (o demenziali ?) oppure di continue ed incomprensibili dimissioni prive anch’esse di qualsivoglia significato, adesso rimane solo di rimettere in piedi un sodalizio che trovi insieme NC (che è e resta il club titolare della gestione del Palagalli) e altri club con la chiara la visione certo dell’oggi ma essenzialmente del domani. L’oggi passa attraverso l’immediato impegno del Comune almeno per la fase necessaria alla continuazione casalinga del sette di Baffetti-Pagliarini nell’attuale campionato di waterpolo della seconda categoria nazionale maschile e all’avvio di quello femminile nello stesso specchio d’acqua; il domani (che inizi al massimo dal prossimo mese di Febbraio) dovrà essere caratterizzato dalla capacità del club NC e di chi sarà disposto ad affiancarlo di inserirsi con autorevolezza nel mercato delle scuole di nuoto puntando su qualità (istruttori e personale medico di livello) e su condizioni economiche altamente concorrenziali (e dunque vantaggiose per gli utenti) al fine di avviare una vera e propria attività virtuosa e fruttifera che consenta di gettare solide le basi per presente e futuro. Fermo restando, però (e siamo a ripeterlo per la miliardesima volta e se dovesse servire non esiteremo a farlo diventare una goccia cinese – ndr -) che non passi in cavalleria il discorso della sistemazione delle zone maggiormente fatiscenti, che da fuori non si notano ma dentro il Palagalli aspettano impellentemente di venir sistemate. Il tutto dovrà già (guai a traccheggiare !) avvenire nella prossima stagione estiva ovvero nel momento in cui l’attività agonistica e quella commerciale si fermano e sarà quindi possibile attuare gli indispensabili interventi per ripresentare il PalaGalli tirato a lucido da metà settembre o al massimo da inizio ottobre in poi.

VITA NUOVA ? – Vabbè, la certezza del dubbio non guasta mai, tuttavia non mancano gli indizi che inducono ad accarezzare la prova che flirteremo con buone nuove. Calma però: le notizie poco gradevoli sono sempre d’attualità e il timore che ne possa arrivare almeno una eccezionalmente indigesta si nasconde talvolta, maliziosamente, tra le pieghe dell’imprevisto. Meglio tuttavia non fasciarsi la testa prima di ritrovarsela rotta e allora mettiamo in conto che il “ventiventidue” possa essere l’anno giusto per brindare alla sospiratissima realizzazione della trasversale ORTE-CIVITAVECCHIA grazie a due stralci funzionali, determinanti perché si ponga finalmente fine alla biblica attesa di quest’opera cruciale per l’economia dell’intero territorio e per l’ulteriore sviluppo del porto. Due stralci si diceva: il primo da Monteromano Est a Monteromano Ovest in grado di bypassare l’abitato del paese; il secondo riguarderà il restante tratto fino all’allacciamento con l’A12. Cosa dire? Che si è perso preziosissimo tempo (anni e anni) per non aver mai preso in considerazione lo stesso piano di cui sopra, malgrado i numerosi tentativi di anteporlo, da parte di ambientalisti (mai stati per il “no” ad ogni costo e piuttosto per un’alternativa migliore che guarda caso alla fine è stata trovata !) e imprenditori agricoli, a ciò che volevasi testardamente imporre. Il tempo come sempre è galantuomo ed è stata, evviva !, annunciata la soluzione di un problema che, come già ricordato dall’ex sindaco Mazzola, per motivi financo incomprensibili non s’era mai voluto affrontare con la forza della logica. E a chi oggi gongola blaterando un qualunquistico “meglio tardi che mai” non sarebbe sbagliato consigliare “di sottoporsi ad una robustissima visita psichiatrica” magari scortato dal falco grillaio, che inviterebbe l’illustre specialista in disturbi mentali a somministrare al paziente una cura così potente da fargli capire che la natura è ben più intelligente delle sterili battute che fanno presa solo sugli stolti. Altro momento da vivere intensamente sarà quello di seguire i risultati, sperabilmente straordinari, che deriveranno dal fantastico inserimento dello scalo marittimo nella pregiatissima rete CORE: crescono a dismisura le chances perchè le ricadute occupazionali ed economiche grazie a questo gigantesco risultato si rivelino stellari. E cosa deve invece accadere che spenga la voglia di sorridere ? L’impossibilità di liberarsi dalla “combustibilfossildipendenza” e di volare nello spazio incontaminato dopo i ripetuti annunci gonfi di ipocrisia che sarebbe iniziata l’era delle rinnovabili ?. Insomma CO2 addio solo un’amara illusione ? Niente salti di gioia che neppure Gianmarco Tamberi e né corsa inarrestabile verso la felicità nella scia dell’imprendibile Marcell Jacobs ? Duro ammetterlo, il rischio di sprofondare nella tristezza sussiste. E ciò poiché giorno dopo giorno svaniscono i colori della speranza accarezzata dopo la creazione di un Ministero, talmente fantastico da squarciare il silenzio dell’incredulità, denominato nientemeno della “TRANSIZIONE ECOLOGICA”. “Che però – ha affermato il noto meteorologo, climatologo, divulgatore scientifico e accademico Luca Mercallirimane solo una definizione stampata sulla carta e non per niente spesso è confusa con una più prosaica TRANSAZIONE”. Non è da escludere, però, che una ventata di ottimismo arrivi a spazzare il cupo pessimismo. In un articolo curato dal giornalista Massimo Franchi titolato:” Beffa Ue sul passaggio al gas: Enel Cambia idea a Civitavecchia ?(Il Manifesto, 8 Gennaio) viene riportato che “a seguito del blocco da parte della Ue di 10 miliardi di investimenti per il gas nelle centrali italiane, e che pertanto gran parte dei progetti nazionali dovranno far ricorso a risorse proprie, potrebbero cambiare gli equilibri in molti contesti a partire (ecco la “notiziona” – ndr -) da uno dei siti a carbone più grandi e più longevi in Italia: quello di Torre Valdaliga Nord di Enel. Che se finora non si è spostato di un millimetro dal progetto di riconversione a gas con costruzione di una nuova centrale che potrebbe durare solo 10 anni, pur tuttavia qualche segnale di cambiamento lo sta lanciando”. Potrebbe dunque accadere che l’Ente Elettrico riveda il proprio piano a prescindere dal noto orientamento favorevole al gas e al nucleare del ministro CINGOLANI . E sarebbe proprio questa l’occasione propizia perché, oltre alle associazioni ambientaliste, l’intera classe politica, con Sindaco e Assessore all’Ambiente in testa, mobilitasse l’intera comunità per chiedere di puntare decisamente sulle rinnovabili. Ben sapendo, peraltro, che già esiste da parte dello studio Severini un progetto modulare “con il primo step che prevede l’installazione di 15 pale – rileva ancora Franchi sul Manifesto per una produzione di 210 megawatt ed un investimento che si aggira sui 600 milioni di euro a cui si potrebbe aggiungere anche un hub del Mediterraneo per l’eolico offshore”. E il “pezzo” in questione si conclude così: “In sostanza, il porto di Civitavecchia potrebbe costituire il luogo dove inizialmente assemblare i componenti e successivamente organizzare le attività di progettazione e costruzione, creando vere opportunità di lavoro di qualità”. Allora, ricominciare a sognare si può ?

CREMATORIO” & BIODIGESTORE, FESTA GRANDE & AMNESIE – Esultano sindaco e vice, TEDESCO & MAGLIANI, per i ricorsi (di“Tempio Crematorio” e “Ambyenta Lazio”)e respinti rispettivamente da Consiglio di Stato e Tar. L’uno riguardava le prescrizioni imposte dalla giunta Cozzolino (e già ritenute impeccabili dal Tribunale Amministrativo), l’altro il progetto concernente il biodigestore da installare in località Monna Felicita. Ebbene, una doppia vittoria. Che ha gasato Primo e Secondo Cittadino (questi pure Assessore all’Ambiente nei ritagli di tempo che l’alto incarico di sostituto del numero uno di Palazzo del Pincio gli lascia), i quali, con invidiabile intonazione, a due voci hanno espresso somma soddisfazione bacchettando gli odiatissimi pentastellati “rei – fragorosa l’esplosione di giubilo di T&M di averci fatto apparire incapaci e poco trasparenti, ma non vogliamo infierire sull’incessante lavoro di arrampicamento sugli specchi del M5S, che prima ha lasciato a Civitavecchia questa brutta eredità e poi cercato in tutti i modi, inutilmente, di alzare una cortina fumogena per coprire il proprio operato(Big Notizie, 3 Gennaio). La replica grillina ovviamente non s’è fatta attendere e Lucernoni e soci hanno sparato a palle incatenate sui due “mejo fichi der bigonzo” del Governo cittadino, ribadendo che “la sentenza del Consiglio di Stato è una grande vittoria della Giunta Cozzolino in quanto conferma, al netto delle tante chiacchiere, che le prescrizioni ambientali imposte dagli allora Sindaco e Assessore all’Ambiente Alessandro Manuedda erano perfettamente a norma. E proprio Cozzolino non fece altro che utilizzare i poteri a propria disposizione nel pieno rispetto delle leggi, dell’ambiente e del diritto alla salute dei cittadini”. E infine, la polpetta avvelenata: “La verità vera è che l’attuale maggioranza riguardo al Crematorio non ha fatto nulla, a parte inseguire talpe immaginarie. E comunque ci piace suggerirle che se non è in grado di studiare e capire cosa può fare un’amministrazione per tutelare il proprio territorio, impari almeno a copiare e dire grazie a chi comunque non smetterà di suggerire la corretta strada per la difesa dell’ambiente circostante(Trc, 4 Gennaio). Tornando a Tedesco e Magliani, volti distesi e larghi sorrisi inoltre per la bocciatura (del Tar) di Ambyenta e quindi del biodigestoreche ha confermato – sottolineano – la nostra opposizione chiara e netta al progetto, al contrario della Regione Lazio che insiste nel voler gravare la città di questa ennesima minaccia alla salute ambientale”. E per chiudere in bellezza appioppano una staffilata mica da ridere a Pd e M5S, invitandoli “ad indirizzare le loro preoccupazioni ai compagni di partito, invece di sprecare energie e slogan per farsi belli” (Big Notizie, 3 Gennaio). PS – E adesso perché questa “coda”, vi chiederete ? Per il semplice epperò non insignificante motivo che – al di là delle velenose frecciate contro pidini, pentastellati e Regione Lazio – a proposito del Biodigestore ci saremmo aspettati da Sindaco e Vice almeno un accenno all’ex Assessore all’Urbanistica, avvocato Leonardo Roscioni, il solo e vero splendido protagonista del portentoso risultato di non ritrovarsi in località Monna Felicità con una megastruttura non esattamente dispensatrice di profumo Chanel 5. Risultato agevolato dalla straordinaria variante studiata e confezionata in maniera a dir poco strepitosa dal già numero uno dell’Ufficio del Parco della Resistenza e che i magistrati amministrativi hanno ritenuto inconfutabile. Abbiamo cercato, a fondo, su tutti i mezzi di informazione se il cognome Roscioni -anche per sbaglio (sic!!!) – affiorasse da qualche dichiarazione di T&M: tempo sprecato, niente di niente. Quindi ? Bè, a pensarci bene è comprensibile che il merito se lo siano “scolato” fino in fondo Tedesco e Magliani. Lo scopo? Hanno scientemente evitato di tessere le lodi di Roscioni (apprezzato cavallerescamente dai pentastellati – ndr -) per non correre il rischio di sentirsi dire (sui social, in pieno Consiglio Comunale o addirittura lungo la strada): “L’avete cacciato dalla Giunta perché era troppo preparato, bravo e in grado di operare a beneficio della comunità ?”