Cattivi pensieri, a cura di Giampiero Romiti

Nuovo appuntamento con l'editoriale del noto giornalista. Un fondo interamente dedicato alla querelle su Csp

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TUTTO CSP (1). PROFONDO ROSSO – Qualcuno si chiederà: ci risiamo con questa municipalizzata? Certamente. E non potrebbe essere altrimenti, data l’importanza che riveste a livello locale. Sia per quanto concerne il suo “proprietario” (il Comune) sia per la garanzia che deve offrire a non pochi lavoratori. Bon. E allora quale l’ultimissima di assoluto interesse ? L’approvazione del bilancio. Tuttavia trattasi del classico brodino che non riempie ma “sciacqua” lo stomaco. Comunque le chiacchiere stanno a zero: a dicembre dell’anno scorso s’è aperta una voragine: le sofferenze hanno toccato quota 2,4 milioni di euro. E a quanto sembra l’emorragia non s’arresta dato che lo scorso mese di marzo Csp ha accusato un ammanco di 900.000 (novecentomila) euro. Sicchè il socio unico della “partecipata”,  che si chiama Municipio (e quindi la cittadinanza tutta che dovrà accollarsi un bel “fagottino” di tasse) sarà chiamato a mettere una robusta pezza altrimenti saranno guai seri. Naturalmente per i lavoratori e non per coloro che si trovano imbullonati in sofficissime poltrone (al riparo dal sole spaccapietre in estate, da vento pioggia e gelo in inverno), cullati da stipendi faraonici. Insomma una situazione poco allegra, che non lascia presagire nulla di buono ma che, naturalmente, ci si augura possa trovare lo slancio per rimettersi sulla strada giusta.

TUTTO CSP (2). FONDAMENTALE IL PIANO INDUSTRIALE – Già, non potrebbe essere altrimenti. E la ragione è semplice, anche se va oltre il valore intrinseco dello stesso, poiché si preannuncia (nel momento in cui sarà esaminato nella massima assise che si terrà a metà Settembre) un incertissimo (e faticosissimo) tiro alla fune tra i vari componenti centrodestrorsi. E, spettacolo imperdibile!!!, da una parte si troveranno i fautori della ripatrimonializzazione di Csp mantenendo interamente pubblici tutti i settori di sua competenza e dall’altra i sostenitori delle privatizzazioni. Chi la spunterà ? Boh. Non va, peraltro, sottovalutato il particolare che proprio sul piano industriale peserà il giudizio del Collegio dei Revisori dei Conti del Pincio. Insomma: Csp è realmente un grosso problema e se si dovesse scatenare una furibonda lotta “fratricida”, allora davvero la municipalizzata potrebbe rivelarsi la pietra tombale della coalizione “tedeschiana”.

TUTTO CSP (3). SOSTIENE IL PD… -… che il sindaco Tedesco e i suoi  fidi “trovino un punto di incontro con la dirigenza di Csp e soprattutto – sottolineano la De Angelis, Di Gennaro e Piendibene – si confrontino in maniera costruttiva e partecipativa con i sindacati e con l’opposizione per arrivare ad una sintesi  che possa rivitalizzare la società”. E partendo da questa base imprescindibile, la troika piddina, con spirito evidentemente costruttivo, propone tre punti a suo dire fondamentali: 1) La revisione dei contratti di servizi fermi da anni con corrispettivi che nessun privato potrebbe appetire; 2) L’aumento del capitale sociale per rendere Csp più credibile nei confronti di istituti di credito e fornitori; 3) L’affidamento dei servizi, che il Comune appalta all’esterno a costi davvero importanti come le pulizie, la guardiania, la custodia e il portierato presso i suoi immobili. Questa, dunque, la ricetta dei “zingarettiani” e se si tiene conto che a compilarla, insieme al capogruppo Piendibene, ci hanno pensato due stimatissimi medici come il primario di radiologia Marina De Angelis e il suo omologo di cardiologia Marco Di Gennaro, un pensierino che possa contribuire a rimettere in forze la munipalizzata è più che lecito.

TUTTO CSP (4). ONDA (POPOLARE) TRAVOLGENTE – Il leader di Op, Patrizio Scilipoti come di consueto brillantemente sul pezzo, si fa una domanda e si dà pure una risposta. Eccola: “Basta brancolare nel buio, big ben ha detto stop: è arrivato il momento di pretendere chiarimenti sulle cifre reali del disavanzo di Csp e sulle politiche industriali delineate in base alle motivazioni che le sostengono”. L’attacco del consigliere di opposizione aumenta d’intensità e per la maggioranza c’è poco da stare allegra nel momento in cui viene accusata ”di voler portare la situazione allo stremo al fine di legittimare soluzioni quali la svendita ai privati degli allettanti servizi pubblici resi da Csp e conseguentemente dai lavoratori che, incolpevolmente, diverrebbero i capri espiatori dell’incapacità sia dei politici che dei diversi manager responsabili della gestione dell’azienda”. E tanto per aggiungere altro veleno, Scilipoti sibila che “non è più possibile assistere allo stucchevole teatrino con comparse e azzeccagarbugli, che nulla hanno a che vedere col contesto e per questo disposti a sparare sui lavoratori”. Per finire, un acuto niente male: “vogliamo sapere quali siano i costi di Csp in relazione ai servizi in concessione e come si intenda ampliare il suo raggio di operatività per ottenere l’assegnazione di ulteriori “incombenze” utili ad elevare la qualità della vivibilità cittadina”. Nessun dubbio, assai difficile sfoggiare maggiore chiarezza di quella di Scilipoti. Bravo ad “infilare” una serie di quesiti centrali per capire il presente (con uno sguardo al futuro) che si profila per la municipalizzata e in particolare per i dipendenti. Ma, ahilui, il dubbio che nulla di quanto esposto venga ritenuto degno di una convincente replica, è più che una certezza.

TUTTO CSP (5). COSI’ PARLO’ GRASSO – Usb alza la voce e scende in piazza? Il vice sindaco non si lascia incantare e con autorevolezza ne stigmatizza il “disegno”di aizzare i lavoratori e di spingerli a ricorrere allo sciopero “per condannare – afferma stizzito – il tentativo di privatizzare alcuni servizi”. Non si ferma, il leader della “Svolta”, e affibbia una sonora scudisciata anche al M5S “ben sapendo che proprio la giunta Cozzolino può considerarsi responsabile dei conti in rosso della partecipata”. Lo sfogo è immediatamente un ricordo e Grasso torna ad affrontare la questione Csp con pragmatismo e con ammirabile cognizione di causa. “Ho piena fiducia – sottolinea – nel piano di ristrutturazione in corso di presentazione, che dovrà essere serio e rigoroso”. “Ma non solo – aggiunge con forza – Sono fondamentali pure la tutela e la garanzia di tutti e del denaro pubblico da impegnare per consentire a Csp di camminare con le proprie gambe, fornendo alla città servizi pubblici adeguati”. Eh sì, dichiarazione sontuosa, meritevole di mille sottolineature, che si moltiplicano alla luce della conclusiva affermazione che conferma la notevole statura raggiunta, in qualità di amministratore che rivolge la propria attenzione al bene collettivo, dal “secondo cittadino”. Così termina, infatti: “Se quanto enunciato non dovesse essere possibile, altre soluzioni pasticciate o di compromesso non troverebbero di certo il mio nome in calce a nessun tipo di atto ad esse correlato”. C’è poco da fare, sono parole che scuotono l’intero Palazzo e al tempo stesso sanno tanto di messaggio così sfolgorante da incenerire le ferme intenzioni di gran parte dei governanti ( e ce ne sono, garantito al mille per cento!) che bramano la privatizzazione di non pochi servizi. State chiedendo come si concluderà questa vicenda? Perché bruciare l’interesse dell’attesa? Per ora basta e avanza sapere che Grasso merita un dieci e lode!

TUTTO CSP (6). CAMBIA L’ACRONIMO ? – Chissà, può succedere. Per ora la “sigla” (ovvero il nome formato con le lettere o le sillabe iniziali) significa: (C)ivitavecchia (S)ervizi (P)ubblici. Fin qui ci siamo e, come si augura l’alter ego di Tedesco, non deve cambiare per nessunissima ragione. Ma non tutti, e lo ribadiamo, la pensano allo stesso modo per cui potrebbe scapparci una sostanziale modifica: (C)ivitavecchia (S)ervizi (P)rivati.

P.S. Cattivi pensieri va in vacanza. Tornerà sempre più pungente a partire da settembre.