Cattivi pensieri, a cura di Giampiero Romiti

Nuovo appuntamento con il corsivo del noto giornalista che elogia Battilocchio e Piendibene e bacchetta due big della maggioranza

376

Battimani…Battilocchio. Una giornata indimenticabile, quella trascorsa la passata settimana nel “forno” del Traiano dall’onorevole berlusconiano. Che ha ripercorso con passo sicuro e toni pacati ma decisi le tappe dei suoi primi dodici mesi di parlamentare al servizio dell’italico stivale ma soprattutto del territorio. E gli applausi hanno fatto da gradevolissima colonna sonora a “tanta grazia” elargita dall’ancora giovanissimo deputato alla “sua” gente. Impressionante la standing ovation a significare che la “strizzata dello straccio” dell’epico avvenimento vissuto tra le pareti del teatro è questa: Battilocchio ha conquistato la leadership politica di Civitavecchia e dintorni con buona pace di tutti gli altri aspiranti a ricoprire tale ruolo, che debbono rassegnarsi a starsene mestamente nelle retrovie senza possibilità alcuna, almeno in questo momento storico della politica nazionale e locale, di primeggiare. Ma l’appuntamento “traianeo”, oltre ad essere  il meritatissimo quarto d’ora di gloria del bravo cantore venuto dagli incantevoli Monti della Tolfa, ha consentito ai non pochi  ex sinistrorsi, finiti oggigiorno nelle braccia del centrodestra, di confermare dinanzi alla platea in irrefrenabile delirio la propria ineguagliabile capacità di primeggiare nella …redditizia disciplina del “salto nel carro del vincitore”.

Piendibenissimo. Bisogna proprio riconoscerlo: Marco Piendibene, uno dei sopravvissuti del Pd insieme a Marco Di Gennaro e alla new entry Marina De Angelis, è un degnissimo rappresentante delle istituzioni cittadine e certamente una delle figure più alte dell’intero consesso che di tanto in tanto si ritrova a discutere del presente e del futuro di Civitavecchia all’interno dell’aula Pucci. Non ha “digerito”, l’esponente piddino, il diktat del sindaco di Tarquinia di istituire i parcheggi a pagamento a Sant’Agostino. E ancor più è rimasto deluso dal timido atteggiamento del primo cittadino “nostrano”, avvocato Tedesco, che s’è accontentato del progetto del suo collega “cornetano” di abbellire il suindicato litorale con i denari “guadagnati” con le multe di chi s’azzarda a piazzare l’auto nella zona di cui ci stiamo occupando in questa rubrica. Ringhia Piendibene: “E’ assolutamente inaccettabile che Giulivi  tartassi i frequentatori della nota “fascia” balneare. Per questo ho  auspicato un intervento del nostro Sindaco che potesse scongiurare il discutibile provvedimento, utile esclusivamente per fare cassa a scapito dei civitavecchiiesi. Purtroppo  Tedesco  non ha incalzato il suo collega (forse o sicuramente perché sintonizzato sulla sua stessa lunghezza d’onda leghista – ndr -) e questo mi ha deluso profondamente. Mi sarei aspettato che il nostro sindaco avesse assunto una posizione molto più rigida a tutela dei diritti e degli interessi dei suoi concittadini “. Vogliamo forse dar torto a Piendibene? Manco per idea e visto che già domenica scorsa abbiamo inaugurato una sorta di “Fiera del voto” da assegnare ai nostri baldi politici, stavolta il dieci e lode lo diamo al zingarettiano doc, mentre il Primo Cittadino del Pincio si becca un “bel” quattro e lo invitiamo a prendere posto dietro la lavagna.

AAA normalità cercasi. Però, siamo proprio degli ingenui, addirittura sciocchi e, peggio ancora, dei cretini con la C maiuscola. Seppure qui nati, cresciuti e pasciuti, non ci eravamo mai resi conto di trascorrere le nostre giornate, di vivere le nostre abitudini e di accarezzare le nostre tradizioni in una città anormale. Per fortuna (sic!!!) però il neo assessore D’Ottavio, “piovuto” sulla nostra terra da chissà quale paradiso terrestre, ci ha letteralmente svegliato megafonando un annuncio solenne. Avvicinato dai cronisti il “signore” dei Lavori Pubblici, petto in fuori e a tutta voce, ha incenerito il microfono con una frase incandescente: “Lavorerò sodo per far diventare Civitavecchia una città normale”. Per carità, ognuno è padrone e per giunta liberissimo di dire la sua, ma vorremmo che il vulcanico amministratore spiegasse al colto e all’inclita qual è la normalità che sogna e confessasse di aver maledetto le amarissime anormalità che è stato costretto ad ingurgitare da quando s’è attovagliato a Civitavecchia. Sai com’è: accorgendosi di essere finito in un luogo così insignificante avrebbe potuto tornare nel suo dorato “regno” d’origine ed evitare così di sprofondare nella malinconia all’ombra della ciminiera di Tvn. E’ andata, invece, che D’Ottavio la strada di casa (sua)  se l’è dimenticata e, pur respirando a pieni polmoni ettolitri di anormalità, ha addirittura ottenuto l’ambito premio di un prestigioso assessorato. Siamo sicuramente al massimo dell’incredibilità. E a chi ci chiede di assegnarGLI un voto, pronti partenza e via: 0 (zero) assoluto. Alè!