Cattivi pensieri, a cura di Giampiero Romiti

Consueto appuntamento con il corsivo del noto giornalista. Si parla di politica, di Csp e rifiuti

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“RIMPASTO? CERTO, DI POLTRONE” – Continua a far discutere il “cambiamento dei connotati” della giunta dopo appena un anno di governo della squadra capitanata dal sindaco Ernesto Tedesco. “Un riequilibrio necessario”, ha sentenziato il coordinatore della Lega, Antonio Giammusso. Ma Graziano Luciani, presidente della Confcommercio, non di un’organizzazione di pizza e fichi, ha storto la bocca e bollato il rimpasto effettuato come “una mera spartizione di poltrone”. Basterebbero e avanzerebbero queste poche parole per affermare che la montagna della maggioranza abbia partorito un topolino mica troppo simpatico.  Afferma difatti Luciani: “Questo rimaneggiamento degli assessorati non è stato altro che una perdita di tempo in un momento drammatico per il comparto del commercio”.  Ecco, un’altra affermazione da considerare, pertanto,  una durissima staffilata all’esecutivo di Palazzo del Pincio, responsabile di non rendersi conto che tantissimi, tra titolari di negozi ed artigiani, stiano facendo i salti mortali per cercare di sopravvivere alla spaventosa crisi da covid-19. “I nostri amministratori – insiste il vulcanico Luciani – per via delle enormi difficoltà attuali, avrebbero potuto programmare e pianificare gli interventi necessari per agevolare la ripartenza del settore, ma purtroppo non è andata in questo modo”. Profondo, dunque,  il rammarico del leader di Confcommercio. Epperò la situazione sappiamo benissimo come, e attraverso quali e quante difficoltà, si sia dipanata per via delle immancabili pretese dei partiti, che hanno costretto il Primo Cittadino ad affrontare un percorso tortuoso prima di arrivare alla meta agognata da tutti. Quindi adesso così è, anche se a Luciani non va completamente giù. E sibila: “A nome degli associati chiedo che, nella nuova figura dell’assessore, si concentrino oltre al commercio pure le deleghe dello sviluppo, del turismo e dei trasporti. E soprattutto è opportuno che la delega si assegni ad una personalità del lavoro e non al solito burocrate, che nulla o poco ha a che fare col mondo delle imprese”. Bene, anzi male (addirittura malissimo): più deflagrante la conclusione non avrebbe potuto essere. E chissà se nella testolina del sindaco non frulli il “pensiero stupendo”( che per la favolosa Patty Pravo “nasce un poco strisciando”):  sarà mica stata una “pirlata” dare il benservito alla Pescatori ? 

C(OME) S(I) P(UO’)… -… andare avanti in questo modo? E’ quello che si è chiesto il presidente della municipalizzata Csp, avvocato Antonio Carbone, leggendo e rileggendo mille volte (dopo averlo faticosamente redatto) il suo piano di risanamento. Cosa c’è di tanto grave? Bè, più giusto dire cosa non c’è che non faccia cadere le braccia per terra. E perché mai? Si chiede l’ignaro uomo della strada. Siete pronti? E allora allacciatevi le cinture e decollate verso l’inimmaginabile. Volete sapere a quanto ammonta il costo del personale di Csp? Reggetevi forte: a circa il settanta per cento (capito bene? Il 70%!!!) dei ricavi ovvero 13,3 milioni di euro sul totale di 19. Incredibile? Assolutamente no. Tutto reale. Insomma c’è poco da storcere il naso, è proprio così. E quindi cosa ha deciso il dottor Carbone? Quello che tutti i manager, da quando mondo è mondo, sono soliti e sanno proporre: esuberi e trasferimenti. In parole terra terra, sfalciano il materiale umano manco fosse un ciuffo d’erba e l’operazione-risanamento è bell’e fatta. Semplice no? Dice: ma non sarebbe financo logico tagliare qualche stipendio faraonico di chi, oltretutto, poco o niente giova all’azienda? Via non scherziamo. La (ri)messa a punto di Csp (a mò di potente fuoriserie revisionata da cima a fondo) prevede, esclusivamente, il repulisti all’Igiene Urbana dove vi sono 26 unità tra responsabili preposti e coordinatori: decisamente troppi,  ne sono sufficienti 7 (sette) e di conseguenza i restanti 19 (diciannove) potranno operare all’aria aperta ovvero in strada. Insomma il personale alloggiato nelle ovattate stanze dovrà alzare le chiappe dalla poltroncina! Ma non basta. Altri dipendenti  in sovrannumero? Certo che sì. Sarebbero? Cinque unità nel servizio di trasporto pubblico; tre in quello “parcheggi e sosta”; 3 nella gestione cimiteri e farmacie comunali; uno nella “segnaletica”. Tutto chiaro? E allora non resta che shakerare con forza tutti questi “gustosissimi ingredienti” ed ottenere il prelibatissimo cocktail di 1,9 milioni di euro (circa il 10% dei ricavi dell’azienda) che è l’intero costo degli esuberi. Capito che libidinosa goduria? E non ci si può non chiedere: 1) Da quanto tempo Csp si trascina questo pesantissimo fardello? 2 Le varie amministrazioni succedutesi per quale ignoto motivo non si sono mai adoperate per affrontare e risolvere un problema così enorme? 3) Forse perché è stato sempre comodo (e per niente impegnativo!!!) fare bella figura grazie ai soldi dei contribuenti? 4) Grazie a Carbone inizierà finalmente un nuovo e virtuoso corso? Scontato: quest’ultimo punto è cruciale perché la municipalizzata diventi solida (finanziariamente) ed efficace. Altrimenti proseguirà il festival delle manfrine, puntualmente organizzato per prendere per il culo i cittadini.

RIORGANIZZAZIONE DIFFERENZIATA? SI’… – E’ quel che ha deciso l’ingegnere ambientale e consulente esterno di Csp, Francesco Girardi. Il quale non considera ottimale la suddivisione della città in due zone (1 e 2, come si sa) e sostiene, invece,  che ce ne vogliano quattro, o addirittura di più, per rendere maggiormente funzionale sia il porta a porta che la raccolta stradale, in base alla tipicità dei vari quartieri. Allo studio dell’esperto, scelto dal presidente Antonio Carbone, c’è anche una suggestiva ipotesi per i contenitori dei rifiuti organici durante la loro decomposizione aerobica. Asserisce difatti il Girardi: “Tutti coloro che personalmente si incaricano di conferire nei “secchioni” i propri scarti organici, otterranno lo sconto del 30% sulla Tari”. Però, sfiziosa (e manco poco) questa novità, che riteniamo possa considerarsi un vero e proprio “fai da te”. E pure, vien da pensare, il mezzo più comodo (e valido) per fare a meno di non poca manodòpera per siffatto servizio. Evviva i paladini della (dis)occupazione!

…MA IL “SOLE” NON E’ D’ACCORDO… – Già. I rappresentanti dell’associazione ambientalista non demordono. Dopo la recente manifestazione di Piazzale del Pincio non si son persi d’animo e men che meno rinunciano a battagliare contro la decisione di abbandonare la raccolta differenziata. “Continueremo ancora più convinti la nostra azione civica finchè non verrà ritirata la nota delibera riguardante la zona 2, che prevede il ritorno dei cassonetti ai margini della strada”, ribadiscono con convinzione. E commentando le parole del sindaco Tedesco (“i promotori del sit-in non hanno interpretato correttamente il testo  dell’ordinanza, in quanto non ci sarà alcun ritorno generalizzato ai “contenitori” ma uno studio accurato, finalizzato ad opportune modifiche del servizio”), gli esponenti del “Sole” si dicono, se non basiti, sicuramente sorpresi poichè ”la delibera è chiara ed inequivocabile, visto che stabilisce di procedere (dall’ormai imminente mese di luglio – ndr -) al passaggio alla raccolta differenziata stradale”. “E’ pertanto inutile cercare di cambiare le carte in tavola – concludono piuttosto piccati e determinati a portare avanti la propria “missione”  – Non c’è nulla di interpretabile, neppure in considerazione del contesto in cui il suindicato “passaggio” è inserito”. Quindi? Inutile continuare a girare intorno ad uno o più discorsi. I supporters del “Sole” (e non sono pochi…) restano saldamente ancoràti ai principi di ambientalisti puri e schietti e  al convincimento che la “differenziata” sia il mezzo fondamentale e indispensabile per risolvere come meglio non si potrebbe il problema del conferimento della “monnezza”. Che non deve prevedere più la perniciosa e costosissima soluzione delle discariche e peggio ancora degli inceneritori.

… E SI CONTINUA A PARLARE DEL TERMOVALORIZZATORE – Vero, è questa la situazione. Gli acculturati che credono di saperne più di tutti (vabbè, lasciamoglielo credere!!!) lo scrivono come riportato nel titoletto (termovalorizzatore) ma non sbaglia certamente chi ricorre al termine che, vivaddio, rende assai meglio l’idea: inceneritore. Ovvero un impianto dove si brucia il pattume con quel che ne consegue per la qualità dell’aria. Ma veniamo al punto che più interessa. Ossia che dopodomani, martedì 30 giugno, convocata dalla Regione Lazio, si terrà la conferenza dei servizi riguardante la struttura, che la società A2A intende impiantare in una fetta di territorio tarquiniese a due passi da casa nostra. Il pentastellato consigliere regionale Devid Porrello, malgrado nel piano rifiuti della Pisana non sia prevista l’installazione di “aggeggi” del genere, interpellato riguardo a detta conferenza dei servizi ha spiegato (con evidente imbarazzo) che trattasi di un atto dovuto, ma che non prende assolutamente in considerazione che si possa registrare alcunché di sorprendente (nel senso che qualche partecipante all’importante “assemblea”  possa pure dirsi favorevole all’impianto). Ma si sa, sarebbe un grossolano oltreché gigantesco errore non tenere nella giusta considerazione la certezza del dubbio. Per cui aspettiamo e verifichiamo se alle belle parole seguiranno i fatti ovvero un “no” corale ai signori dell’A2A.