Cattivi pensieri, a cura di Giampiero Romiti

Nell'editoriale di questa domenica si parla di inceneritori, di acqua e del parco di Gagliardini

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IL M5S “INCENERISCE” L’A2A. Sarà “termovalorizzata” o no quella fetta di territorio tarquiniese, praticamente appiccicata a quello civitavecchiese, che la potente azienda bresciana desidererebbe “occupare” per bruciare tonnellate di rifiuti? La risposta è negativa, stando almeno ai salti di gioia effettuati dal pentastellato Devid Porrello, il quale, insieme alla sua collega “etrusca” Silvia Blasi, ha messo in fuga i dubbi e soprattutto le paure che questa già disastrata zona potesse e dovesse subire un altro massacro ambientale. Dichiara, con visibile soddisfazione, il vice presidente del Consiglio Regionale:<Grazie al mio emendamento, inserito nella legge di semplificazione regionale, sarà vietata l’installazione di impianti di incenerimento e coincenerimento non previsti espressamente nel Piano Rifiuti> . E prosegue, Porrello, con voce sempre più modulata da piacevole contentezza: <Tale disposizione si applica anche ai procedimenti di autorizzazione in corso, riguardanti il caso del termovalorizzatore tra Tarquinia e Civitavecchia. E’ indubbiamente una vittoria per gli abitanti di zone che da anni vivono con l’incubo di impianti ad alto impatto ambientale. Si tratta – Porrello è ormai un fiume in piena – altresì di una misura che snellirà il lavoro degli uffici regionali. Potranno, difatti,  usufruire di un ulteriore strumento normativo per esprimere un chiaro e netto parere negativo alla costruzione della struttura, chiacchieratissima e al centro dell’insaziabile interesse mediatico in questo spasmodico inizio di 2020>. E, tanto per tuffarsi in un irresistibile brodo di giuggiole, piazza il suo acuto finale:<Dopo aver scongiurato la deroga al codice degli appalti, sono orgoglioso di essere riuscito, con il determinante supporto della Blasi e di altri colleghi, a tutelare il futuro della nostra Regione> . Beh, più che comprensibile la gioia del grillino Porrello. Che ha rispettato, alla stessa stregua della battagliera consigliera “cornetana”, come meglio non avrebbe potuto il suo ruolo di tutore di un’area saccheggiata da troppi, lunghissimi, anni da cinici e acerrimi nemici della salubrità. E, bisogna obiettivamente riconoscerlo, riuscire ad “incenerire” un colosso chiamato A2A non era certamente facile. Visto? Chi pensava che il Movimento non avesse più l’energia necessaria per far brillare le sue (cinque) stelle, stavolta s’è dovuto ricredere. Benissimo. Calma e gesso, però: non c’è bisogno (da parte di chicchessia) di rosicare…
PER NON DIMENTICARE FLAVIO E RICORDARSI DEGLI ASSENTI. Giornata davvero particolare, quella di sabato scorso. Una giovane donna e un bellissimo bambino hanno tagliato un nastro tra la commozione e l’ammirazione dei numerosi presenti alla Marina. Dove s’è inaugurato il Parco intitolato a Flavio Gagliardini, immaturamente scomparso nel pieno della sua meravigliosa giovinezza lasciando un vuoto incolmabile tra i suoi tantissimi amici e compagni di fantastiche “avventure” calcistiche, ma essenzialmente tra i familiari tuttora schiacciati da un dolore insopportabile. Quella giovane donna e quel bellissimo bambino, moglie e figlio ovvero i beni più cari di Flavio, hanno illuminato un pomeriggio strepitosamente speciale: il goleador capace di mandare in estasi la tifoseria nerazzurra e soprattutto l’uomo pieno di sani e genuini valori, è tuttora tra noi e non potrà mai essere inghiottito dall’oblio. L’han detto in maniera chiara e inequivocabile le persone (di ogni età) accorse per rendere maggiormente importante un momento così significativo; i rappresentanti dell’Associazione Onlus che porta il nome di Flavio e che ha avuto la brillantissima idea di donare alla città una splendida area che farà la gioia dei bambini; gli atleti di varie discipline sportive, il deputato di Forza Italia Alessandro Battilocchio, i sindaci di Santa Marinella e Tolfa Pietro Tidei e Luigi Landi, la consigliera regionale di Italia Viva Marietta Tidei, i consiglieri comunali Pasquale Marino (FI), Patrizio Scilipoti (Onda Popolare), Marco Piendibene (Pd) e il segretario piddino Stefano Giannini. Molteplici presenze, dunque. Che certamente non si perderanno tra le pieghe dell’indifferenza. Ma con analoga certezza non potrà mai scolorirsi (malgrado la corsa sfrenata del tempo che travolge e distrugge la quotidianità) il ricordo di non aver notato un solo rappresentante dell’esecutivo di Palazzo del Pincio. Peccato: i membri del Governo cittadino hanno perso una magnifica occasione per onorare una degnissima figura della civitavecchiesità più pura: Flavio Gagliardini. E poi c’è da pensare che, snobbandola, non abbiano ritenuto la circostanza degna della massima considerazione. Oppure che non rientrasse (detta circostanza) nella sfera dei cosiddetti appuntamenti “doc”. Dove, scommessa certa per andare alla cassa!, è scontata una sontuosa presenza, petto in fuori e pancia in dentro. Nel pieno rispetto del “sacro” apparire. I cui effetti effimeri sono destinati a dissolversi nel nulla in brevissimo tempo. A differenza del “Parco di Flavio” che è per sempre. Che tristezza!!!
GIANNINI – TIDEI SR, GUERRA APERTA. Tra il giovane segretario piddino, Stefano Giannini, e il sindaco di Santa Marinella, Pietro Tidei, anch’egli “targato” Pd, siamo ormai ad un durissimo scontro dal quale, il rischio è enorme, potrebbe risentirne (in maniera negativa, ovvio!) pesantemente il partito. Che entrambi rappresentano, ma evidentemente con una visione diversa dell’oggi, da gestire con cura per sperare di ricavarne un domani ricco di consensi. Ma tant’è. Lo scambio di colpi tra i due ha addirittura lasciato senza fiato. E prevedere quali saranno le conseguenze davvero non si può. Ha iniziato “Pietro il Magnifico” accusando il leader del Partito di < aver partecipato ad un incontro con i rappresentanti de “Il Paese che vorrei”, con un consigliere (Francesco Fiorucci – ndr -) ed alcune liste civiche “centrodestrorsi” e con esponenti pentastellati>. Un fatto inaudito, secondo il Primo Cittadino della cittadina rivierasca < anzi gravissimo – ha tuonato – perché è inaccettabile che il maggior responsabile del Pd del nostro “quadrante” fraternizzi con chi svolge il ruolo di opposizione alla mia Giunta. E’ inevitabile, pertanto – conclude Tidei – che mi rivolgerò immediatamente alla Commissione di garanzia>. Duro l’attacco, ma non tale di spedire al tappeto per il conto totale Giannini. Secondo il quale <l’eccellente (e indiscutibilmente più famoso – ndr -) “compagno” non dovrebbe sottacere di aver nominato assessore alle Attività Produttive il coordinatore di Forza Italia ed ex delegato al bilancio dell’ex sindaco Bacheca (notoriamente di destra! – ndr -), Emanuele Minghella. Col quale – affonda Giannini – Tidei proprio in campagna elettorale entrò ripetutamente in furibonde rotte di collisione>. E per porre fine al “corpo a corpo” così intenso, una conclusione al cianuro: <Vorrei sottolineare che “Il Paese che vorrei” alle elezioni politiche e regionali abbia sempre sostenuto il centrosinistra e il Governatore Nicola Zingaretti. Rispetto tuttavia il punto di vista, decisamente critico di Tidei nei miei confronti, ma sappia che anch’io non concordo con il suo operato riguardo a molte questioni, tra cui, in particolare, lo strano rapporto che lo lega alla crescita di Italia Viva sul territorio>. Commenti? Considerazioni? Certo, se ne potrebbero fare a bizzeffe. Ma non servirebbero a ristabilire un clima di serenità tra i due, tenendo conto del velenoso riferimento al nuovissimo partito renziano, che ha “stregato” la consigliera regionale Marietta Tidei, tutt’altro che sconosciuta al Primo Cittadino santamarinellese. Secondo alcuni politologi di livello, Giannini avrebbe potuto (e dovuto) fare a meno di battagliare con Tidei senior. Sul quale, sostengono, sarebbe stato ingeneroso riversare aspre rimostranze (e financo inopportune, a meno che non stia palesando chiari segni di insofferenza verso il piddì) seppure avesse mostrato un po’ di “paterna tenerezza” nei confronti della dinamica Marietta.<I figlie so’ piezz’ e’ core>, vi pare?

BAGNO FUORI STAGIONE DI FRASCARELLI E PERELLO. Ha calamitato un botto di visualizzazioni il filmato girato da Giancarlo Frascarelli e Daniele Perello (rispettivamente capigruppo di Forza Italia e “Misto”, pedine fondamentali della Giunta Tedesco), i quali hanno portato a conoscenza della cittadinanza (e per questo vanno elogiati e ringraziati) le condizioni in cui è finito il sottopasso di Fiumaretta, a seguito delle recenti giornate di pioggia. Acqua alta oltre le caviglie dei “coraggiosi” consiglieri che, insieme all’imprenditore Marino, a piedi nudi (incuranti di rischiare la polmonite) hanno cercato di asciugare il vasto “lago” formatosi (e renderlo percorribile alle auto) con due volgarissimi secchi, non essendo il Comune -parole e musica di Frascarelli e Perello all’unisono – in grado di affrontare tale emergenza con mezzi adeguati>. <Mi preme peraltro sottolineare – s’è lamentato l’azzurro – che ho cercato, ma invano, di allertare l’assessorato ai Lavori Pubblici riuscendo, purtroppo, ad ottenere zero risposte. Ecco, se ci siamo trovati in siffatta precaria situazione, le responsabilità non vanno addossate alla politica ma ai tecnici, rivelatisi impreparati ad affrontare e risolvere un disagio così macroscopico>. Accusa forte, che l’assessore ai LLPP, Roberto D’ottavio, ha incassato con apparente disinvoltura, rifugiandosi in una replica assai ovattata (forse per non creare un caso spinoso in casa berlusconiana). <Posso dire che la soluzione economica sia stata trovata e che l’intervento nel sottopasso avverrà in tempi rapidi. Vorrei che si tenesse conto – sottolinea D’Ottavio – che il lavoro del “mio” assessorato è spesso oscuro epperò proficuo. Ringrazio i due encomiabili colleghi, che hanno segnalato il problema peraltro conosciuto dai nostri addetti, e Frascarelli lo sa benissimo, che hanno avviato l’iter per evitare che si ripeta il grave inconveniente>. Quindi, se abbiamo capito bene, non ci resta che attendere pochi giorni per l’inizio dei lavori. E, lo confessiamo, questo ci preoccupa. Perché? Le stesse parole vennero dette dal D’Ottavio al tempo del crollo delle mura in via Isonzo e ancora oggi (manca poco per “festeggiare” l’anniversario del disastroso cedimento !) non si vede la strada del ripristino. Assessore, faccia sapere a chi ha entusiasticamente premiato “l’amministrazione del fare” (Ricorda? E’ stato lo straordinario slogan coniato dalla sua coalizione durante la campagna elettorale) quanto tempo ancora la zona di cui sopra debba restare transennata. Eppoi quell’aggettivo “oscuro”, usato per rimarcare il “lavoro” prodotto nel comparto dei LLPP, è stato un colpo di classe degno del Messi al top della condizione atletica e mentale. Sì, caro D’Ottavio, ha ragionissima: il lavoro è talmente “oscuro” che a distanza di mesi non si riesce a sapere, né a capire (ed è di una gravità inaudita!!!), quali siano le “carenze strutturali” del PalaGalli (Stadio del Nuoto).