Cattivi pensieri, a cura di Giampiero Romiti

Nuovo editoriale del noto giornalista che parla della querelle del Forno crematorio, di pescicoltura e di Flavio Gagliardini...

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<PISCICOLTURA, SCEMPIO INAUDITO>. E’ assodato che l’impianto tanto agognato da coloro/colui che vorrebbero/vorrebbe sorgesse nello spicchio di Paradiso della Frasca (e che proprio per questo dovrebbero/dovrebbe essere sottoposti/sottoposto ad una cura da cavallo per debellare il male terribile di cui soffrono/soffre ovvero la demenzialità acuta) continui ad essere un argomento “sensibile”. Ma che addirittura già nel 2017 venne ritenuto addirittura disastroso dal porofessor Marco Marcelli del Laboratorio di Oceanologia Sperimentale della Tuscia, attesta chiarissimamente che un progetto, pardon uno scempio del genere vada osteggiato con tutte le forze. Grazie ad un articolo pubblicato dal quotidiano “La Provincia” (lo scorso 26 Febbraio), abbiamo appreso delle novità semplicemente sconcertanti, che spingono ancor di più la “civitavecchiesità ritrovata” a battersi contro il saccheggio di 152 (centocinquantadue) ettari di meraviglioso mare. Il prof. Marcelli, venendo al punto, oltre ad evidenziare le criticità della folle “struttura”, ha per giunta rimarcato che <il possibile danno indiretto economico derivante dall’impatto sull’ecosistema – queste le sue parole, testuali – è di 25.000 (venticinquemila) euro annui ad ettaro per quello che produce la posidonia, il più grosso “fabbricante” di ossigeno del pianeta. E, come se non bastasse, 250.000 (duecentocinquantamila) euro all’anno (sempre ad  ettaro) “forniti” da ecosistemi coralligeni. Occorre, infine, aggiungere – conclude l’illustre oceanologo – i danni che inevitabilmente subirebbero i sub dediti alla pesca professionale>. E’ seguito, inoltre, il non trascurabile riferimento agli enormi rischi, che si correrebbero per i cambiamenti climatici e la maggiore intensità del moto ondoso. Insomma: un quadro così catastrofico del quale non possono né debbono, assolutamente, infischiarsene i governanti di ieri e di oggi. In caso contrario verrebbero considerati favoreggiatori della distruzione della Frasca.

FORNO (1) – IL “SOLE” INCALZA IL SINDACO…La domanda sorge spontanea: al punto in cui siamo, riusciremo mai a capire da che parte stia la verità sull’aumento delle salme destinate alla cremazione? Lo abbiamo già accennato: è davvero un mistero buffo. E l’uomo della strada si chiede: possibile che la società che gestisce la struttura sulla Braccianese, Altair, abbia inventato la colossale balla, descritta minuziosamente nel chilometrico comunicato stampa rilasciato dopo la sentenza del Consiglio di Stato? Sentenza, ribadiamolo pure per la millesima volta, che ha pienamente soddisfatto la richiesta avanzata dalla stessa Altair. E a mettere nel mirino i numerosi aspetti paradossali (per certi versi grotteschi e comunque ancora indefiniti) della vicenda, sono i membri del Comitato “Sole”, come sempre (più di sempre) capacissimi di confezionare opinioni… illuminanti.<Ci domandiamo perché il sindaco abbia dedicato gran parte del proprio (prezioso) tempo alla talpa – attaccano – mentre a nostro avviso avrebbe dovuto subito interrogarsi  perché il “famoso” rapporto sia stato stilato, chi lo abbia richiesto e redatto di suo pugno, per quale motivo e quando esattamente>. <L’avvocato Tedesco – vanno avanti con speditezza – deve fare chiarezza. E’ vero che la politica ci ha abituato a menzogne ed omissioni, ma rivendichiamo il diritto di sapere da che parte vada l’amministrazione comunale>. Non finisce certamente qui e i “raggi” del Sole continuano ad “ustionare” la pelle degli “inquilini” di Palazzo del Pincio: <Che il documento sia finito (come e in che modo, non ci fa perdere il sonno) nelle mani di Altair ha un’importanza relativa rispetto all’intento, di chicchessia, di commissionarlo (addirittura? tutto è possibile, ma non è detto che sia andata così – ndr -) per poter avallare l’ipotesi che le prescrizioni precedentemente imposte non avessero motivo di essere>. Fatte le argute osservazioni, arriva la conclusione, davvero poco tenera. <Le denunce non restituiscono credibilità all’azione del sindaco, che invitiamo a prendere significativi e severi provvedimenti. Dato che l’assessore Magliani ha dichiarato, testualmente, che “non vi è stato alcun accordo, men che meno una presentazione e/o scambio di documento”, allora ci sfugge il motivo per cui siano avvenuti tutti quegli incontri di cui parla Altair. Evidentemente gli stessi (incontri – ndr) dei rappresentanti dell’amministrazione si sono incrociati con una controparte così ben disposta, che il Consiglio di Stato ha avuto modo di darle ragione. In base a tale, almeno per noi semplice ed ovvia, considerazione ci piacerebbe che il Primo Cittadino si rendesse conto che: (1) in qualità di responsabile della salute pubblica, avesse consapevolezza che le note prescrizioni imposte fossero motivate dalla questione assolutamente sanitaria; (2)  la laconica frase “non ho partecipato alla riunione del 23 dicembre 2019, di cui ho avuto notizia successivamente” è sembrata un atto di indifferenza verso i cittadini>. Sarebbe stravagante (e manco poco!) se qualcuno non trovasse addirittura abbaglianti le parole degli esponenti del “Sole”, i quali evidentemente non hanno gradito il comportamento del “lider maximo” di Palazzo del Pincio. Ovvero: alquanto superficiale? Meditate gente meditate!

FORNO (2))-… CHE SI LIMITA AD UNA “STRANA” REPLICA. Il buon Tedesco, al quale (e non è la prima volta che lo scriviamo) va riconosciuta l’onestà intellettuale di rispettare i vari punti di vista, non è rimasto certamente “accecato” dalle parole del “Sole”. La sua, peraltro brevissima, replica sorprendentemente ha tuttavia procurato non poche perplessità. <Io non ho commissionato alcuna relazione – ecco la precisazione del sindaco –  Di fatto è avvenuta da parte dei nostri uffici una semplice valutazione, che non ha favorito Altair. Nel documento tanto “chiacchierato” le osservazioni evidenziate sono abbastanza  ovvie. E altrettanto lapalissiano è ritenere nell’ordine delle cose che le cremazioni potranno aumentare non di molto>. Ecco, la stranezza di quest’ultima affermazione almeno un pochino disorienta. Non si capisce, difatti, per quale ragione dovrebbe rientrare “nell’ordine delle cose” un eventuale surplus di “bruciamenti”, che autorevoli esponenti dell’attuale maggioranza, precedentemente seduti sugli scranni dell’opposizione, ebbero a contrastare con forza e senza mezzi termini. Un dettaglio, questo, non di poco conto ma al contrario così rilevante che il Primo Cittadino non dovrebbe aver dimenticato. Ma tant’è: la dichiarazione rilasciata, non catastrofica all’ennesima potenza ma neppure felice, avrebbe potuto risparmiarsela.

FORNO (3) – SECCA RISPOSTA DEI MOVIMENTI AI GRILLINI. E’ ancora così “fresco” il ricordo delle velenose parole proferite dai pentastellati che vale la pena ribadire a beneficio di coloro i quali, fregandosene di leggere ‘sti “cattivi pensieri” del cazzo, non sappiano quali fossero. Eccole (ovviamente a proposito della stramba storia del “forno”):<Dove sono scappate le associazioni che hanno fatto la guerra alla società Altair?> . Ebbene, va subito detto che la sferzante sortita non è piaciuta ai membri dei comitati “In nome del popolo inquinato” e “Ponton dei Rocchi”, i quali con calma serafica, ma assoluta risolutezza, hanno controbattuto di non aver abbassato la guardia e, addirittura, rafforzato la propria azione di contrasto alla struttura “incastonata” nel cimitero sulla Braccianese Claudia. <I grillini “sparino” pure critiche più o meno dure e ironiche – affermano – però sappiano che abbiamo inviato al Presidente del Tribunale di Civitavecchia e al Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Roma la documentazione riguardante una delibera di Consiglio Comunale del 23 Dicembre 1997, chiedendo che venga esaminata per verificare la possibilità di riaprire il procedimento penale invece archiviato nei mesi scorsi perché, secondo il Gip (Giudice delle indagini preliminari – ndr -), un’analoga ordinanza del lontanissimo 15 Febbraio 1980 non aveva valenza di strumento urbanistico>. <Decisione, questa, che non ci ha convinti – spiegano i rappresentanti dei due movimenti – poichè nella succitata delibera del 1997 sembrerebbe che l’importante “strumento” fosse regolarmente presente. E come se non bastasse – concludono – abbiamo allegato pure copia di ben 4 (quattro) determinazioni dirigenziali di Palazzo del Pincio, prodotte tra il 2014 e il 2017, che a nostro avviso potrebbero agevolare la riapertura del “caso” conclusosi, appunto, con l’archiviazione>. Quindi nessuna fuga dalla convinta lotta di osteggiare la costruzione della struttura dell’Altair da parte dei movimenti civici, i quali, ad onor del vero, sin dalle primissime notizie strisciate quasi “sottotraccia”, si sono immediatamente mobilitati per ostacolare un progetto ritenuto non indispensabile e soprattutto un ulteriore attacco alle già penose condizioni ambientali in cui versa la nostra città.

FORNO (4) – “VERDI” DI… RABBIA. Pure i rappresentanti del noto Gruppo (Verdi-Europa Verde) non hanno mandato giù il singolare “caso” dell’aumento delle cremazioni chiesto ed ottenuto dall’Altair. Soprattutto l’accavallarsi di dichiarazioni – distinte e distanti degli uni dall’altra – dei rappresentanti del Governo cittadino e della dita che gestisce il chiacchieratissimo impianto che effettua i “bruciamenti” delle salme, hanno spinto i convinti ecologisti a randellare di santa ragione. <E’ stato toccato il fondo – aprono il “fuoco” del loro attacco – Società che gestisce il “forno” e assessore all’ambiente si “divertono” a smentirsi a vicenda . Siamo difatti bombardati da stucchevoli frasi tipo “questa è la verità”, “no, è una balla”, “ti querelo e vediamo chi ha ragione” e incredibilmente finisce nel dimenticatoio l’attuale delicatissimo momento che viviamo per via delle importantissime vertenze che impegneranno a fondo l’Amministrazione Comunale. Non chiederemo sicuramente le dimissioni in blocco di Sindaco e Giunta per codesti urgenti e delicati impegni – continuano a premere il grilletto – anche se il buonsenso civico ci porterebbe a farlo, ma senza dubbio l’avvocato Tedesco deve pretendere le dimissioni immediate di Magliani. Se così non sarà, dovremmo trarre le seguenti conclusioni: (1) Altair ha commesso un atto gravissimo e annullato il contratto di servizio; (2) il Primo Cittadino era consapevole ed informato dell’azione dell’assessore, degli incontri, dei documenti condivisi e allora è stata nascosta la verità alla cittadinanza per un mero tornaconto politico, cosa che non possiamo né vogliamo credere>. E per “addolcire” una reazione tanto rabbiosa, il “gentile” invito al Sindaco di: <non sottrarsi a quello che ormai appare un obbligo inderogabile almeno per salvare un minimo di dignità ossia sollevare dall’incarico Magliani e “rimpastare” la Giunta con persone competenti. In caso contrario, tutti a casa>. Affermare che s’è trattato di una raffica di colpi micidiali, rientra nella banalità. Epperò, piaccia o meno, ne prendiamo atto. Non possiamo comunque esimerci dal sottolineare che, pur comprendendo la rabbia dei Verdi, prima di trinciare giudizi durissimi e chiedere la testa di chiunque sarà meglio, e più opportuno, attendere gli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria, che sicuramente chiarirà una vicenda per ora ricoperta da troppe inverosimili, inconcepibili, implausibili e financo stupefacenti ombre. Perché, come abbiamo sottolineato domenica scorsa, qualcuno ha mentito sapendo di mentire spudoratamente.

FLAVIO PER SEMPRE. S’è inaugurato alla Marina il Parco “Flavio Gagliardini”, fortissimamente voluto dall’Associazione Onlus che porta lo stesso nome delle sfortunatissimo calciatore, volato improvvisamente in cielo lasciando un vuoto incolmabile pure ed essenzialmente per la sua straordinaria carattura morale. La struttura, che farà la gioia dei numerosi bambini che la frequenteranno, ci auguriamo si riveli soprattutto un motivo di eccezionale orgoglio dell’intera cittadinanza e un bene da tutelare oltreché da proteggere da insani vandalismi. Che sarebbero un vergognoso insulto a Flavio.

A PROPOSITO DI VANDALISMI… – … c’è poco da stare allegri. Non ha fatto in tempo ad essere avviata, dall’assessorato all’ambiente, l’operazione <Zero mozziconi> in terra con l’installazione di portacenere in varie zone, che a Largo Galli s’è già registrato il primo colpo messo a segno dagli immancabili vandali, schiacciati dall’evidentemente insopportabile peso della propria imbecillità. Sì, avete capito bene, è stato divelto il contenitore delle cicche. Atto gravissimo, indubbiamente. E l’augurio non può non essere che gli autori di oggi (e se accadesse nuovamente, di domani) dello scriteriato gesto, se scoperti, vengano severamente puniti.

LAVORI (PUBBLICI) A TUTTO SPIANO. Evviva, la nostra città da giorni è sottoposta ad un gradevolissimo maquillage: strade “levigate” e portatura di alberi, gli interventi maggiori. Che però, stando alle rassicurazioni dell’assessore ai LLPP, D’Ottavio, non si fermeranno ed anzi continueranno a pieno ritmo perché non sono poche le aree lasciate, negli ultimi anni, in balia del degrado e pertanto bisognevoli di urgenti cure (leggi lavori). Benissimo, finalmente qualcosa si nuove. E per questo, il titolare dei Lavori Pubblici merita l’applauso. Ma per aspirare alla standing ovation, deve, senza indugio alcuno: 1) risolvere l’annoso problema di via Isonzo che si sta protraendo in maniera eccessiva; 2) farci capire e, maggiormente, far capire ai numerosissimi habituè del PalaGalli (Stadio del Nuoto) quali siano realmente le cosiddette “carenze strutturali” che, non essendoci tuttora nell’impianto alcuna traccia (e ne sono passati di mesi da quando è stata redatta quell’importantissima relazione tecnica, vero assessore?) di interventi “riparatori”, non lasciano tranquilli i giovani, i diversamente giovani e i bambini che lo frequentano.