Cattivi pensieri, a cura di Giampiero Romiti

Nuovo corsivo del noto giornalista, questa settimana si parla della crisi di maggioranza, Enel e pescicoltura

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L’IRRESISTIBILE <SVOLTA> NEL CDA DI CSP. Signore e signori, il consiglio direttivo della più chiacchierata municipalizzata degli ultimi tempi è servito (ma non troppo e capirete il perché tra poco). S’è celebrata la serata di gala ( organizzata in maniera inappuntabile da un elegantissimo padrone di casa, il sindaco Tedesco) risultata maggiormente impreziosita dal menù di uno stellatissimo chef (mantenuto misteriosamente il massimo riserbo sul suo nome), che ha fatto leccare i baffi perfino al gatto di casa. Al tavolo, imbandito con straordinaria raffinatezza, quattro ospiti d’onore. Nomi e cognomi? Pronti. Sergio Osimo, già candidato a consigliere comunale senza troppa fortuna nella lista “La Svolta”, ma ricompensato con la rilevante nomina di numero uno dei revisori dei conti. Al suo fianco, i due membri del consiglio direttivo: Valentina Sanfelice da Bagnoli  e Michele Scognamiglio, ex vice prefetto, al quale però dev’essere andato qualcosa di traverso, visto che ha rinunciato all’incarico, per cui rimane ancora una casella vuota nel cda. Capotavola il neo presidente, l’uomo più importante di Csp, al secolo l’avvocato Antonio Carbone, anch’egli raggruppato ne “La Svolta” ma, ahilui, bocciato dai votanti: insufficienti le preferenze “rimediate” per potersi accomodare su uno dei comodissimi scranni dell’Aula Pucci. Stop alla metafora luculliana e, rientrando nella normalità, va detto che finalmente è arrivata alla conclusione (non “incasina” la situazione il “no” di Scognamiglio) la snervante vicenda legata alla Csp che, come spesso ricordato, ha confermato il teorema dell’ex ministro Tremonti :<le municipalizzate sono il ricettacolo dei trombati dagli elettori>. Ma ancor più si è avuta la prova provata della forza di Massimiliano Grasso, “dominus” senza dubbio alcuno di una maggioranza forse non esattamente granitica. C’è poco da fare: Tedesco in prima persona non può non riconoscere che, proprio sulla scorta delle succitate nomine, s’è registrata nel governo cittadino una <SVOLTA> cruciale. Oltre ai due pezzi da novanta del gòtha di Csp di sua conoscenza , il buon Massimiliano ricopre la carica di vice sindaco, detiene la delega alla portualità ed è il “signore” delle partecipate.  E non va neppure dimenticato che a brillare maggiormente di vivissima luce, spinta dal vento favorevole del “grassismo” (copyright l’inimitabile Fiorello), è la Triplice Alleanza (La Svolta, Fratelli d’Italia e il “salviniano” pentito Perello) che, è praticamente scontato, batterà cassa ovvero chiederà uno o due assessorati, fregandosene delle tanto pittoresche quanto insignificanti sortite di Giammusso e addirittura del “figliol prodigo” Cacciapuoti (incredibilmente puerile e grottesco, nel contempo, il proprio dissenso sull’operato della maggioranza, minacciando di trasferirsi, insieme alla collega Pepe, nel gruppo misto, ma subito rientrato nei ranghi leghisti e, come premio per il repentino e risibile ripensamento, promosso capogruppo consiliare) che non giovano certamente all’azione dell’esecutivo “tedeschiano”. A proposito di Csp: non pochi avrebbero scommesso, incantati dai Suoi gorgheggi ritenuti celestiali (sic!!!), che il Primo Cittadino mantenesse la parola data (arisic!!!) di “riempire” il Cda solo ed esclusivamente di tecnici per non urtare la suscettibilità dei suoi alleati e quindi per affrancarlo dalla solita, criticabile e addirittura inaccettabile politicizzazione. Visto come è andata, meno male che soltanto pochissimi grulli abbiano abboccato alla gigantesca sòla. Ahahahahahahah!!!

CENTRODESTRA AGITATO, TEDESCO SULLA GRATICOLA. Cda di Csp in porto dunque epperò s’è scatenata un’autentica guerra intestina tra i centrodestrorsi. Sono passati soli quattro giorni dalla “incoronazione” dell’avvocato Carbone ed ecco che divampa la tempesta dopo la (evidentemente apparente) quiete. Troppo “grassismo” nelle nomine, hanno urlato taluni rappresentanti della maggioranza. Aggiungendo, col sangue agli occhi, che, essendo stata ipergratificata “La Svolta”, automaticamente s’è determinato un palese conflitto di interessi del vice sindaco, “custode” della delega alle partecipate. Quindi reazioni vibranti e insistenti richieste di riequilibrare le competenze da parte di consiglieri di una parte della maggioranza, gracchianti come cornacchie impazzite. E il tutto senza alcuna conseguenza? Manco per idea. Proprio Massimiliano Grasso è, difatti, esploso come una Santa Barbara, inquadrando soprattutto nel mirino il Sindaco. <Se qualcuno si compiace di parlare senza alcuna cognizione di causa, sono pronto a rimettere ogni delega attribuitami. Ma si metta bene in testa quel che dico>. “Apertura” pepata, che prelude alla prima stangata: <Riguardo a Csp, difatti,  non si deve dimenticare, o far finta di dimenticare, che tutte, ripeto tutte, le prerogative di scegliere i rappresentanti del Cda sono state del Sindaco senza condividerli con la maggioranza. E, tra l’altro, Tedesco sapeva benissimo che i rappresentanti della Federazione – Simona Galizia e Roberta Morbidelli per Fdi; Fabiana Attig per “La Svolta” e Perello per il gruppo misto – avevano indicato, quale presidente del consiglio di amministrazione, l’avvocato Francesco Serpa >. <Detto questo – riprende con tono maggiormente severo – sarebbe il caso, dopo lunghi mesi di inattività, di dare risposte alla città con i fatti invece di continuare con giochini e tatticismi che non giovano alla maggioranza e neppure alla città. Ripeto: il Sindaco ha operato in piena autonomia, io non ho deciso un bel niente. E se non si fosse capito bene, ribadisco che la posizione della Federazione era stranota e ferma su una scelta politica. Aggiungo – ecco un’altra spingardata – che venire a dire, oggi, che ci sarebbe un presunto conflitto di interesse sulle partecipate, mi sembra materiale buono per la polemica politica e probabilmente mirato ad altro>. Infine la conclusione, anch’essa sovraccarica di veleno: <Credo ci sia bisogno che questa maggioranza cambi passo e dimostri di essere capace di farlo. Occorre occuparsi dei problemi concreti , cominciare ad amministrare seriamente e a fare politica. Il resto va lasciato ai media e a qualche comunicato di taluni partiti, intriso di ipocrisia. Non so proprio cosa passi nella testa di alcune persone, che prima di blaterare farebbero bene a riflettere. Lega e Fdi sostengono che c’è bisogno di un chiarimento profondo e di un riequilibrio dei ruoli? Benissimo, sono d’accordo. Ma ciò deve avvenire, reciprocamente, nel rispetto  e nella dignità delle “parti” svolte, evitando di offendere l’intelligenza di nessuno e prendere in giro chicchessia>. Commenti? Proprio non ce ne è bisogno. Grasso ha spinto a tavoletta l’acceleratore delle accuse simili a pesantissimi macigni. Che non sarà facile rimuovere. Se un vice sindaco parla di mesi di inattività, di ipocrisie, di prese in giro, di offese all’intelligenza altrui, di ingenui giochini, di goffi tatticismi e di piena autonomia (e pertanto nessuna ingerenza!) da parte del Primo Cittadino nella scelta dei nomi del Cda di Csp, non basta e avanza per capire (e far capire, essenzialmente) che finora il governo di Palazzo del Pincio ha prodotto esclusivamente fuffa? 

TVN,ALL’ENEL NON PIACE PRENDERE IL “SOLE”. Già, sembrerebbe proprio così. Ossia: il noto comitato ambiental-scientifico, rappresentato dai ricercatori Angelo Moreno e Franco Padella, ha incontrato alcuni alti dirigenti dell’Ente per discutere della futura trasformazione della centrale di Torre Valdaliga nord. Dove, come noto, è prevista l’installazione dei gruppi a turbogas dei quali, stranamente (o scientemente, chissà!), non si parla più. C’è da chiedersi il perché di tanto silenzio che, però, giorno dopo giorno si fa maggiormente assordante. E la ragione non solo logica, ma più banale potrebbe essere figlia dell’enorme interesse che ruota intorno alla nuova “fisionomia” di Tvn. La quale non piace agli esponenti del “Sole”, associazione che conta ormai numerosi adepti e che dà l’impressione di potersi ulteriormente “allargare”, visto il crescente interesse verso i perniciosi problemi (ambientali) che tormentano il territorio. Nel corso dell’interessante “faccia a faccia”, i due studiosi hanno illustrato agli emissari del colosso elettrico  il progetto di produzione energetica sostenibile per lo scalo marittimo e per l’intera zona. <Abbiamo chiaramente espresso – spiegano all’unisono Moreno e Padella – la richiesta di abbandonare l’idea di un futuro a gas, ritenendolo un freno al reale passaggio alla produzione di energia sostenibile. E questo – sottolineano – perché ci troveremmo alla prese con una fonte fossile e fortemente clima-alterante>. Dunque il “Sole” non è affatto disposto ad illuminare il “piano” dell’Enel ed anzi lo offusca decisamente. <Quel che sosteniamo con forza e piena cognizione di causa – proseguono – è anche in funzione di un significativo incremento dei livelli occupazionali che, altrimenti, la tecnologia del gas ridurrebbe ben al di sotto di quelli attuali, prodotti dall’uso del carbone>. Non c’è possibilità alcuna, pertanto, che il “Sole” possa o debba irradiare con i propri raggi la nuova iniziativa dell’Enel, principalmente <perché – concludono con piglio severo – è ora che l’Ente restituisca, in forma di investimenti sulle fonti sostenibili, il prezzo che la collettività ha pagato in questi lunghi anni di servitù energetica. Bisogna liberarsi da questa morsa letale e passare finalmente dalle inutili buone intenzioni agli opportuni atti concreti>. Bèh, parole mica tenere. Che, diciamolo, all’Enel potrebbero anche fare il solletico poiché, potente com’è, ha l’inarrestabile forza di spegnere i “luminosi” proponimenti  del “Sole”. Le considerazioni dei ricercatori Moreno e Padella dovrebbero, invece, essere prese in seria, serissima considerazione dai politicanti di casa nostra affinchè possa registrarsi la virtuosa metamorfosi per liberarsi da quest’Eneldipendenza che dura dalla bellezza di settant’anni. E’ davvero un peccato mortale pretendere (sì, pretendere!) che questa disgraziatissima fetta di terra desideri di essere finalmente “accarezzata” da energie rinnovabili, capaci di confezionare uno sviluppo ecosostenibile? 

PISCICOLTURA, D’OTTAVIO SPARA SU PD E GIANNINI. Vabbè, il progetto, che dovrebbe divorare ben 150 (centocinquanta, capito?) ettari di mare e quindi quello spicchio di Paradiso chiamato Frasca, continua a far parlare di sé e soprattutto ad avvelenare la popolazione civitavecchiese chiaramente e nettamente contraria ad uno “sfregio” ambientale del genere. E, tanto per non farci mancare nulla, continuiamo a registrare attacchi e contrattacchi frontali tra politici appartenenti alla classe attualmente dirigente e quelli che cercano di respingere accuse ritenute ingiuste. Di dichiarazioni ne abbiamo registrate a iosa, ma evidentemente la voglia di reiterarle è irresistibile. Come, ad esempio, quella del titolare dei Lavori Pubblici, D’Ottavio, il quale in nome e per conto del “suo” partito (Forza Italia) e della maggioranza, piazza una “sberla” non proprio piacevole al giovane segretario piddino, Stefano Giannini, e (della serie “a te parlo e a suocera m’intendo) al Pd tutto. Sostiene difatti l’assessore berlusconiano: <Nessuno può smentire che la piscicoltura ha l’autorizzazione della Regione. Va da sé pertanto – affonda D’Ottavio – che Zingaretti sia responsabile dell’impianto. Comprendo che per il Pd è imbarazzante accusare sia il Governatore che i grillini, dato che comandano insieme. Ma allora – ecco la conclusione al cianuro – Giannini non si permetta di offendere la giunta Tedesco e di prendere a calci il portone di Palazzo del Pincio. Con un comportamento del genere non riuscirà a recuperare i voti irrimediabilmente persi>. Bella stangata, sicuro. Figlia legittima della dialettica politica, sempre bene accetta. Anche perché permette agli scriba di riempire spazi che altrimenti rimarrebbero  immacolati. Il D’Ottavio, protagonista della suindicata pepatissima sortita e colonna portante di FI, dovrebbe tuttavia avere l’onestà intellettuale di tenere a mente (ammesso che non reputi una rottura di coglioni dedicare cinque minuti alla lettura di questa rubrica) che noi non abbiamo assolutamente “assolto” la Regione per avere dato il proprio assenso al disastroso progetto. Però, come sempre più di sempre c’è un però. Ovvero: D’Ottavio, a nostro avviso colpevolmente, evita di rimarcare un importantissimo dettaglio. Questo: dalla data della propria nomina (arrivata negli ultimi giorni del mese di giugno 2019) fino al 14 luglio l’assessore all’ambiente designato dal primo cittadino Tedesco avrebbe potuto (e dovuto!) “confezionare” le osservazioni da proporre alla conferenza dei servizi del 17 dello stesso mese e nel contempo sostenere con forza la contrarietà del Comune di Civitavecchia al “disegno” di far morire un gioiello naturale di inestimabile valore come la Frasca. E’ andata o non è andata così, assessore D’Ottavio? L’ex vice sindaco Daniela Lucernoni (M5S) ha posto sonoramente l’accento sul “parere favorevole”alla piscicoltura espresso da Magliani e non risulta che la battagliera pentastellata sia stata crivellata da sdegnate smentite. Morale della favola di questo impianto che di favoloso non ha assolutamente niente di niente: vero che la Regione ha detto “sì”, ciononostante l’attuale maggioranza non ha esitato a sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda. Amen!